Sabato, 20 Ottobre 2018
IL FILM DI TAMBURINI

“Ci vuole un fisico” per farsi amare Ma non basta

Alessandro Tamburini, ci vuole un fisico, tony canto, Sicilia, Archivio, Cultura
“Ci vuole un fisico” per farsi amare Ma non basta

 Dimagrire 30 chili in 3 mesi per piacere a un uomo, o passare un’estate a scrivere per la ragazza di cui si è da sempre innamorati, non ricambiati, la tesi di laurea sull’estetica di Platone. Sono le follie che fanno i due protagonisti di “Ci vuole un fisico”, la commedia opera prima di Alessandro Tamburini, anche protagonista con Anna Ferraioli Ravel, nelle sale dal 3 maggio con Csc Production. Alla base c’è l’omonimo corto vincitore di oltre 30 premi girato nel 2013 dal regista, già autore anche di documentari e backstage.

Ironizzando sulla dittatura dell’immagine e su quanto influenzi i rapporti fra uomini e donne («il problema è che io sono un 7 e la mia ragazza è un 9, per questo non funziona tra noi» dice un autista simil Uber tradito e geloso, interpretato brillantemente da Niccolò Senni), si mette in scena un incontro, per caso, lungo una notte sempre più scatenata fra le strade di Modena. Quello tra Alessandro (Tamburini), trentenne imbranato e povero in canna, e Anna (Ferraioli Ravel), che si ritrovano a ricevere buca nello stesso ristorante dalle persone per cui hanno sacrificato tanto.

Lo scontro iniziale (con tanto di porta in faccia) tra i due li porta a diventare una “coppia” sempre più complice, tra scooter, auto e barche rubate, sfide e verità. Un percorso accompagnato dalle musiche di Tony Canto (autore Sugar).

«Riprendo la storia del corto, che sentivo necessario sviluppare in lungometraggio perché sono due personaggi attraverso i quali tendiamo a identificarci. Tutti ci sentiamo perdenti e inadatti in molte circostanze. - dice Tamburini -. Anna e Alessandro sono due antieroi moderni che rispecchiano i lati deboli di ognuno di noi, soprattutto oggi, credo sviluppino una forte empatia. La società tende a considerare il bello privilegiato, è quello che prendono nelle fiction, che viene sempre avvantaggiato, rispetto a chi ha un fisico che si vergogna di portare».

D’accordo con lui il cosceneggiatore Gianluca Ansanelli: «È un tema mai tanto attuale. Basti pensare che uno dei fotomodelli più pagati del mondo è un ex galeotto, diventato famoso per una foto segnaletica in tuta da carcerato».

A rendere molto interessante Anna «è il suo essere resistente e resiliente, la sua grandissima capacità di adattamento alle circostanze della vita - dice Anna Ferraiolo Ravel, già interprete con Tamburini del corto - . È una cosa che m’ha sempre colpita la resistenza, anche fisica, delle donne».

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