
Un reset integrale. «Pensare alla gara e al girone d’andata conta poco, per fare la differenza dobbiamo mettere da parte ciò che abbiamo ottenuto finora e capire che inizia un nuovo campionato». Fabio Caserta ha le idee chiare su come ripartire, sta al Catanzaro (lui e i suoi calciatori) metterle in pratica nella tana del Sudtirol, avversario a caccia di punti salvezza che meglio di altri può aiutare a ricordare a tutti cosa significa giocare da gennaio in poi.
«Soprattutto in Serie B l’equilibrio sarà ancora più marcato fino a marzo o aprile – sottolinea il tecnico –, è la fase in cui non si gioca più a viso aperto, ogni pareggio conta e alla fine si decide tutto per uno o due punti, sia nelle zone alte che in quelle basse della classifica. Le partite si vinceranno con i particolari e i dettagli, dovremo essere bravi a curarli e a leggere bene i vari momenti di una gara».
L’incrocio del “Druso” (con settore ospiti “sold out” e tanti giallorossi sparsi nelle altre aree dello stadio) è naturale aspettarsela molto diversa dal 3-0 dello scontro diretto calabrese di fine ottobre, non solo perché a Bolzano hanno cambiato allenatore prendendo il decano Castori: «Lui ama un gioco verticale che gli ha portato sempre risultati, ha vinto tanti campionati, è un allenatore esperto, ha dato un’impronta alla squadra. Sarà difficile perché la prima dopo la sosta è sempre complicata, dovendo immediatamente calarti nel ritmo gara, tra l’altro contro un avversario che ha qualità e che non va sottovalutato».
Novità. La squalifica di Petriccione in aggiunta al forfait di Buso, qualche convalescente da febbre e infortuni e alcune sirene di mercato riducono le scelte in mezzo al campo, non negli altri reparti dove lo stesso Caserta ammette di essere in «imbarazzo»: Antonini titolare non è in discussione dopo l’ottimo rientro con la Salernitana («Su di lui faccio molto affidamento perché ha una struttura fisica importante, sa giocare a calcio, è bravo sui piazzati», l’ammissione del coach), Scognamillo e Bonini sono in vantaggio su Brighenti. Il «per forza di cose qualcuno deve stare fuori» vale anche in attacco: Pittarello favorito su Biasci e La Mantia come partner di Iemmello. Impossibile non pensare soprattutto a Pittarello e Antonini (ma non solo loro) quando Caserta spiega che «i margini di crescita sono notevoli perché speriamo che chi non rispettato le attese nella prima parte possa farlo d’ora in poi».
Due “new entry” nella linea centrale: Pagano mezzala sinistra dirotta Pontisso dall’altra parte con Pompetti in regia, mentre a destra l’influenza che nei giorni scorsi ha colpito e debilitato Compagnon dà una chance al Brignola ritrovato dell’ultimo periodo più che a Seck e Cassandro.
Mercato. Sullo sfondo c’è il mercato, che Caserta definisce «un casino soprattutto a gennaio e non vedo l’ora finisca». Turicchia ieri ha salutato per tornare alla Juve Next Gen (fine prestito), Dini nei prossimi giorni firmerà a Catania, ma è più fastidioso il mal di pancia figurato che porta Koutsoupias (comunque convocato) lontano dai giallorossi: la soluzione per mandarlo a Frosinone potrebbe essere un prestito. «Le difficoltà di giocare col mercato aperto sono evidenti perché prepari una partita con uno che magari la settimana prossima sarà da un’altra parte», è l’analisi dell’allenatore quarantaseienne: «Cosa mi aspetto in entrata? La società qualcosa farà se può alzare il livello perché è vigile, non perché ora ci serve. Anzi, in questo momento non ci serve niente, nemmeno sugli esterni, che sono 6, in una squadra che sta facendo bene. Se prendi qualcuno, deve essere uno che alzi il livello». Dini e Koutsoupias verranno sostituiti, il sogno Azzi (Cagliari) non sembra ancora tramontato.
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