Sabato, 16 Gennaio 2021
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ANNO GIUDIZIARIO

Il Pg di Milano: giustizia al collasso

anno giudiziario, Sicilia, Archivio
Il Pg di Milano: giustizia al collasso

Pur "apprezzando davvero gli sforzi del Ministro della Giustizia, On. Orlando" così "stando le cose, l'Amministrazione della giustizia resta al collasso" per le "vacanze degli organici del personale amministrativo". Lo si legge nella relazione del Procuratore generale di Milano Roberto Alfonso per l'inaugurazione dell'Anno giudiziario. "Invochiamo - scrive il Pg - un intervento urgente e serio del Governo affinché esso adotti tutti i provvedimenti necessari per il buon funzionamento della Giustizia".

Le infiltrazioni di una "organizzazione criminale", che avrebbe agito per "agevolare l'associazione mafiosa denominata 'Cosa Nostra', nei lavori di "Fiera Milano spa" sono un fatto "assai grave per la città di Milano". Lo scrive il procuratore generale di Milano Roberto Alfonso nella relazione per l'inaugurazione dell'Anno giudiziario che verrà letta a breve dal magistrato che, dunque, nel suo intervento fa un riferimento specifico alla recente inchiesta della Dda milanese su Fiera Milano.

"Non è lungimirante mantenere un sistema che consente l'accesso in magistratura all'età media di trenta anni, ossia superiore di molti anni rispetto al passato. Ciò è servito soltanto ad allontanare dalla magistratura giovani brillanti che hanno preferito indirizzarsi verso altre professioni piuttosto che aspettare il concorso per accedere in magistratura". Alfonso critica il "sistema vigente" e lo boccia in quanto "esclude dalla magistratura quei giovani che provengono da famiglie non abbienti, che non possono permettersi di attendere mediamente cinque anni prima di accedere in magistratura. Tutto ciò non è accettabile perché costituisce una discriminazione dal punto di vista sociale ed economico".

Tavassi, gravissima scopertura organici - Nonostante la "gravissima scopertura degli organici (...) le performance sono migliorate in modo generalizzato" e sono stati "pienamente raggiunti gli obiettivi che ci si era prefissati". E' un passaggio della relazione del Presidente della Corte d'Appello di Milano Marina Anna Tavassi che sarà letta a breve durante la cerimonia per l'inaugurazione dell'anno giudiziario. Tavassi ha spiegato che la carenza di personale ha "punte che hanno raggiunto il 37% e (...) anche il 40" ma che a fronte di ciò si è riusciti a recuperare l'arretrato, il controllo delle giacenze, la riduzione "dei tempi di durata, di tenuta nei gradi superiori di giudizio" ponendo il distretto milanese in linea con "le sedi giudiziarie più virtuose" in Europa. Tutto ciò - si legge nelle conclusioni del suo discorso - rischia di essere compromesso "laddove non si provveda in tempi rapidi ad adeguati interventi di copertura degli organici del personale di magistratura" e amministrativo.

Romeo, sistema prescrizione non va bene - Sistema della prescrizione insoddisfacente e richieste di appello spesso finalizzate solo a fare estinguere il processo. Sono questi, per la facente funzioni di presidente della Corte d'appello Maria Giovanna Romeo, i punti chiave di una eventuale riforma del processo penale, analizzati nel corso del suo intervento durante la cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario. "Il primo punto cruciale - ha detto Romeo - è ancora costituito dall' attuale disciplina della prescrizione, gravemente insoddisfacente. L'impegno di energie umane e materiali che sono profuse in un processo non può concludersi con un nulla di fatto dopo l'esercizio dell'azione penale, né tantomeno dopo una pronuncia di condanna in primo grado. Dopo, cioè, che il diritto di difesa dell'imputato ha avuto modo di esplicarsi pienamente". La presidente ha poi aggiunto: "È giudizio condiviso da tutti gli operatori che l'appello costituisce l'anello debole del sistema processuale. Le Corti devono affrontare un numero stragrande di processi per i quali è necessario prevedere strumenti di definizione particolarmente rapidi e senza appesantimenti procedurali, specialmente in tutti quei casi in cui l'appello appaia manifestamente infondato e palesemente mirato a ottenere la prescrizione".

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