
Il decreto legge Infrastrutture approvato oggi in Cdm autorizza il Mit ad approvare il progetto esecutivo del Ponte sullo Stretto di Messina «anche per fasi costruttive», invece che «entro il 31 luglio 2024», come era previsto inizialmente nel decreto sul Ponte del marzo 2023. Per determinare l’aggiornamento del valore contrattuale dell’opera, il decreto Infrastrutture conferma quanto previsto dal decreto Stretto, cioè che si deve calcolare il rapporto fra le tariffe del 2023 e quelle del 2021, ma aggiunge la previsione «laddove applicabili».
Il decreto Infrastrutture dispone anche che «la società concessionaria può avvalersi del personale delle società del Gruppo Ferrovie dello stato italiane in regime di distacco per l’espletamento delle attività tecniche e scientifiche fino a un contingente massimo di centocinquanta unità», e non più cento, come era previsto inizialmente nel decreto sul Ponte, approvato nel marzo 2023 e convertito in legge nel maggio successivo.
Il provvedimento approvato oggi prevede che l’importo aggiornato del contratto con il contraente generale (il consorzio Eurolink, guidato dal Gruppo Webuild) sia sottoposto ad asseverazione da parte di uno o più soggetti di adeguata esperienza e qualificazione professionale, individuati dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Il nuovo decreto legge individua inoltre le modalità operative per consentire alla società Stretto di Messina di svolgere internamente l’attività di direzione lavori dell’opera, dopo le modifiche di legge che vietano al contraente generale di svolgere tale attività.
2 Commenti
Santi Calabrò
26/06/2024 13:54
Passerà alla storia come "Decreto-moncherino". Come si può pensare di sventrare un territorio nell'incertezza della fattibilità tecnica (fase esecutiva) della sua finalità? Assurdo.
enrico
27/06/2024 17:32
Il ponte ha senso se non c'è casello per non creare rallentamenti nei giorni da bollino rosso e soprattutto se è gratuito il passaggio, se a guadagnarci è lo Stato che senso ha?? meglio allora che continui a guadagnarci l'azienda "caronte e turist" che da da vivere a molte famiglie. Inoltre ancge per le aziende della sicilia sarebbe un respiro esportare i prodotti senza il pizzo sul ponte.