Sabato, 04 Dicembre 2021
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Marcell Jacobs lancia la sfida a Usain Bolt: che ne dici di un ruba-bandiera per beneficenza?

Una sfida che sarebbe da sogno ma che, probabilmente, non si farà mani, almeno sul serio. Ma è bello immaginare che Usain Bolt e Marcell Jacobs possano un giorno gareggiare uno contro l’altro in pista. Tutto è nato dalla frase detta dal "Lampo", 8 volte olimpionico, una settimana fa a Dubai nel corso di un evento di uno dei suoi sponsor quando gli è stato chiesto se avrebbe potuto vincere i 100 metri alle Olimpiadi di Tokyo, dove invece si è imposto Jacobs con il tempo di 9"80. «Tanto di cappello davanti a Jacobs, ma sì avrei vinto - la risposta di Bolt - e lo sprint mi manca molto, perché vivo per quei momenti, è stato difficile per me guardare quella gara». «Quando mi sono ritirato (nel 2017, ndr), il mio allenatore mi ha detto una cosa - aveva aggiunto il giamaicano -: "I tuoi avversari non sono più veloci, sei tu che sei più lento". Non avevo mai considerato la cosa da questo punto di vista».

Ad agosto invece, pochi giorni dopo la vittoria di Jacobs, Bolt aveva fatto notare che «Marcell ha dato tutto, il meglio di sé nei 100 metri che sono la corsa più importante e prestigiosa delle Olimpiadi. E questo è sicuramente un segno di grande classe, di talento. A lui e all’Italia vanno fatti i complimenti anche per la vittoria nella staffetta 4X100. Certo però che la pista di Tokyo è velocissima». Ora, su Instagram, è arrivata la risposta dell’olimpionico azzurro che al suo predecessore ha guardato sempre come a un idolo, oltre che fonte di ispirazione. «Sei il mio eroe -scrive Jacobs - e ti ringrazio per il 'tantò di cappello. Ma hai anche detto che avresti vinto tu, quindi sono pronto per la sfida. Che ne dici di un ruba-bandiera di beneficenza? Io porto il mio team, tu il tuo». Ora non rimane che vedere se Bolt, preso dalle paternità e dai mille impegni, troverà il tempo di accettare la sfida, magari per donare un sorriso a chi ne ha bisogno: Jacobs non si tirerà certo indietro, poi tornerà a prepararsi a dovere per i Mondiali del prossimo anno a Eugene.

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