Giovedì, 18 Agosto 2022
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A Manduria scene da “Arancia Meccanica”, imprenditore sequestrato e picchiato in casa

Rapinatori scatenati e violenti hanno sequestrato in casa un imprenditore di origini campane, picchiandolo furiosamente e derubandolo di tutti i suoi averi, monili d’oro, orologi Rolex e denaro contante. È successo a San Pietro in Bevagna, marina di Manduria. Vittima il proprietario di una struttura alberghiera che dopo la sanguinosa rapina si è fatto accompagnare in ospedale a Manduria per affidarsi alle cure dei sanitari.  Del caso si stanno occupando i carabinieri della stazione di Manduria che hanno avviato le indagini sul posto alla ricerca di indizi utili ad individuare i malviventi in fuga con il ricco bottino. Questa intanto la sommaria ricostruzione dei fatti. L’albergatore di circa 55 anni si trovava nel suo alloggio situato nel complesso alberghiero quando hanno fatto irruzione tre individui con il volto coperto che lo hanno bloccato. Ad un cenno di resistenza della vittima, i tre banditi che erano armati di pistola lo hanno picchiato brutalmente anche colpendolo alla testa con il calcio del revolver. Costretto a soccombere, l’uomo ha infine ceduto alle richieste consegnando loro ciò che di valore conservava. Si parla di due costosi orologi Rolex, gioielli e diverse banconote per un valore complessivo che supererebbe i ventimila euro. Arraffato tutto, i tre si sono poi allontanati lasciando la vittima stordita che appena ha potuto ha chiamato i carabinieri e alcuni parenti che lo hanno accompagnato all'ospedale Marianna Giannuzzi di Manduria dove è arrivato con evidenti segni delle percosse con ematomi e ferite sanguinanti al capo. Lì i carabinieri si son fatti raccontare l’accaduto con tutti i particolari ed hanno iniziato le indagini partendo dal piccolo appartamento che si trova in una parte isolata del complesso alberghiero, alla ricerca di indizi. Molto utili saranno le telecamere eventualmente presenti nelle vicinanze dell’albergo dalle quali si potrebbero estrarre le scene dell’arrivo dei tre rapinatori, magari dell’auto utilizzata e la direzione presa nella fuga. Dalla prima ricostruzione dell’episodio, si potrebbe pensare alla delinquenza locale, evidentemente bene informata dei luoghi e della fattibilità del bottino che avrebbero trovato.

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