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"Noi rispettati? Maggioranza non neghi l'evidenza"

"Noi rispettati? Maggioranza non neghi l'evidenza"

Ancora scintille dentro al Pd dopo le tensioni legate alla formazione delle liste elettorali. Ad andare all'attacco è di nuovo il leader della minoranza, il Guardasigilli Andrea Orlando. "Invito gli esponenti della maggioranza - sottolinea Orlando a margine di un convegno - a non negare l'evidenza e non tornare su questo punto, altrimenti dovremo tornarci anche noi. Affermare per esempio che il fatto che ci sia Siani vuol dire che non sono tutti renziani, non è fare torto alla minoranza ma all'intelligenza. Il fatto che uno su novecento e passa candidati non sia renziano non dimostra che non lo siano gli altri".

"Io - ha detto - scelte non ne ho compiute, sono stato messo al corrente del luogo in cui ero candidato alle quattro del mattino", "ma pensavo di poter essere utile anche in un collegio uninominale in cui dare un contributo". "Evidentemente - ha aggiunto - è stata fatta una valutazione diversa che compete a chi dirige il partito e che non si può non rispettare". Ai cronisti che gli fanno notare che la candidatura come capolista nel proporzionale a Parma è blindata, il ministro risponde che "è una condizione assolutamente favorevole: non ho nessuna rimostranza da fare sulla collocazione".

I CANDIDATI

Matteo Renzi, il premier Paolo Gentiloni e poi tanti ministri, da Marco Minniti a Piercarlo Padoan, da Roberta Pinotti a Beatrice Lorenzin. Quindi alcuni volti nuovi, come Lucia Annibali, vittima della violenza di un uomo, e Paolo Siani, medico, fratello di Giancarlo, ucciso dalla Camorra. Anche Maria Elena Boschi tra i futuri eletti, blindata nel collegio sicuro di Bolzano.

Questa, in grandi linee, la lista dei candidati del centrosinistra alle prossime elezioni, la "squadra migliore per vincere", come ama definirla il segretario dem. Una lista frutto di una rottura con la minoranza interna che non ha partecipato al voto in Direzione e che ne esce decisamente ridimensionata: Gianni Cuperlo ha deciso di rifiutare un collegio sicuro come quello di Sassuolo, andato poi a Claudio De Vincenti. E all'aria Orlando vanno appena tra i 3 e i 5 senatori, molti meno della trentina di uscenti. In Abruzzo, il Pd conferma la candidatura dell'ex sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, uninominale Senato del capoluogo e dell'attuale Presidente di Regione, Luciano D'Alfonso, nel proporzionale. In Basilicata fanno discutere le candidature dell'ex sottosegretario azzurro Guido Viceconte, oggi nelle fila di Civica e Popolare (collegio Camera a Potenza) e della giornalista Francesca Barra, sempre Camera, ma a Matera.

Al Senato si presenta Gianni Pittella. Roberta Pinotti guida il listino proporzionale di Caserta Benevento e Avellino, Gennaro Migliore quello di Acerra Pozzuoli. Giuseppe De Mita invece nel collegio uninominale di Ariano Irpino. In Emilia Romagna e Toscana i big: tra i capolista nei vari listini proporzionali Dario Franceschini, Piero Fassino, Andrea Orlando e Valeria Fedeli. Nei collegi più sicuri Beatrice Lorenzin (Modena), Graziano Delrio (Reggio Emilia). Al Senato, Sandra Zampa (Ferrara) e Pierferdinando Casini a Bologna. Nella Regione del segretario, la Toscana, oltre lo stesso Renzi (nel collegio senatoriale di Firenze), tra i capolista nel proporzionale Marianna Madia, Cosimo Ferri e Francesco Bonifazi. Spulciando tra i collegi Camera, Luca Lotti a Empoli, Benedetto Della Vedova a Prato, Pier Carlo Padoan a Siena, nella patria di Mps, con paracadute nel listino di Torino. Andrea Romano a Livorno.

In Friuli, Ettore Rosato e Debora Serracchiani e Tommaso Cerno, nel proporzionale, oltre a Riccardo Illy, nel collegio senatoriale di Trieste, mentre a Roma 1, Camera, si presenta Paolo Gentiloni, con il paracadute nel listino delle Marche e in Sicilia. Nei vari listini laziali, Matteo Orfini, Luigi Zanda e Monica Cirinnà. Emma Bonino, invece correrà nel collegio senatoriale della Gianicolense. Maurizio Martina è candidato nella sua Lombardia, capolista nel listino di Bergamo, Boschi anche lei capolista, a Cremona, come Tommaso Nannincini a Milano 4. In Puglia, esattamente nel collegio Senato di Nardò, contro Massimo D'Alema, Teresa Bellanova. Infine, Marco Minniti, capolista nel proporzionale di Venezia.  

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