Sabato, 24 Ottobre 2020
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TRE MORTI

Famiglia sterminata
dai funghi velenosi

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Simonetta Di Ruscio

Una famiglia distrutta. Padre, madre e figlia morti a poche ore l'uno dall'altra per aver mangiato dei funghi tossici, mercoledì a cena. Il nipote, 12 anni, ancora ricoverato in ospedale. Per fortuna, hanno spiegato i sanitari, ha "solo una lieve alterazione della funzionalità epatica, guaribile con una terapia adeguata". E' salvo anche suo fratello, 7 anni, che quella sera i funghi non li ha toccati proprio. 

Da mercoledì a oggi per la famiglia Di Ruscio è stata una corsa contro la morte, in una lotta impari fra il veleno e la medicina. I sanitari dell'ospedale di Pisa hanno subito capito che per salvare la figlia, Simonetta, 40 anni, e i genitori, Lino, 65, e Luisa, 59, sarebbe stato indispensabile il trapianto di fegato. Le procedure sono partite immediatamente. Ma le condizioni dei tre sono peggiorate a vista d'occhio. Specie quelle di Simonetta, che era la più grave. Lei e il padre se ne sono andati - lei ieri sera, lui la notte scorsa - senza dare il tempo ai chirurghi di operarli: eppure, gli organi erano stati trovati. Per la madre il trapianto c'é stato stamani. Ma i medici dell'ospedale di Pisa hanno fatto capire che la situazione era comunque grave "per gli effetti nocivi della tossina diffusasi nell'organismo", spiegava il bollettino medico. Il fungo killer è stato l'Amanita phalloides. Gli esperti spiegano che è "mortale, molto diffuso" e, soprattutto, "confondibile con altre specie commestibili". E' stato proprio questo a ingannare Simonetta, separata da qualche anno dal marito.

 Qualche giorno fa è andata a fare una passeggiata in un boschetto vicino casa, a San Giorgio, frazione di Cascina (Pisa). Al ritorno pare che abbia mostrato ad alcuni amici i funghi che aveva trovato, chiedendo se fossero commestibili o meno. Poi, ricevendo rassicurazioni, li ha cucinati, mercoledì scorso, per cena. Già nella serata i quattro hanno iniziato ad accusare malori. Anche due pensionati del Pavese sono stati ricoverati negli ospedali San Raffaele e Niguarda di Milano dopo aver mangiato funghi velenosi: per entrambi è stata diagnosticata una intossicazione acuta. I danni provocati al fegato sono irreversibili. Anche per loro sarà necessario il trapianto. In provincia di Pavia, negli ultimi giorni sono state sette le persone alle quali è stata diagnosticata una intossicazione per aver mangiato funghi non commestibili. 

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