Mercoledì, 26 Settembre 2018
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Autorità dello Stretto, la Calabria dice no

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Nasce l’Autorità dello Stretto

"In relazione alle notizie diffuse sulla stampa in merito all'istituzione di una nuova Autorità di Sistema portuale, con la modificazione dell'assetto definito dalle leggi nazionali, la Regione Calabria non è a conoscenza di alcun documento ufficiale. Sempre da notizie di stampa emergerebbe l'ipotesi che la nuova Autorità dovrebbe governare, insieme ai porti di Messina e Milazzo, anche quelli di Reggio Calabria e Villa San Giovanni. La Regione Calabria non condivide questa ipotesi per vari ordini di motivi". Lo afferma, in una nota, il vicepresidente della Regione Calabria, Francesco Russo. "Alla base di questa presa di posizione - aggiunge Russo - ci sono, in primo luogo, motivazioni territoriali: la gestione di porti cruciali della Calabria non sarebbe uniformata agli standard provenienti da una sola Autorità di Sistema, per cui qualunque investitore si troverebbe ad avere differenti procedure tecnico-amministrative e ciò sarebbe ancor più grave nel momento in cui la Regione Calabria sta uniformando le procedure in un unico sportello omogeneo per tutto il territorio regionale. Ci sono poi motivazioni di continuità gestionale: la gestione del porto di Villa San Giovanni sarebbe bruscamente interrotta dopo anni di piena integrazione nel sistema dell'Autorità portuale di Gioia Tauro e della Calabria; integrazione che ha portato, tra l'altro, allo sviluppo di un progetto di controllo telematico cofinanziato dalla Commissione Europea. Ci sono anche motivazioni di integrazione economica e sociale del porto europeo (Comprehensive) di Reggio Calabria: nel nuovo scenario si metterebbe in discussione l'integrazione con i porti turistici previsti dal Piano regionale dei Trasporti nell'ambito del comune di Reggio Calabria; anzi, al contrario, si arriverebbe ad un declassamento di fatto dei porti di Reggio Calabria e di Villa San Giovanni, che si troverebbero all'interno di un'Autorità senza un porto di primo livello". "Ci sono, infine - sostiene ancora il vicepresidente della Regione Calabria - motivazioni di ordine economico e giuridico: lo sviluppo della Zes Calabria perderebbe l'impostazione unitaria. La Zes nel comune di Reggio Calabria vedrebbe aree gestite da Enti diversi con procedure diverse, andando quindi verso decise forme di complicazione procedurale che sarebbero opposte ai principi costitutivi delle Zes, che hanno nella semplificazione amministrativa uno dei cardini istitutivi"

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