Giovedì, 21 Ottobre 2021
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PD SPACCATO SU ITALICUM

Renzi, avanti con riforme
e basta frenatori

"Una giornata importante per le riforme e la legge elettorale, non sono cose lontane dalla gente: avremo un vincitore la sera delle elezioni, mandiamo in soffitta le liste bloccate e più della metà eletti con le preferenze ed il resto con i collegi. Non subiremo poteri di veto dei piccoli partiti e governo durerà 5 anni". Così Matteo Renzi. "Con buona pace dei frenatori noi andiamo avanti: con prudenza, saggezza, buon senso e equilibrio", ha detto Renzi in conferenza stampa a P.Chigi. Non si può "aspettare, rallentare perché l'Italia ha già rallentato troppo e nei campi sbagliati. E' il momento di accelerare sulle riforme perché siamo qui per non perdere neanche un minuto".

"Siamo qui per fare cose che in 30 anni non ha fatto nessuno:legge elettorale, sfatare tabù ideologici sul mondo del lavoro, nella Pubblica amministrazione ed ora il mostro sacro del sistema del credito. Se c'è un marchio di fabbrica del Governo è questo", ha detto ancora il premier al termine del Consiglio dei ministri.

LA GIORNATA

Il gruppo dei senatori di Forza Italia riunito a palazzo Grazioli ha votato a favore della linea proposta da Silvio Berlusconi di sostegno al patto del Nazareno e all'emendamento Esposito alla legge elettorale. I senatori dissidenti hanno votato contro. Si tratta di 20 frondisti (7 del gruppo Gal e 13 di Fi) che anche in aula voteranno contro.

Sono stati 71 i senatori del Pd che hanno votato sì alla proposta del segretario Matteo Renzi di approvare l'Italicum: sì è astenuto solo Lodovico Sonego. Gli esponenti della minoranza non hanno partecipato al voto, mentre Vannino Chiti ha lasciato la sala. Qui, all'inizio dell'Assemblea erano presenti 102 senatori, mentre al momento in cui si è votato erano in 90.

"Penso che sia legittimo dare battaglia in base alle proprie convinzioni, anche io l'ho fatto quando ero in minoranza. Ma ora l'assemblea del gruppo a maggioranza si è espressa a favore dell'Italicum e io spero che in aula la minoranza si adegui". Così il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi dopo la riunione di Renzi con i senatori. 

"I numeri ci sono, andiamo tranquilli in aula. L'importante ora è avere rapidamente, dopo 8 anni di attesa una buona legge elettorale", ha detto ancora giornalisti che gli chiedevano se l'Italicum avesse i numeri per essere approvato nonostante i 29 senatori del Pd che non lo voteranno.

"Il Movimento 5 Stelle è pronto in Aula ad assumere scelte e a porre in essere qualunque iniziativa per impedire l'approvazione di una legge irricevibile e che l'Italia non merita". Lo affermano i parlamentari del Movimento 5 Stelle di Camera e Senato a proposito della legge elettorale.  "Questa che ci apprestiamo a votare in Aula è una legge elettorale frutto di un Patto tra il premier Matteo Renzi e un pregiudicato. Ci hanno impedito in ogni modo di discuterne e di migliorarla, forzando tempi e regole, fino allo sfregio finale: portare in Aula il testo senza che la Commissione avesse concluso i suoi lavori e negando alle opposizioni, anche quelle interne alla maggioranza, ogni possibilità di modifica", concludono i parlamentari pentastellati.

"Con l'Italicum preferenze e singoli candidati di collegio. Spariscono le liste bloccate. Ballottaggio è garanzia anti-inciucio". Lo scrive il presidente del Consiglio Matteo Renzi su Twitter e accompagna il messaggio con l'hashtag #lavoltabuona.

"Nella nostra proposta" il premio di maggioranza della legge elettorale va "alla lista", spiega Renzi. "Così - aggiunge - sparisce il potere di veto dei partiti più piccoli".

"Noi vogliamo evitare le liste bloccate", ribadisce Renzi, che difende l'impianto dell'Italicum: "Candidato di collegio ovunque e massimo due preferenze (donna e uomo). Ballottaggi ok".

"Se ci fosse stata questa legge elettorale Bersani sarebbe andato al ballottaggio e sarebbe diventato presidente del consiglio", ha detto il premier rivolto alla minoranza Dem per dimostrare la validità dell'Italicum.

Gotor, nessuna trattativa, in 29 contro - "Ormai non c'è alcuna trattativa" tra la minoranza Pd e i vertici del partito. E siamo in 29 senatori Pd a confermare la linea del no ai capilista bloccati" nell' Italicum. Lo dice il Dem Miguel Gotor, a pochi minuti dall' assemblea del gruppo con Renzi. "Ormai la discussione è solo con Berlusconi", aggiunge il senatore bersaniano.

M5S, uniamoci per votare sì a preferenze - "Oggi al Senato è un giorno cruciale. Uniamoci per votare sì alle preferenze e contro le liste bloccate". Lo scrive su Twitter il deputato del Movimento 5 Stelle Danilo Toninelli, che era tra i componenti della delegazione M5S al tavolo della trattativa con il Pd sulla legge elettorale.

Renzi, penso voteremo a assemblea gruppo - "Vediamo, lo dovete chiedere a zanda. Penso di sì". Così il premier Matteo Renzi, arrivando in Senato per la riunione con il gruppo Pd, risponde a chi gli chiede se l'assemblea si chiuderà con un voto.

Guerini, Pd troverà sintesi - "Il Pd troverà le sue sintesi". Lo assicura il vicesegretario del Pd Lorenzo Guerini all'uscita da Palazzo Chigi al termine dell'incontro con Silvio Berlusconi. A chi gli domanda se la minoranza dem si salderà con i 5 Stelle, risponde: "No".

"Noi abbiamo fatto la nostra proposta, Forza Italia farà in queste ore le sue valutazioni". Risponde così Guerini a chi gli chiede quale sia stata la posizione di Berlusconi sulla proposta Pd: "No liste bloccate, sì al meccanismo capilista-preferenze e premio alla lista". 

"Penso di sì". Risponde Guerini, al termine del vertice tra Silvio Berlusconi e Matteo Renzi a chi gli chiede se i capilista nella nuova legge elettorale rimarranno sempre 100. 

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