Giovedì, 29 Settembre 2022
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Minoranza Pd avverte Renzi
"Alt fiducia o conseguenze"

"Se la delega resta in bianco e' invotabile e con la fiducia conseguenze politiche". Scrive, su Twitter, Stefano Fassina. E Civati: ''Il governo pare intenzionato a mettere la fiducia sulla legge delega che è già uno strumento che più fiduciario non si può. Una legge delega che tra l'altro è vaga, vaghissima e tutti possono leggervi quello che preferiscono". Pippo Civati lo scrive sul suo blog. "Sarebbe qualcosa -aggiunge- a metà tra la provocazione spicciola e un esautoramento del Parlamento, nonché un segnale di debolezza, oltre che sul piano politico un segnale di profonda rottura". 

Il Cdm di questa sera potrebbe autorizzare fiducia 
Il tema non è all'ordine del giorno, ma il Consiglio dei ministri convocato per questa sera alle 18 potrebbe autorizzare la fiducia sulla delega lavoro, qualora le circostanze la rendessero necessario. Lo confermano fonti di governo.

Intanto Mineo dà l'aut aut al premier: ''dovrà scegliere tra minoranza Pd e Ncd "Il documento approvato in Direzione parla di tutele importanti, di un'agenzia del lavoro, di abolire tutti i contratti impropri, tutto questo è contenuto nei sette emendamenti presentati dalla minoranza democratica, quindi tocca a Renzi dire se li fa propri o meno". Lo ha detto Corradino Mineo, senatore del Partito Democratico a La Telefonata di Belpietro. "Se non lo fa dirà che avrà scherzato, se invece li prenderà in considerazione avrà dall'altro lato un Sacconi che non ne vuole sapere. Tocca a lui scegliere", ha concluso Mineo. 'No a delega in bianco'

La Cgil, in vista dell'incontro di domani mattina con il governo affila le armi.  Camusso, insiste nel paragonare Renzi alla Thatcher. Siamo a metà del semestre europeo a guida italiana - dice al vertice dei sindacati Ue - "e non c'è stato ancora accenno di dialogo sociale da parte del presidente del Consiglio. Questa modalità si era vista in Europa una sola volta, con madame Thatcher"

Il sindacato italiano è sempre pronto al confronto ma anche al conflitto per contrastare scelte politiche non condivisibili. Lo ha detto il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, parlando al vertice sindacale europeo 'Un nuovo corso per l'Europa'. Camusso, parlando dell'incontro previsto per domani con il governo, ha detto che con la convocazione si è avuto "un cambiamento di orientamento" nel governo, che comunque si era presentato all'insegna del "non confronto" con i sindacati.

Decisiva la settimana appena aperta per il Parlamento. Si incrocianoJobs ActVertice europeo e diciassettesima votazione per i due giudici della Corte Costituzionale.

Intanto Renzi, nonostante le critiche feroci, insiste sul Tfr in busta paga. 

 "Vorrei il Tfr in busta paga" già dal 2015 ma senza danneggiare le piccole e medie imprese. Per cui il provvedimento va studiato con attenzione anche sentendo i sindacati. A sorpresa Matteo Renzi torna sull'idea di rendere disponibili i soldi del Tfr ai cittadini nonostante il mare di critiche provenienti da destra e sinistra su un provvedimento che Confindustria vede come il fumo negli occhi. Quelli del Tfr "sono soldi dei lavoratori" e "come accade in tutto il mondo non può essere lo Stato a decidere per lui. 

Ecco perché mi piacerebbe che dal prossimo anno i soldi del TFR andassero subito in busta paga. Questo si tradurrebbe in un raddoppio dell'operazione 80 euro", ha spiegato il premier su Enews. Il tutto proprio alla vigilia di una giornata chiave per il percorso del Jobs act. Renzi sembra proprio voler giocare a tutto campo e aprirà la settimana probabilmente con un incontro con il ministro dell'Economia Padoan; mentre al Senato il ministro Poletti cercherà affannosamente la quadratura del cerchio del Jobs act incontrando senatori della maggioranza e del Pd. La minoranza dem infatti non molla e insiste sulle modifiche al provvedimento paventando fuoco e fiamme nel caso il Governo scegliesse la via della fiducia. Al contrario gli alleati di Ncd puntano i piedi ad ogni modifica del testo iniziale. "Il lavoro è la nostra emergenza. Sui giornali grandi discussioni sul Jobs Act e sull'articolo 18.

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