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CONFERENZA STAMPA

Conte: "Fine pandemia in estate? No, non sono chiromante"

Parla il presidente del Governo, Giuseppe Conte, nella conferenza stampa di fine anno.

Non cerco nuove maggioranze e non farò una mia lista

«Il sottoscritto non va alla ricerca di altre maggioranze in Parlamento, lavora con la maggioranza che ha e crede nel confronto e nella sintesi superiore che può scaturire dal dialogo». Lo dice il premier Giuseppe Conte nella conferenza stampa di fine anno. «A maggior ragione per quanto riguarda una prospettiva elettorale: non riesco assolutamente a considerarla. Lavoro con disciplina e onore, non certo per fare una mia lista elettorale».  «La rappresentazione di un presidente del Consiglio che non affronta i problemi è assolutamente falsa. Io sono perché il confronto sia franco e costante. Tutti però dobbiamo chiarire a cosa miriamo e dove vogliamo andare, in presenza di malessere».

 

Rimpasto? Mai pensato di far squadra sa solo

«Io lavoro con le forze di maggioranze, non ho mai pensato di far squadra da solo. E così sarà. Se verrà posto il problema se ne discuterà per cercare risposte funzionali che aiutino l’interesse nazionale. Io sono disponibile nel perimetro di soluzioni che aiutino l’interesse nazionale». Lo ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte alla conferenza di fine anno rispondendo ad una domanda su un eventuale rimpasto di governo.

 

Restano le fasce per il Covid

«Continueremo col sistema per fasce. Se queste fasce rispetto ad alcune varianti del virus ci daranno l’effetto di tenuta non interverremo. Se invece vedremo che la maggiore contagiosità rischia di compromettere il sistema positivo, dovremo intervenire con ritocchi ma il sistema resterà questo».

Conte, vaccini in più come Germania? Lo vieta contratto Ue

«Perché l’Italia non si è assicurata dosi di vaccini come la Germania? Italia, Francia, Germania e Olanda sono stati i primi paesi che in modo sintonico si sono mossi per l’alleanza per i vaccini, dopo aver già preso contatti con le ditte. Abbiamo consegnato la palla ala commissione Ue. E' stata una scelta politica. L’Italia non ha tentato di assicurarsi altre commesse perché le dosi contrattualmente negoziate sono centinaia di milioni. E poi L’Italia non l’ha fatto perché all’articolo 7 del contratto della commissione europea c'è il divieto di approvvigionarsi a livello bilaterale».

Con riforma Fisco pagano tutti

«Per la riforma dell’Irpef partiamo dai 2 miliardi ma poi confluiranno nel fondo le risorse dalla digitalizzazione dei pagamenti, per una grande riforma fiscale che non riguarderà solo l’Irpef, per un fisco digitalizzato in cui pagano tutti e tutti pagano meno. Agiremo in modo integrato per una riforma del fisco 'alleatò che permetta di pagare meno a tutti», aggiunge. «E' stato costituito un fondo per la riforma fiscale che realizzeremo quest’anno e andrà in vigore l’anno prossimo. Abbiamo una serie di misure sui pagamenti digitali, compreso il cashback, il recupero del sommerso: queste misure ci faranno recuperare risorse che andranno nel Fondo per realizzare una riforma integrata. Non riguarderà - spiega Conte - solo l’Irpef ma anche la semplificazione del rapporto dei contribuenti col fisco».

 

Reddito di cittadinanza

«Sono molto soddisfatto per questa misura che abbiamo introdotto. L’impatto di questa misura sulla povertà c'è. Sono orgoglioso di aver introdotto questo meccanismo ma si può migliorare. Stiamo lavorando sulle politiche attive del lavoro». I navigator? «Ci saranno 11 mila assunzioni in più bloccate dalla pandemia».

 

Fine pandemia in estate? No, non sono chiromante

«Non mi chiedete presagi da chiromanti più che da Presidente del Consiglio. Lavoriamo con gli esperti, aggiorniamo i dati. Non ho detto che risolveremo tutto al termine della prima fase. Ho detto che la prima fase si potrebbe completare ad aprile, avremo un primo impatto, non l'immunità di gregge. In estate potremmo non aver risolto la pandemia. Ma se vediamo il passato in estate la curva tende ad abbassarsi».

 

Una ferita per l'Italia

«Credo di aver parlato dei decessi e delle sue ragioni tre o quattro cinque volte nelle ultime interviste: sono in contatto con famiglie di vittime. Ci sono atti pubblici. Il numero dei decessi così alto è una ferita che rimarrà nella storia della comunità nazionale. Anzi, ho detto che il momento più duro per me è stato quando il numero dei decessi stava salendo».

 

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