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La riscoperta di sé in "3/19": Kasia Smutniack e il catanzarese Francesco Colella nel film di Soldini

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Parla l'attore calabrese: "Per me recitare in questo film ha rappresentato un processo di educazione sentimentale"
Sicilia, Catanzaro, Cinema
Francesco Colella e Kassia Smutniak. Nel film di Silvio Soldini "3/19" si è creata un'alchimia fra i due interpreti

Una vicenda in cui il dramma si trasforma in occasione di rinascita e riscoperta del sé più autentico in “3/19” di Silvio Soldini, che a quattro anni da “Il colore nascosto delle cose”, torna in sala - da oggi per Vision Distribution – con una storia di formazione dallo stile sobrio e priva di retorica.

Al centro della trama la vita di Camilla, avvocatessa di successo dell’alta finanza milanese (un’intensa Kasia Smutniak), sconvolta in una notte di pioggia da un incidente (viene investita da uno scooter su cui viaggiano due extracomunitari, e uno di loro perde la vita) del quale forse è responsabile. Il tragico evento sarà l’inizio di un'indagine che la porterà molto lontana dai luoghi e dai paesaggi che è solita frequentare, inducendola a fare i conti con le proprie fragilità e con un passato mai del tutto risolto. In questo percorso la donna incontrerà Bruno, direttore dell’obitorio in cui viene portato il cadavere del ragazzo morto nell’incidente. Lo interpreta l’attore catanzarese Francesco Colella, già nel cast di “Liberi di Scegliere”, “Aspromonte” e “Padrenostro”.

«Bruno è un dono che mi è stato fatto da Silvio Soldini – ci dice - e sotto la sua regia si è illuminato di una luce positiva. Contrariamente a quanto si possa pensare in relazione al suo lavoro, che lo porta quotidianamente a contatto con la perdita e il dolore, è un uomo che ha imparato ad apprezzare la vita. Quando incontra Camilla, ha superato una serie di inquietudini passate e raggiunto un suo equilibrio fatto di una vita semplice, apparentemente priva di ambizioni».

Come le due facce della Milano che fanno da sfondo al film (in alto la finanza e gli investimenti milionari, più in basso la povertà e l’accoglienza), Bruno e Camilla sono due soggetti agli antipodi, che daranno tuttavia qualcosa di importante l’uno all’altra. «Il mondo di Bruno apre delle feritoie di luce in quello di Camilla, che a sua volta illuminerà la vita di Bruno di una dimensione sentimentale che a lui manca, portandolo a scoprire le emozioni.

Come negli altri film di Soldini, i sentimenti vengono suggeriti con delicatezza, attraverso la scintilla di un incontro nuovo. Interagendo Bruno e Camilla prendono un respiro diverso e questo produrrà in lei una maggiore serenità e una diversa riflessione sulla vita».

Importanti il lavoro del regista e l’alchimia con Kasia Smutniak. «Recitare sotto lo sguardo di Silvio è un privilegio, perché non solo ti protegge, ma è capace di condurti verso zone che ti sorprendono. Il suo fare protettivo ti illumina un percorso. Questo il motivo per cui il film ha rappresentato per me un processo di educazione sentimentale. Kasia è un’attrice che ha il coraggio di andare verso zone sorprendenti anche per lei stessa. Essendo un personaggio luminoso, in maniera del tutto naturale, prima di girare insieme, durante le riprese e anche dopo, è stato come se Bruno mi trasmettesse un buonumore e una leggerezza tali da riuscire in qualche modo a scambiarli anche con lei». «La cosa sorprendente di Silvio Soldini, che considero a tutti gli effetti un vero e proprio poeta – ha aggiunto l’attore - è come attraverso semplici dettagli, riesca a penetrare tematiche importanti. Attraverso un piccolo incidente ci racconta di come la vita di un ragazzo che viene dall’Africa possa incidere sul privato di una donna alto borghese, provocando dei cortocircuiti. È un’intuizione bellissima, che dice molto di più rispetto a quanto si apprende affrontando il tema dell’immigrazione dal punto di vista socio-politico».

Oggi pomeriggio, Colella, Kasia Smutniak e Silvio Soldini incontreranno il pubblico in una “Lezione di Cinema” promossa da Anteo e moderata da Piera Detassis, nei locali dell’omonimo palazzo milanese dedicato alla settima arte. L’evento inizierà alle 15.00 con la proiezione del film, seguita due ore dopo dal dibattito.

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