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Paolo Pietrangeli, addio all'autore di "Contessa": inno della contestazione giovanile del '68

Per tutti è l’autore di "Contessa", uno dei canti più famosi (e violenti) del periodo della contestazione giovanile del '68, quasi un inno dei ragazzi di fede comunista che è sopravvissuto al contesto nella quale è nato. Eppure Paolo Pietrangeli, scomparso oggi all’età di 76 anni, è stato un vero cantautore e poi anche un affermato regista di trasmissioni televisive (sua la regia del Maurizio Costanzo Show su Canale 5).
Figlio del regista Antonio Pietrangeli e di Margherita Ferrone, iniziò a scrivere canzoni negli anni Sessanta diventando presto uno dei più importanti rappresentanti del filone della canzone di protesta sessantottina. Tra le sue tante canzoni, due divennero estremamente popolari all’interno dei movimenti giovanili di sinistra: 'Valle Giulià e, soprattutto, "Contessa", entrambe incise con la seconda voce di Giovanna Marini, altra grande interprete delle canzoni di protesta.

I suoi brani sono stati pubblicati nel 2008 in un’antologia in doppio Cd che racchiude buona parte della sua produzione. In tutto 48 canzoni, tra i quali cinque inediti: Paure. Magari no (la Commessa), La questione meridionale, Dibattito sulle sorti della sinistra e mozioni contrapposte in una notte desolata di Chianciano Terme (Sliding door), Fiore di Gaza e Addio padre madre addio (clandestino).

Accanto alla carriera musicale, alla fine degli anni '60 ha intrapreso la strada del padre facendo l’aiuto regista di tre mostri sacri: di Mauro Bolognini in "L'assoluto naturale" (1969), di Luchino Visconti in "Morte a Venezia" (1971) e di Federico Fellini in Roma (1972). Nel 1974 ha lavorato ancora come aiuto regista con Paul Morrissey in due film ispirati da Andy Warhol: "Flesh for Frankenstein" e "Blood for Dracula".

E’ dello stesso anno il debutto come regista con un documentario di forte impatto politico: "Bianco e Nero", un viaggio nel mondo del neofascismo e una denuncia delle collusioni tra una parte dello Stato e settori eversivi dell’estrema destra. Tre anni dopo, nel 1977, diresse 'Porci con le alì, tratto dall’omonimo best seller di Marco Lombardo Radice e Lidia Ravera che però sconfessarono la pellicola che fu anche sottoposta a sequestro dalla censura per «oscenità» (provvedimento in breve revocato) e non ebbe il successo del romanzo.

Nel 1980 l’ultima regia cinematografica: "I giorni cantati" a cui partecipò come interprete anche Francesco Guccini.
Negli anni successivi si è dedicato a tempo pieno alla regia televisiva sulle reti Fininvest in programmi di grande successo popolare come Maurizio Costanzo Show e Amici di Maria De Filippi. Nel 2001 ha scritto e diretto con Wilma Labate e Roberto Giannarelli"'Genova. Per noi", un documentario dedicato alle giornate del G8 di Genova, sfociate negli scontri tra manifestanti e forze di polizia e nella morte di Carlo Giuliani.

Ha tentato diverse volte di entrare in Parlamento con Rifondazione comunista prima e con Potere al Popolo poi, senza venire eletto.

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