Martedì, 06 Dicembre 2022
stampa
Dimensione testo

Archivio

Home Archivio Clima, terrorismo, migranti: il bilancio di Gentiloni sul G7
SPECIALE G7

Clima, terrorismo, migranti: il bilancio di Gentiloni sul G7

di
g7 taormina, gentiloni, Sicilia, Archivio
Clima, terrorismo, migranti: il bilancio di Gentiloni sul G7

Un documento finale di sei pagine da cui emerge comunione d'intenti su terrorismo internazionale e, fattore tutt'altro che scontato, commercio internazionale. Resta aperta, invece, la “falla” del clima, con gli Stati Uniti in “fase di riflessione”, con una posizione distinta da quella degli altri sei leader. Si conclude così il G7 di Taormina, che non porta in dote all'Italia gli auspicati risultati sul nodo migranti. E sul clima è proprio il presidente degli Stati Uniti Donald Trump a fissare una sorta di “appuntamento” con un tweet: “Una decisione definitiva sugli accordi di Parigi arriverà la settimana prossima”.

A fare il punto, nella conferenza stampa finale tenutasi nel giardini dell'hotel San Domenico, il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni: “ll risultato più importante del G7 – ha sottolineato - è l'impegno comune contro il terrorismo, è importante per il momento: siamo a pochi giorni dall'attacco di Manchester, a due giorni dall'attacco contro gli egiziani copti. La dichiarazione lascerà una traccia, non solo per i principi che ribadisce ma anche per un impegno particolare che sottolinea da parte dei leader del G7 il nesso tra la radicalizzazione del fondamentalismo islamico e il lavoro dei grandi service provider. E' un equilibrio difficile che va trovato ma nessuno deve sottovalutare la forza del richiamo dei sette grandi Paesi agli Internet service provider”.

Due temi cruciali, commercio internazionale e la questione del clima: “Dal mio punto di vista – ha detto Gentiloni - il bilancio di queste discussioni non mette sullo stesso piano i due argomenti. Sicuramente il confronto sul commercio ha consentito di fare passi avanti significativi, sgombrando il campo dall'idea che chi sottolinea la necessità di tutelare le forze più penalizzate dalla globalizzazione sia necessariamente a favore di una radicale chiusura protezionistica. Come si trova un equilibrio? Come si concilia questo con il mantenimento dei principi del commercio libero? Si è trovata una convergenza, che certamente non risolve la questione, proseguirà nei prossimi mesi, ma che ci dice che se ci manteniamo fermi su questi valori, i punti d'incontro si possono trovare. La discussione è aperta, equilibrio che a mio parere si è trovato. Si può dire lo stesso delle conclusioni a cui siamo arrivati sul clima, e non è marginale perché è una delle grandi questioni. Dopo una discussione molto articolata, siamo arrivati semplicemente a prendere atto del fatto che mentre sei dei sette Paesi confermano pienamente gli impegni presi a Parigi, gli Stati Uniti sono ancora in una fase di revisione del loro rapporto con gli accordi di Parigi. Mi auguro che questa fase si concluda presto e bene. Presto perché lasciare nell'incertezza lo sviluppo degli accordi sarebbe grave, e bene perché l'attuazione degli accordi di Parigi sul clima ha bisogno di un contributo degli Stati Uniti. Abbiamo programmato una road map sulla parità di genere, qui a Taormina ci sarà l'ultimo dei G7 italiani. Nell'ambito della sessione dell'Africa, abbiamo lavorato ad un progetto di scambi e formazione di giovani imprenditori africani. Piccole decisioni che danno l'idea che questo esercizio del G7, è un luogo in cui si cerca di assumere decisioni che possano avere la loro utilità. Siamo soddisfatti di come sono andate le cose, quando si discute anche in modo aperto tra alleati penso che si valorizzi l'importanza di un contesto come quello vissuto in questi due giorni a Taormina”.

Sulle posizioni degli Stati Uniti e il fenomeno migratorio, Gentiloni ha aggiunto: “Che gli sviluppi politici e internazionali degli ultimi mesi, a partire dall'elezione del presidente Trump, abbiano costituito una novità nel contesto internazionale non l'abbiamo scoperto qui a Taormina. E' una scelta del popolo americano, gli Stati Uniti sono il nostro più grande alleato e rispettiamo questa scelta. La differenza non la nascondiamo, è emersa chiaramente, ma discutere è sempre utile. Si trovano dei punti di intesa, su altri non si trovano. Noi non cambieremo di un millimetro le nostre posizioni sul clima. Il tema dei migranti: siamo in Sicilia, nella terra che in questi anni è stata più interessata e generosamente protagonista. Non mi aspettavo soluzioni dal G7, ho apprezzato nella discussione finale una doppia consapevolezza: bisogna lavorare molto nel medio termine in direzione dell'Africa per far fronte alle cause profonde di questi movimenti migratori, e tra queste c'è il cambiamento climatico. Dobbiamo lavorare sul lungo termine e nel breve termine dobbiamo elaborare politiche di accoglienza umanitaria e di sicurezza. Sono principi che ciascun paese applica in modo diverso. La questione migratoria la dobbiamo risolvere con le nostre forze e con il contributo fondamentale dell'Unione Europea. Delle dinamiche europee sappiamo tutto, gli altri paesi hanno politiche diverse, ad esempio il Canada, il Giappone, gli Stati Uniti. E' un tema sul quale l'accordo sui principi è stato raggiunto molto facilmente nelle settimane scorse. Ho letto di polemiche, discussioni. Aver fatto il G7 qui aiuta anche a esaltare il valore dell'accoglienza, ma anche a presentare al mondo l'immagine di bellezza, di cultura di Taormina”.

© Riproduzione riservata

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

X
ACCEDI

Accedi con il tuo account Facebook

Login con

Login con Facebook