Martedì, 01 Dicembre 2020
stampa
Dimensione testo

Archivio

Home Archivio Giornalista decapitato Obama: inorriditi
IRAQ

Giornalista decapitato
Obama: inorriditi

"Il mondo è inorridito" dal brutale assassinio di James Foley. Così il presidente degli Usa Barack Obama in un breve dichiarazione. Obama ha sottolineato che "l'Isis non parla di religione". "Le loro vittime sono in massima parte musulmani e nessuna fede insegna alla gente a massacrare gli innocenti". "Quando viene fatto del male a degli americani ovunque nel mondo - ha proseguito Obama - noi facciamo ciò che è necessario per far sì che venga fatta giustizia". I miliziani dell'Isis, ha detto ancora il presidente Usa, "dichiarano la loro ambizione di commettere un genocidio contro un antico popolo".

Il Pentagono ora starebbe studiando un piano per l'invio di "un piccolo numero di truppe addizionali" in Iraq. Lo riportano i media americani citando fonti dell'amministrazione. Si tratterebbe di "meno di 300 soldati" soprattutto per rafforzare la sicurezza attorno a Baghdad, ha detto una fonte del Pentagono a media Usa

Appare intanto "sempre più probabile" che la mano che ha ucciso Foley sia di un cittadino britannico. Lo ha confermato il primo ministro britannico David Cameron in persona. "E' una cosa scioccante, ma sappiamo che fin troppi britannici sono andati in Siria e in Iraq coinvolti in atti di estremismo e violenza e quello che dobbiamo fare è incrementare gli sforzi per fermarli". L'estremista inglese che ha decapitato il reporter americano James Foley sarebbe infatti il leader di una cellula di combattenti britannici che operano in Siria dove tengono stranieri in ostaggio. Lo scrive il Guardian online riferendo informazioni raccolte da fonti dirette. Secondo un ex ostaggio, l'estremista si fa chiamare John e si sospetta possa provenire da Londra.

VIDEO AUTENTICO
L'intelligence Usa "ha analizzato il video in cui vengono mostrati i cittadini americani James Foley e Steven Sotloff" e "abbiamo raggiunto il giudizio che si tratta di un video autentico": lo ha affermato la portavoce del Consiglio nazionale per la Sicurezza della Casa Bianca, Caitlin Hayden. Scotland Yard, cui fa capo l'unità antiterrorismo della polizia britannica, ha invitato ad evitare la diffusione delle immagini sul web, soprattutto attraverso la condivisione su social media come Twitter e Facebook, ricordando che ciò potrebbe costituire reato nel Regno Unito.

Dopo il video-choc diffuso dall'Isis sulla decapitazione del giornalista freelance americano rapito in Siria nel 2012, James Foley, si aprono interrogativi sulla sorte di altri due giornalisti statunitensi: Austin Tice,anche lui scomparso in Siria due anni fa, e l'altro reporter rapito, Steven Joel Sotloff. Quest'ultimo è apparso nel video degli jihadisti: "La vita di questo cittadino americano, Obama, dipende dalle tue prossime decisioni", ha minacciato il terrorista con il volto coperto e il coltello in mano, diventato ormai uno dei macabri protagonisti della vicenda.

Innalzato livello attenzione obiettivi Italia - Minacce non mirate, nessun indicatore preciso che riguardi il rischio di attentati in Italia ma l'attenzione è alta e un richiamo, a livello nazionale, è stato diramato su tutto il territorio. Il Dipartimento di pubblica sicurezza in una informativa a prefetti e questori parla di allerta sugli obiettivi sensibili.

Twitter sospende account con link video esecuzione - Twitter sta sospendendo gli account che hanno rilanciato il link del video della decapitazione. Dick Costolo, amministratore delegato di Twitter in un tweet questa mattina ha scritto: "Stiamo sospendendo gli account di chiunque scopriamo condivida quelle immagini" legate decapitazione di Foley.

I servizi studiano l'accento del boia, forse ex Guantanamo - I servizi segreti europei stanno studiando il filmato per paragonare l'accento del suo carnefice con quello di ex prigionieri di Guantanamo e altri britannici che si sarebbero uniti all'Isis. Lo riporta oggi il Washington Post. Centinaia di residenti del Regno Unito si sono spostati in Siria per combattere nella guerra civile e molti di loro sarebbero entrati nelle fila dello Stato Islamico. Secondo esperti britannici l'accento del boia di Foley sarebbe del sud dell'Inghilterra, "probabilmente di Londra".

Hammond: 'Consapevoli della presenza di britannici tra jihadisti' - Il ministro britannico degli Esteri, Philip Hammond, ha detto oggi che il governo di Londra è consapevole della presenza di britannici ''in numeri significativi'' tra gli estremisti che operano all'estero. Lo ha sottolineato dopo che, secondo quanto emerge dal video della decapitazione del giornalista Usa James Foley, colui che l'ha eseguita avrebbe un accento britannico. ''Su questo stiamo lavorando da molti molti mesi e non credo che questo video cambi particolarmente le cose, se non nel rafforzare la consapevolezza di una situazione molto grave''. Hammond ha quindi ribadito che proprio il coinvolgimento di cittadini britannici con gruppi estremisti è una regione per cui l'Isis ''rappresenta una minaccia diretta'' per la sicurezza del Regno Unito.

Madre reporter ucciso: 'Orgogliosi di lui' - "Non siamo mai stati cosi' orgogliosi di nostro figlio. Ha dato la sua vita cercando di rivelare al mondo la sofferenza del popolo siriano": così Diane Foley, la madre di James. "Supplichiamo i rapitori di risparmiare la vita degli altri ostaggi. Sono innocenti, come lo era Jim. Non hanno controllo della politica del governo americano in Iraq, Siria o in altri parti del mondo", si legge sul profilo Facebook di Diane.

Il tweet

 

Una delle ultime interviste di James Foley alla Pbs

Foley è stato rapito il 22 novembre 2012. Fino al giorno prima aveva inviato reportage e video dal nordovest della Siria, teatro di violenti scontri tra ribelli e regime di Damasco. Secondo le ricostruzioni, sarebbe stato prelevato nelle vicinanze di Taftanaz, insieme al suo autista e al suo traduttore, che sono poi stati rilasciati. Reporter di guerra esperto, Foley aveva già coperto i conflitti in Afghanistan e Libia. Nell'aprile 2011 era già stato vittima di un rapimento nell'est della Libia, ad opera di un gruppo di sostenitori del regime di Gheddafi. Con lui erano stati prelevati altri due giornalisti, l'americana Clare Gillis e lo spagnolo Manu Brabo, mentre un quarto, il sudafricano Anton Hammerl,era stato ucciso.

I tre avevano passato 44 giorni in prigionia prima di essere liberati. Dopo il suo rapimento, la famiglia Foley ha creato un sito web (www.freejamesfoley.com) per chiedere il suo rilascio e sensibilizzare l'opinione pubblica. Oggi, quel sito, in cui sono pubblicate molte notizie del giornalista, è stato rapidamente inondato di messaggi di cordoglio, diffusi via Twitter da tutto il mondo.

© Riproduzione riservata

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

X
ACCEDI

Accedi con il tuo account Facebook

Login con

Login con Facebook