Giovedì, 09 Febbraio 2023
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LONDRA

Cameron: "Sostengo
il piano di Matteo"

cameron renzi, Sicilia, Archivio

Il primo ministro britannico, David Cameron, ha accolto il premier italiano, Matteo Renzi, a Downing Street, per l'incontro bilaterale. Cameron è andato incontro a Renzi e, dopo una cordiale stretta di mano ed uno scambio di battute, i due premier hanno varcato il portone nero al numero 10 di Downing Street. 

"Sostengo l'impegno di Matteo per le misure ambiziose" che sta portando avanti in Italia per la ripresa ed il lavoro ha detto Cameron al termine dell'incontro con il premier italiano. Il premier britannico, lasciando la parola al presidente del Consiglio italiano, si è concesso una battuta: "sarò io, ma mi pare che i leader italiani stiano ringiovanendo sempre più".

Poi un assist al presidente del Consiglio italiano (Cameron si è detto d'altra parte "ansioso" di inizare a collaborare con l'ultimo inquilino di Palazzo Chigi) e una 'schiacciata' sull'Europa. "Matteo ed io abbiamo divergenze, lui è di centro sinistra, io di centrodestra, ma entrambi siamo riformatori: vogliamo riformare l'Europa e conseguire che il Regno Unito rientri in un'Ue riformata. C'e' un ottima alleanza in questa direzione".

Su questo punto Renzi si è detto più che d'accordo. Bisogna cercare di avere "un'Europa diversa, lottando contro chi ha paura di cambiare". Renzi ha poi aggiunto che "non c'è una grande Ue senza la presenza della Gran Bretagna; la presenza del Regno Unito in Europa è assolutamente fondamentale". "L'Italia deve fare la sua parte, se lo fa può, insieme ai partner storici". E quindi ha chiosato in inglese: "We want a better Europe not more Europe". Ovvero "vogliamo un'Europa migliore non più Europa".

Nella conferenza stampa c'è stato spazio per temi economici. "Abbiamo ancora molto da fare" e i dati sulla disoccupazione lo dimostrano, ha precisato Renzi. Nel "2011 il Regno Unito era all'11% e l'Italia all'8,4%", ora "è al 7%" e noi al 12,3%". "In questi anni abbiamo perso troppa strada. E' il momento di rimettersi a correre" e collaborare in un "percorso condiviso con Ue e partner, basato su crescita e non sulla burocrazia". Dunque l'affondo. "Nell'ultimo periodo l'Europa ha perduto la qualità del sogno, è solo il luogo della burocrazia assoluta". "La prima sfida da affrontare è sulla visione di Europa che avrà la prossima generazione" e ciò si avrà, ha aggiunto, "solo se ci sarà un'idea diversa della crescita"

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