Venerdì, 13 Dicembre 2019
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SOCHI

Luxuria fermata
e poi liberata

sochi, vladimir luxuria, Sicilia, Archivio

Nessun riscontro da parte delle autorità locali sul fermo della transgender Vladimir Luxuria, l'ex deputata che ieri ha reso noto di essere stata arrestata dalla polizia per una bandiera arcobaleno con la scritta in cirillico 'Essere gay è ok". E' quanto emerso dal quotidiano briefing del Cio, che non ha preso alcuna iniziativa.

 

E' durato solo qualche ora il fermo di Vladimir Luxuria, arrestata ai Giochi di Sochi per una bandiera arcobaleno con scritto in cirillico ''e' ok essere gay'', prima e unica provocazione ad Olimpiadi in corso contro la legge russa che vieta la propaganda omosessuale tra minori. E' stata la stessa Luxuria ad annunciare il suo rilascio con un sms al Gay Center. "Sono stata liberata e domani assisterò ai Giochi": ha scritto nell'sms, reso noto da Fabrizio Marrazzo, portavoce del Gay Center. Luxuria si trova a Sochi per realizzare con Pio e Amedeo un servizio per il programma tv Le Iene dedicato alla problematica omosessuale in Russia ed al dibattito acceso durante le Olimpiadi contro le restrittive leggi di Putin. La notizia del fermo era stata resa nota da Flavio Romani, presidente dell' Arcigay-Associazione Lgbt italiana: ''Ho ricevuto una sua telefonata, mi ha detto che e' stata fermata dalla polizia'', ha riferito, chiedendone l'immediata liberazione e definendo ''infame'' la legge russa. Anche Imma Battaglia, presidente onorario Di' Gay Project, ha ricevuto una telefonata analoga da Luxuria: ''l'atteggiamento degli agenti é stato brutale e aggressivo''. La Farnesina ha attivato subito l'unita' di crisi. Nel frattempo sono arrivate arrivate le prime reazioni: dal sen. Sergio Lo Giudice, secondo cui ''l'arresto della ex parlamentare italiana mostra tutta l'ipocrisia di Putin e del suo regime'' al presidente di Gaynet Italia Franco Grillini. ''Sono a Sochi! Saluti con i colori della rainbow, alla faccia di Putin!'': cosi' Vladimir Luxuria, prima persona transgender ad essere eletta al parlamento di uno Stato europeo, aveva annunciato il suo sbarco ai Giochi di Sochi su twitter, postando anche una sua foto all'ingresso del parco olimpico con un ventaglio arcobaleno. 

Era venuta con una troupe delle Iene per intervistare alcuni atleti azzurri sulla legge omofoba, a partire da Carolina Kostner. ''L'obiettivo, naturalmente, e' quello di protestare contro la legge omofoba di Putin, quella che vieta pretestuosamente la propaganda gay in presenza di minori'', aveva spiegato al telefono all' ANSA poche prima dell'arresto, mentre stava acquistando all'aeroporto di Sochi i biglietti per andare a vedere domani sera una partita di hockey. Ci voleva andare ''come sono vestita ora: gonna lunga con strascico, orecchini, bracciali e ventaglio, tutto con i colori rainbow''. ''Sono un arcobaleno vivente, sono i colori della bandiera della mia squadra'', aveva spiegato usando una metafora sportiva. E aveva promesso di portare domani anche la bandiera rainbow al Bolshoi Ice Dom, dove Putin ha seguito i match della squadra russa di hockey. ''Avrei voluto sventolarla durante una gara degli azzurri, ma non ho trovato biglietti'', aveva sottolineato. ''La mia - aveva osservato - e' una provocazione contro una legge assurda, che usa il divieto della propaganda gay ovunque ci siano minori come pretesto per non parlare dell'omosessualita', nel pregiudizio che si possa trasmettere per il solo fatto di discuterne''. '

'E poi trovo inaccettabile l'equiparazione tra omosessualita' e pedofilia, che non e' un orientamento sessuale ma una aberrazione sessuale'', aveva aggiunto. Per le proteste, tuttavia, Putin ha scelto un'unica area, in un parco lontano dalla zona olimpica. Ieri Luxuria era gia' andata al Mayak, il piu' noto locale gay di Sochi: ''mi conoscono anche li', e' un bel locale, si divertono''. Nel 2007 invece era stata Mosca come deputata di Rifondazione Comunista per protestare contro il divieto del gay pride e, insieme all'eurodeputato radicale Marco Cappato ed altri esponenti politici europei, era stata aggredita da gruppi di nazionalisti ed ultra ortodossi. ''Finora qui non ho avuto problemi, a parte all'aeroporto, per via di quella M (maschio, ndr) sul passaporto e del mio nome, Vladimir, che qui e' associato a Putin ed e' come San Gennaro da noi'', aveva scherzato.

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