Giovedì, 26 Maggio 2022
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PROCESSO COSTA CONCORDIA

Schettino condannato
a 16 anni e un mese

Schettino condannato a 16 anni di reclusione e un mese di arresto per il naufragio della Costa Concordia, ma non andrà in carcere. Il tribunale di Grosseto ha confermato tutti i reati per cui era accusato, anche quello di abbandono della nave (1 anno di condanna compreso l'abbandono di incapaci) e, insieme, naufragio colposo (5 anni), omicidio plurimo colposo e lesioni colpose per i 32 morti e i 157 feriti del disastro (10 anni). Il mese di arresto è per aver dato informazioni non corrette alla capitanerie di porto. In definitiva, molto meno dei 26 anni e rotti che la procura di Grosseto, anche appoggiandosi ai massimi edittali, aveva chiesto in requisitoria. Però completamente in linea con i reati di cui il comandante Schettino è stato imputato. Unica cosa respinta alla procura, la richiesta di arresto: non c'è pericolo di fuga - hanno motivato in un'ordinanza i giudici -, né può esserne giustificazione l'eventuale gravità della pena. Quindi niente carcere per l'imputato che è stato interdetto dalla professione di comandante per cinque anni. "Combatterò sempre per dimostrare che io non ho abbandonato la Costa Concordia - ha commentato Schettino poco dopo -. Quanto al resto, aspetto di leggere le motivazioni della sentenza". La camera di consiglio è durata circa otto ore. Schettino, diversamente da come aveva annunciato, non era in aula, e ha aspettato di conoscere la sentenza nei pressi di Grosseto. "Ha la febbre e non sta bene", hanno detto prima dell'ingresso dei giudici i suoi avvocati. Poi verso le 20 il presidente Giovanni Puliatti ha letto la sentenza per un'altra ora buona.
Schettino "è colpevole", è iniziata la lettura della sentenza cui è seguito l'elenco delle condanne, e poi quello dei risarcimenti alle parti civili. Tolta l'udienza, i pm sono andati a salutare i difensori di Schettino. "Vi rendiamo l'onore delle armi", ha detto loro il pm Alessandro Leopizzi. "Abbiamo vinto tutti", ha risposto l'avvocato Domenico Pepe: "E' una sentenza dura - ha poi spiegato ai cronisti - ma essere riusciti quasi a dimezzare le richieste esagerate della procura forse restituisce un po' di onore" a Schettino.
"Siamo soddisfatti - hanno commentato con i giornalisti i pm Maria Navarro, Alessandro Leopizzi e Stefano Pizza - I giudici hanno deciso per un completo accoglimento del nostro impianto accusatorio confermando tutti i reati". E, accanto a loro, il già procuratore di Grosseto, da poco in pensione, Francesco Verusio, ha detto: "L'esito era scontato. Le prove raccolte erano tali che non poteva andare diversamente e i giudici hanno confermato tutte le accuse. Schettino ha sbagliato a voler andare al dibattimento". E soddisfatta è anche la Costa. "E' una sentenza molto equilibrata, che rende giustizia nell'interesse di tutti" dice l'avvocato Marco De Luca sottolineando che i risarcimenti stabiliti dal tribunale per le parti civili "sono in linea con quanto sempre offerto da Costa Crociere" ai passeggeri.
Il tribunale ha anche stabilito risarcimenti per le parti civili, sia enti pubblici (tra cui il Governo), sia per i naufraghi, passeggeri e membri dell'equipaggio. Pagheranno 'in solido', Schettino e Costa Crociere spa, responsabile civile nel processo. Tra le provvisionali, 1,5 mln per il ministro dell'Ambiente, uno per la Presidenza del Consiglio dei Ministri, 500.000 euro per ministeri di Difesa, Infrastrutture, Interni e Protezione Civile. Sarà risarcita anche l'unica vittima dei 32 deceduti sulla nave per cui qualcuno si è costituito nel processo: una cittadina tedesca senza eredi che è stata rappresentata dal suo Governo. I parenti delle altre vittime avevano già trattato i risarcimenti fuori dal processo. Invece, tra i passeggeri, compare Domnica Cemortan, la moldava che cenò con Schettino e salì in plancia per l'inchino al Giglio: per lei, come per gli altri, i giudici hanno quantificato 30.000 euro di danni. Per il Comune del Giglio il sindaco Sergio Ortelli ha detto che "sulla provvisionale avremmo auspicato più coraggio da parte del tribunale": 300.000 euro è molto meno dei 20 milioni di provvisionale chiesti dal municipio dell'isola.
(ANSA)

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