Lunedì, 04 Luglio 2022
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L'autismo non lo ostacola: Simone Maghernino incide una canzone e vola... con le "Ali in tasca"

"Per gli altri non sono chi sono, io sono chi sembro": inizia così "Ali in tasca", la canzone di debutto di Simone Maghernino che, abbattendo ogni pregiudizio, ha inciso il suo primo singolo, in modo credibile e professionale, facendo dimenticare a chi lo ascolta la sua patologia: l’autismo. «Solo, su questa terra senza volare. Con ali in tasca che non posso usare. Prendo la rincorsa ma ricado giù», canta Simone.

Nella sua città, San Severo, Foggia, c'è attesa per questo debutto discografico che consentirà al giovane interprete di essere presente con il suo brano, dal 7 maggio, su Spotify, Amazon ed Apple Music proprio come i suoi artisti preferiti, da Jovanotti a Nek e Vasco Rossi. Questo miracolo di determinazione è stato possibile grazie al supporto della famiglia e di un gruppo di amici, professionisti nel campo musicale, ma soprattutto grazie alla voglia di Simone di farcela, alla faccia di chi crede che l’autismo debba per forza essere invalidante dato che, per definizione, si tratta di una patologia che compromette l’interazione sociale creando un deficit nella comunicazione verbale e non verbale. «In casa si respira aria di festa, finalmente ho visto il viso di mio figlio illuminarsi con un sorriso meraviglioso, fatto di fierezza, autostima e soddisfazione», racconta all’ANSA Luisa Sordillo, la mamma di Simone, autrice del testo, profondo e significativo, di "Ali in tasca".

«Mi dice "Mamma, sono tanto contento. Ho fatto una cosa bella, vero?" e, superando le sue ritrosie, ricambia il mio abbraccio. Sì - aggiunge la mamma - lui ha fatto davvero una piccola grande rivoluzione. Senza armi, ma a colpi di emozioni». Il mondo della musica si arricchisce così di una canzone, di un interprete, ma soprattutto di un progetto ambizioso che rompe gli schemi e incrina la rigidità del conformismo per valorizzare il bene più prezioso: la libertà di essere se stessi.

Simone Maghernino è nato a Foggia 22 anni fa, in compagnia del suo gemello. Un curioso preludio per chi, in seguito, si troverà ad affrontare il disagio e la malinconia della solitudine di chi è costretto a convivere con la definizione: «il ragazzo autistico». Con impegno e determinazione, combattendo il pregiudizio, Simone ha sempre cercato di coltivare le sue passioni, il basket, l’informatica, ma soprattutto la musica, anche con lo studio del pianoforte. E’ arrivato a realizzare il suo sogno. Dal cantare a squarciagola le canzoni dei suoi autori preferiti, col coraggio e l’incoscienza di chi non si arrende, è riuscito ad incidere un suo brano che dalla cameretta di casa sta per approdare sui più noti digital store.

Il testo è stato scritto da sua madre Luisa, la prima che non si è mai arresa, fermamente convinta che in questo mondo ci sia posto per tutti e che la differenza sia un arricchimento. "Ali in tasca" è un invito ad eliminare il filo spinato dell’indifferenza, ricucendo il sentimento della fratellanza e dell’accettazione di chi non è come noi. «Non fermarti a ciò che non so fare, guarda tutto quel che ho», canta Simone. I primi ad aderire con entusiasmo all’invito sono stati il cantautore Ilario de Angelis che ha scritto la musica (e che canta insieme a Simone) e Edgardo Caputo che ha arrangiato e mixato il brano. Entrambi hanno contribuito con la loro energia e professionalità a rendere realtà quello che per un ragazzo affetto da autismo rientra nella categoria del «non possibile».

© Riproduzione riservata

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