Martedì, 01 Dicembre 2020
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OPERA PRIMA

Roy Lichtenstein
in mostra a Torino

 "In quasi mezzo secolo di carriera - diceva l'icona del pop Roy Lichtenstein - ho dipinto fumetti e puntini per soli due anni. Possibile che nessuno si sia mai accorto che ho fatto altro"? A Torino gli ideatori della mostra Roy Lichtenstein Opera Prima se ne sono accorti, e gli hanno dedicato una personale incentrata sull'"altro".
    A 50 anni dalla prima esposizione sulla pop art americana in Europa, tenuta nel 1964 proprio nel capoluogo piemontese, Torino dedica a Lichtenstein una personale fatta soprattutto di disegni. In mostra da oggi alla Gam 235 opere, principalmente su carta, oltre metà delle quali mai viste in Italia. Sono lavori che spaziano dagli Anni '40 al 1997, anno della morte dell'artista, e ne illustrano il processo intimo della creazione. Alcuni non erano mai usciti prima dalla casa di Lichtenstein. Altri, come Drawing for Girl with Hair Ribbon del 1965, l'immagine scelta per la copertina del catalogo, sono stati staccati per la prima volta dalle pareti della camera da letto del collezionista parigino che ne è proprietario.
    L'allestimento riproduce con la divisione degli spazi l'effetto delle celebri Explosion firmate dal maestro.
    La rassegna, prodotta congiuntamente dalla Fondazione Torino Musei e da Skira, è stata realizzata grazie alla stretta collaborazione con i più importanti musei di arte contemporanea americani e con L'Estate e la Roy Lichtenstein Foundation. Dorothy Lichtenstein, vedova dell'artista e presidente della fondazione a lui intitolata - a Torino con il nipote Jack Cowart che ne è il direttore - ha sottolineato che il marito sarebbe stato molto contento di questa mostra, che è "la più bella e completa esposizione mai fatta dei suoi disegni". "Roy - ha osservato - sarebbe felice, se non addirittura imbarazzato, per la profondità della ricerca", che affonda fino ai tempi in cui la futura icona del pop era studente universitario nell'Ohio.
    Il curatore Danilo Eccher, direttore della Gam, segnala il Mikey Mouse a china del 1958, capolavoro che ha in nuce i futuri grandi fumetti che tutti conoscono. E fra le chicche, Stretcher Frame with Cross Bars, un dipinto del 1968 che riproduce il retro di una tela, realizzato nell'anno in cui alla Biennale di Venezia alcuni pittori per protesta capovolsero i loro quadri.
    "E' la nostra mostra più glam - ha sottolineato la presidente della Fondazione Torino Musei, Patrizia Asproni - e sarà accompagnata da un ricco merchandising e da una vasta offerta di attività". Incluso un nail-bar dove sperimentare sulle proprie mani la nail-art, facendosi dipingere le unghie a fumetti.
    Visitata in anteprima dal ministro Dario Franceschini e dal sindaco di Torino Piero Fassino, la rassegna è uno degli eventi clou di una settimana che vede l'ex factory town protagonista della cultura internazionale. Per festeggiare, dopo la notte blu dei musei in occasione del vertice dei 28 ministri europei della cultura, questa sera è in programma una Notte Pop a San Salvario, il quartiere multietnico cuore della movida.
    "L'investimento in cultura - ha rimarcato Fassino - migliora la qualità della vita dei cittadini, attira investimenti e porta sviluppo. Ed è grazie a questo investimento che Torino è diventata una città turistica". 

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