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Covid, da oggi la pillola di Merck in Italia: cosa sappiamo dell'antivirale Molnupiravir (o Lagevrio) - VIDEO

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La pillola anti Covid di Merck ( Molnupiravir) sarà disponibile già da oggi, 4 gennaio, in Italia. Ad annunciarlo il 30 dicembre scorso è stata l'Agenzia italiana del farmaco Aifa nella nota in cui confermava l'autorizzazione da parte del suo Cts di questo antivirale orale e dell'antivirale remdesivir.

Aumentano così le armi a disposizione per combattere il Covid. I due antivirali, molnupiravir e remdesivir, sono stati autorizzati per il trattamento di pazienti non ricoverati, con malattia lieve-moderata che si è manifestata da pochi giorni e in presenza di condizioni cliniche che rappresentano specifici fattori di rischio per lo sviluppo della malattia grave.

Il molnupiravir sarà distribuito dalla Struttura Commissariale alle Regioni dal 4 gennaio e per la sua prescrizione è previsto l'utilizzo di un Registro di monitoraggio che sarà presto accessibile online sul sito dell’Agenzia. Si tratta di un antivirale orale (autorizzato per una distribuzione in condizioni di emergenza con Decreto del Ministero della Salute del 26 novembre 2021) il cui utilizzo è indicato entro 5 giorni dall’insorgenza dei sintomi. La durata del trattamento, che consiste nell’assunzione di 4 compresse (da 200 mg) due volte al giorno, è di 5 giorni. La determinazione Aifa relativa alle modalità di utilizzo è stata pubblicata il 29 dicembre 2021 sulla Gazzetta Ufficiale ed è efficace dal 30 dicembre.

Covid, ecco Cosa sappiamo del farmaco antivirale Molnupiravir (o Lagevrio) della Merck.

Il farmaco antivirale orale sperimentale di Merck (Msd in Europa) Molnupiravir (o Lagevrio), in adulti a rischio con COVID-19 da lieve a moderato, ha ridotto il rischio di ospedalizzazione o morte dal 9,7% nel gruppo placebo (68/699) al 6,8% (48/709) nel gruppo Molnupiravir, «per una riduzione del rischio relativo del 30%». Gli studi preliminari di fase 3 indicavano invece una riduzione del rischio del 50%. Lo comunica l'azienda farmaceutica Msd che, con il partner Ridgeback Botherapeutics, ha fornito aggiornamenti sui risultati dello studio MOVe-OUT. Sono infatti ora disponibili i dati da tutti i partecipanti arruolati nello studio (1433).

Il farmaco Molnupiravir sviluppato dalla Merck è il primo antivirale orale per il trattamento della malattia causata dal virus Sars-Cov-2. Il farmaco agisce interferendo con la capacità del virus di replicarsi. è quindi stato progettato per introdurre errori nel codice genetico del virus, impedendone la duplicazione e riducendo quindi il rischio di provocare malattie gravi.

Il farmaco, inoltre, non colpisce la proteina spike del virus, la chiave d'accesso del virus nella cellula, e questo dovrebbe dunque garantire un'efficacia a prescindere dalle varianti.

Come si assume la pillola Molnupiravir

Il farmaco va assunto al comparire dei primi sintomi e il trattamento prevede 2 pastiglie al giorno per 5 giorni. Il Regno Unito è il primo paese ad averla approvata. La Medicines and Healthcare products Regulatory Agency (MHRA), l'Agenzia regolatrice inglese dei farmaci, raccomanda di usarlo il prima possibile dopo un test positivo per Covid ed entro cinque giorni dalla comparsa dei sintomi. Oggi l'Ema, l'Agenzia europea per i medicinali, ha iniziato a valutare la domanda di autorizzazione all'immissione in commercio per il medicinale antivirale orale Lagevrio (molnupiravir), sviluppato da Merck Sharp & Dohme in collaborazione con Ridgeback Biotherapeutics, destinato al trattamento di Covid-19 negli adulti.

Come ha spiegato Antonio Mastino, microbiologo associato all'Istituto di farmacologia traslazionale del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ift) e già docente di Microbiologia presso l'Università di Messina, le dichiarazioni dei funzionari della Merck suggeriscono un'efficacia del 50 per cento nel ridurre il rischio di ospedalizzazione e morte.

Chi può assumere la pillola Merck

La pillola potrebbe essere somministrata ai soggetti più vulnerabili o con potenziali fattori di rischio associati a Covid-19, come obesità, cardiopatie, diabete o un'età superiore ai 60 anni.

Il farmaco, ha spiegato Mastino, si basa "sull'inibizione della replicazione virale anche se con bersagli diversi, per cui l'efficacia può essere riscontrata solo se somministrato in una fase iniziale della malattia. Un'assunzione precoce potrebbe infatti essere utile a ridurre il rischio di danni provocati da SARS-CoV-2. Un vantaggio riguarda la possibilità di somministrare il trattamento per via orale".

"Il Molnupiravir - continua l'esperto - contiene un composto in grado di interferire nella costruzione dei nuovi filamenti del genoma virale, generando errori che l'enzima virale deputato al loro riparo non è in grado di correggere, e portando quindi alla interruzione della produzione di nuovi virus infettanti".

Nonostante gli studi clinici già svolti per la sperimentazione del farmaco siano promettenti, ha precisato il docente, "una volta concessa l'autorizzazione per via emergenziale sarà ovviamente necessario, come avviene normalmente in questi casi, sottoporlo a un'attenta azione di farmacovigilanza per confermarne la sicurezza, l'efficacia e la tollerabilità nelle dinamiche reali. Sappiamo infatti che durante lo sviluppo di un medicinale, alcuni degli effetti collaterali emergono spesso nella fase di farmacovigilanza".

 

 

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