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Sfiducia a Crocetta,
i principali interventi

sfiducia crocetta, Sicilia, Archivio

"È tempo per me di fare qualcosa che avrei dovuto fare molto tempo fa: mettere fine alla vostra permanenza in questo posto... siete un gruppo fazioso, nemici del buon governo, banda di miserabili mercenari, scambiereste il vostro Paese con Esaù per un piatto di lenticchie. Siete diventati intollerabilmente odiosi... portate via la vostra chincaglieria luccicante e chiudete le porte a chiave". Il capogruppo del M5s, Giancarlo Cancelleri, ha citato il discorso fatto da Oliver Cromwell, condottiero e politico inglese, alla Camera nel 1653, all'inizio del suo intervento per illustrare la mozione di sfiducia al governatore della Sicilia, Rosario Crocetta. Cancelleri ha poi fatto un elenco di quelli che ha definito i "proclami" di Crocetta, annunci che secondo il capogruppo dei Cinquestelle non avrebbero trovato poi alcun riscontro durante questo primo anno di legislatura. (ANSA)

"Lo stallo che sta interessando la politica è frutto di una non chiara maggioranza, per non dire inesistente. Ciò ha generato, conseguentemente, anche la mancanza di un opposizione avente un ruolo incisivo di controllo e proposta alternativa. Solo quando sussistono questi due elementi si mette in moto la macchina legislativa del Parlamento. Altrimenti si assiste a uno status confusionale, che vede Sala d'Ercole teatro di scontri e tensioni". A dirlo è il deputato del gruppo Pds-Mpa all'Ars Giovanni Greco nel suo intervento in occasione della discussione in Aula della mozione di sfiducia per il governatore Rosario Crocetta. "Ho condiviso l'intervento di Nello Musumeci - afferma Greco - che ha messo in evidenza la mancanza di una centralità del Parlamento. Abbiamo più volte denunciato l'assenza degli assessori nelle Commissioni e nei lavori d'Aula". A conclusione del suo intervento l'autonomista ha fatto cenno al taglio dei costi della politica rivolgendosi al presidente dell'Ars: "Ardizzone parla di recepire il decreto Monti guardando agli stipendi di noi deputati, mi chiedo il motivo per il quale nessuno mira a cancellare i doppi incarichi elargiti dalla Regione agli esterni e ai maxi burocrati che costano alle nostre casse migliaia di euro. Nel frattempo si manda in pensione un segretario generale a 57 anni". Infine, rivolgendosi sempre ad Ardizzone, ha parlato di trasparenza: "A un mese dalla richiesta dell'accesso agli atti per l'elenco di tutto il personale assunto nella Fondazione Federico II, ancora non ho ricevuto alcuna risposta. Questo perché Palazzo dei Normanni sarebbe dovuto diventare di cristallo".

"La sfiducia al presidente della Regione l'ha ordinata Beppe Grillo per sconfessare il 'modello Sicilia' e fermare il dialogo tra Crocetta ed il Movimento 5 stelle siciliano. Una mozione di sfiducia inutile che ha sottratto tempo prezioso all'Ars che deve affrontare tante emergenze e rilanciare le riforme istituzionali, economiche e sociali di cui la Sicilia ha bisogno, dalle province all'acqua pubblica". Lo ha detto il segretario regionale del Pd, Giuseppe Lupo, intervenendo oggi in aula. "M5S - ha continuato Lupo - dopo avere occupato all'Ars poltrone importanti sfugge adesso, in Sicilia come a Roma, alle proprie responsabilità, preferendo la sterile protesta alle cose concrete. I siciliani non hanno bisogno di elezioni anticipate ma di risposte. Per questo è necessario rafforzare l'azione di governo per il cambiamento. Invece di perdere tempo a discutere della sfiducia del M5S avremmo dovuto occuparci delle variazioni di bilancio per assegnare nuove risorse ai comuni. E' sorprendente poi che i deputati dei gruppi M5S, lista Musumeci e PdL non sono d'accordo neppure sull'interpretazione della mozione che hanno sottoscritto. E' necessario - ha concluso - che la conferenza dei capigruppo prevista per domani stabilisca le priorità ed un intenso programma di lavoro dell'Ars". (ANSA).

"La mozione di sfiducia non serve alla Sicilia: è un frutto  fuori stagione, un atto temerario e politicamente sconveniente, e non  è qualcosa di proficuo per i siciliani. Noi diamo la fiducia al  presidente Crocetta perché non si possono sfiduciare le istituzioni.  Oggi bisogna che il governo e il parlamento mettano mano ad un'intensa  e proficua stagione di riforme per la nostra terra. Crocetta ha sempre cercato dialogo con tutti ed ora dobbiamo inaugurare una stagione di riforme con un'agenda del fare. Siamo pronti come parlamento e noi come gruppo, e non come tacchini e agnelli - come dice Musumeci - ma  come gente che pensa di essere stata votata per portare avanti un progetto politico. Chiediamo alla politica di attivarsi per non creare  vuoti di potere, ma spazi di governo come indirizzo politico-programmatico per evitare la dichiarazione di fallimento della politica stessa". Lo afferma Giuseppe Picciolo capogruppo dei Drs all'Ars.

Il governo Crocetta ci conferma che si vanno perdendo due principi basilari dell'azione politica: la tenuta della ragione e il senso di responsabilità pubblica della parola. Il nostro giudizio sul governo Crocetta è negativo, ma da opposizione responsabile crediamo che in gioco non via sia il destino del governo ma quello della Sicilia". Lo afferma Toto Cordaro, capogruppo all'Ars del Pid Cantiere popolare-Grande Sud. "Il modello Sicilia, semmai è esistito, che fine ha fatto? In questi dieci mesi di vita del governo Crocetta, che una maggioranza non l'ha mai avuta, abbiamo assistito a un balletto di dichiarazioni - aggiunge - fra di loro contraddittorie, con Grillo che ha definito 'meraviglioso' il modello Sicilia, con i deputati del Movimento Cinque Stelle, a mio giudizio guastatori a convenienza, che oggi chiedono la sfiducia a questo esecutivo dopo averlo appoggiato, arrivando a votarne la finanziaria. Un esecutivo che per molti mesi è stato impegnato nel tentativo unico di risolvere le tensioni fra il governatore e il Pd, con un segretario regionale, Giuseppe Lupo, che è arrivato a definire 'un cabarettista' il governatore, che a sua volta ha replicato dicendo 'Lupo è come Berlusconi'". "Noi siamo stati e vogliamo essere una opposizione responsabile. Non ci siamo venduti. La Sicilia non si governa con gli spot-flop del presidente Crocetta né con l'incapacità di molti esponenti del suo governo. Siamo però consapevoli che sulla spesa dei fondi europei, sulle politiche occupazionali e di sviluppo, sui precari e sui giovani disoccupati si gioca una partita vitale".

"Applicheremo il decreto Monti a partire dal primo gennaio del 2014 senza se e senza ma, perche' e' una riforma economica-sociale con grande un valore giuridico ma soprattutto etico". Lo ha detto il presidente dell'Assemblea siciliana, Giovanni Ardizzone che sta presidiando la seduta fiume cominciata poco dopo mezzogiorno e ancora in corso, replicando in aula al deputato Giovanni Greco che nel suo intervento sulla mozione di sfiducia al governatore Rosario Crocetta ha criticato l'insistenza con cui proprio Ardizzone da tempo parla della necessita' di adottare anche in Sicilia i contenuti del decreto Monti sui tagli ai costi della politica. Nei giorni scorsi la commissione spending review dell'Ars ha approvato un disegno di legge che non fa riferimento al decreto Monti e che prevede tagli orizzontali del 20 percento riducendo le indennita' dei parlamentari regionali a 14 mila euro circa rispetto agli 11.100 euro lordi mensili del testo nazionale gia' adottato nelle altre Regioni. Ardizzone ha già auspicato interventi correttivi al ddl che deve andare ancora in aula.

 

 

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