Venerdì, 30 Ottobre 2020
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MONTECATINI

Confessa il marito
della donna uccisa

 

 Avrebbe confessato di aver ucciso l'ex moglie Massimo Parlanti, da ieri sera interrogato nella caserma dei Carabinieri di Montecatini Terme nell'ambito delle indagini sull'omicidio di Beatrice Ballerini, trovata morta strangolata nella casa del Pistoiese dove la coppia aveva vissuto prima della separazione.
In base a quanto appreso, l'uomo avrebbe spiegato che non era sua intenzione uccidere l'ex moglie. Parlanti è stato sentito dagli inquirenti per circa sette ore. L'uomo si era presentato, accompagnato dai suoi legali, alla caserma dei Carabinieri intorno alle 18 di ieri. Poi alle 20 l'arrivo del pm Claudio Curreli, con il quale Parlanti avrebbe ripercorso tutto il suo rapporto con Beatrice Ballerini, non solo quanto accaduto giovedì scorso nella casa di Nievole dove la coppia aveva vissuto con i figli fino alla separazione. Parlanti si trova tuttora nella caserma dei Carabinieri, in attesa della disposizioni del pm e che si concluda la verbalizzazione delle sue dichiarazioni. 

 

Massimo Parlanti, l'imprenditore di 43 anni che ha confessato di aver ucciso la ex moglie Beatrice Ballerini, 42 anni, è stato sottoposto a fermo con l'accusa di omicidio aggravato dal rapporto di coniugio con la vittima. Il provvedimento è stato firmato nella notte dal pm di Pistoia Claudio Curreli, a cui l'uomo ha ammesso le sue responsabilità nel corso di un lungo interrogatorio, durante il quale Parlanti, secondo quanto emerso, ha più volte pianto. Una volta lasciata la caserma dei Carabinieri di Montecatini sarà trasferito in carcere a Pistoia. 

 Da quanto appreso, in base alle dichiarazioni dell'uomo, tra marito e moglie, il pomeriggio di giovedì scorso, giorno del delitto, c'é stato un litigio: i due avrebbero avuto una colluttazione e Parlanti avrebbe poi colpito e strangolato la donna, che ha cercato di difendersi. Tracce di pelle erano rimaste sotto le unghie della donna e i risultati del Dna erano attesi a giorni. L'ex marito, sentito a lungo subito dopo la scoperta del cadavere e poi anche successivamente, aveva inizialmente fornito un alibi, legato al fatto che era andato a riprendere i figli a scuola. Aveva anche giustificato delle lievi lesioni che aveva al volto con il fatto di essere stato graffiato da uno dei figli. Poi nel tardo pomeriggio di ieri la decisione di recarsi dai carabinieri per rendere spontanee dichiarazioni.  (ANSA)

 

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