Venerdì, 19 Luglio 2019
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Ponte Morandi, Paolo Kessisoglu scrive canzone dopo il crollo: raccolta fondi con 25 artisti

"Sono cresciuto su quel ponte, passavo da lì in auto per andare al mare con i miei genitori e al ritorno mi svegliavo sentendo quei giunti che facevano rumore, e per me era casa: sapere che era crollato era impossibile. Era come vedere sconfiggere Superman".

Una dichiarazione d'amore per la sua città, è quella che Paolo Kessisoglu ha voluto mettere in cantiere scrivendo una canzone per aiutarla, e soprattutto invitarla a farsi aiutare ('Vieni qui. Togli quel muso fatti abbracciare, se stavi male me lo potevi dire'), dopo la tragedia del ponte Morandi.

Coinvolgendo nel suo progetto 25 artisti, persino Ivano Fossati che aveva annunciato tempo fa il suo ritiro dalle scene.

"Quando ha risposto alla mia mail non ci credevo - ha raccontato a Milano l'artista genovese, coppia del duo Luca e Paolo - Ero ancora più incredulo quando mi ha proposto di suonare la chitarra con lui".

I proventi della canzone 'C'è da fare' saranno gestiti dall'associazione no profit "Occupy Albaro" che, in accordo con Regione Liguria e Comune di Genova, destinerà quanto raccolto al progetto mirato alla riqualificazione territoriale e alla migliore vivibilità della Valpolcevera, ossia a favore della cittadinanza che ha subito, e nel prossimo futuro dovrà subire, i maggiori disagi causati dal crollo del ponte.

"Il nostro sogno sarebbe quello di realizzare, tra le altre cose, anche un campo di calcio nella stessa area dove c'era quello su cui giocò all'inizio il Genoa Calcio", ha aggiunto Kessisoglu. Il brano era stato scritto di getto il giorno stesso del crollo del ponte, il 14 agosto scorso, quando nel disastro morirono 43 persone.

"Ero a San Francisco, quindi a causa del fuso orario lo seppi dopo e irrazionalmente mi sentii in colpa anche per quel ritardo - ha raccontato - Il giorno stesso entrai in una libreria, mi sedetti al pianoforte e le note caddero così". Il brano prodotto con Fabio Gargiulo e mixato da Sabino Cannone, doveva essere lanciato dal palco del Festival di Sanremo, interpretato da Malika Ayane, Simona Molinari e Nina Zilli.

"Non so bene dire cosa sia successo ma Sanremo l'ho condotto e so cosa succede, quando c'è il Festival diventa la cosa più importante del momento, anche più del bombardamento della Libia - dice Paolo -. E' un periodo di follie e all'interno di queste follie ci può essere stato il non accorgersi di quanto la canzone fosse adeguata al contesto: probabilmente è stata gestita di fretta e non ci siamo riusciti a portarla su quel palco, ma senza polemica". E così è nata l'idea della canzone collettiva che ha coinvolto Annalisa, Arisa, Boosta, Fiorella Mannoia, Gianni Morandi, Gino Paoli, Giorgia, Giuliano Sangiorgi, Ivano Fossati, Izi, J - Ax, Joan Thiele, Lo Stato Sociale, Luca Carboni, Malika Ayane, Mario Biondi, Massimo Ranieri, Mauro Pagani, Max Gazze', Nek, Nina Zilli, Nitro, Raphael Gualazzi, Ron e Simona Molinari. "E' stato bellissimo sentirli così disponibili e vederli così generosi nel donare la loro arte a questo progetto - ha detto Paolo - Sono anche orgoglioso di essere riuscito a raccoglierli tutti, grazie a tutti, sono stati davvero degli amici".

© Riproduzione riservata

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