Domenica, 25 Ottobre 2020
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IN TEXAS

Scoperta fossa comune
di immigrati illegali

Una fossa comune di immigrati illegali in un cimitero del Texas meridionale: nel giorno della stretta del presidente Barack Obama sull'immigrazione una equipe di antropologi della Baylor University ha annunciato il macabro ritrovamento. I resti dei clandestini - alcuni solo ossa, altri in stato di decomposizione - sono venuti alla luce nelle ultime due settimane al Sacred Heart Burial Park di Falfurrias nell'ambito di un progetto pluriennale teso a identificare gli immigrati morti nel tentativo di attraversare il confine con il Messico. Gli antropologi hanno scoperto resti umani chiusi in buste della spazzatura, sacchetti della spesa o addirittura senza alcun contenitore. In un caso le ossa di due o tre persone erano contenute in una unica "body bag". In un altro almeno cinque cadaveri in buste di plastica erano impilati uno sull'altro. Teschi in sacche per materiali pericolosi erano stati sistemati tra le sepolture. Gli stessi ricercatori nel 2013 avevano portato in luce 110 cadaveri. Stavolta le esumazioni sono state 52, ma siccome molti corpi erano stati sepolti assieme ci vorranno ulteriori studi per capire di quante persone si tratti. Alcuni resti sono stati trovati sotto cippi temporanei con il nome di una locale impresa di pompe funebri. Le autorità della contea - riporta il Corpus Christi Times - hanno ammesso di averla pagata per disporre dei cadaveri di clandestini morti nel "viaggio della speranza" in questa remota parte del Texas spesso letale per chi la attraversa a piedi tentando di sfuggire alla sorveglianza degli agenti della Us Border Patrol. L'impresa funeraria, ha detto al giornale il vice capo della polizia della contea di Brooks Benny Martinez, si è fatta dare 450 dollari a corpo e, a quanto pare, sono anni che il business va avanti. La società di becchini fa capo a Service Corporation International, il colosso americano dei cimiteri che ha sede a Houston: "Non facciamo distinzione tra uno della nostra clientela tradizionale o un morto senza nome. Trattiamo tutti con la stessa dignità", ha detto al giornale la portavoce Jessica McDunn.

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