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TRASPARENZA DELLA P.A.

Diritto di sapere?
"Chiedi" e ti sarà detto

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di Fausto Cicciò

Le promesse sul diritto di cronaca e sulla libertà di stampa si moltiplicano. I fatti restano al palo.  Come nel caso di quanto annunciato da Matteo Renzi nel febbraio del 2014, quando nel discorso di insediamento vagheggiava  “un meccanismo di rivoluzione nel rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione tale per cui il cittadino può verificare giorno dopo giorno ogni gesto che fa il proprio rappresentante”.  

L’obiettivo ancora lungi dall’essere raggiunto dal premier del “cambiare verso” è quello di  allineare il nostro Paese al Freedom of Information Act (FOIA), l’atto per la libertà di informazione varato negli Stati Uniti nel 1966. Un percorso ostacolato da una delle norme più “antiquate” e restrittive d’Europa, la Legge n. 241/1990, che permette di chiedere  l’accesso a quei “dati segreti” solo da chi “vi abbia interesse per la tutela di situazioni giuridicamente rilevanti”.

Ancora meno è stato fatto sulla “neutralità della rete” (principio ormai riconosciuto a livello internazionale “in base al quale qualsiasi forma di comunicazione elettronica – afferma l’Agcom - che sia veicolata da un operatore dovrebbe essere trattata in modo non discriminatorio, indipendentemente dal contenuto, dall'applicazione, dal servizio, dal terminale, nonché dal mittente e dal destinatario”.

Anche per questo, unico Paese dell’Europa Occidentale insieme con la Turchia, l’Italia è ancora considerata da Freedom House una nazione “semi-libera”. Per rimediare a questo avvilente gap, una trentina di associazioni della società civile italiana (riunite nel progetto FOIA4Italy) hanno messo a punto una proposta di legge (presentata oggi ai parlamentari di tutti gli schieramenti in un incontro alla Camera) proprio per consentire a tutti i cittadini  l’accesso alle informazioni raccolte dallo Stato.

In attesa che il Governo e il Parlamento facciano tesoro di questo lavoro, dal 16 febbraio scorso è online la piattaforma “Chiedi” sul sito dirittodisapere.it (creato dall’associazione omonima)  che si impegna a supportare gli utenti a rivolgere qualunque domanda alle amministrazioni pubbliche: da quanto spende un Ministero per le auto blu al numero di ispezioni ambientali nelle singole Regioni o quanto e come si investe nella digitalizzazione della scuola. Come dire… chiedi e ti sarà detto!

Nelle prossime settimane sarà possibile dallo stesso spazio web inoltrare domande pure ai Comuni e alle società partecipate "come previsto dal decreto 33/13 (il decreto trasparenza varato da Mario Monti) e dalla legge 241/90 (la legge di accesso agli atti)".

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