Mercoledì, 23 Ottobre 2019
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IL SOGNO DEI FINALISTI

Amici, Alberto dopo il trionfo: "Bisogna avvicinare la lirica ai giovani"

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Alberto Urso

«E' strano vedere paletti in tv, non dovrebbero essercene». Maria De Filippi ha chiuso in bellezza la diciottesima edizione della madre di tutti i talent, "Amici" su Canale 5 (4 milioni 804 mila spettatori e il 27% di share), e dopo essersi detta soddisfatta di un’edizione ricca di talenti come raramente accaduto ("i quattro finalisti - due cantanti e due ballerini - sono quattro vincitori. Il successo di Amici dipende tutto dai ragazzi e non dai giudici"), immagina una televisione che non abbia barriere e preclusioni.

L’input arriva dal no che Viale Mazzini ha imposto nei giorni scorsi alla sua partecipazione a "Domenica In" su Rai1, nonostante l’invito della stessa padrona di casa Mara Venier, arrivato proprio durante una puntata di Amici, alla quale la Venier partecipava come previsto dal suo contratto (e dopo lo scambio di ospitate tra Rai3 e Canale 5 con Raffaella Carrà, "tanto di cappello alla sua serietà e alla sua professionalità, ha insegnato anche a me, ma vederla nella scuola come insegnante mi sembra difficile").

«Sono rimasta perplessa dalla posizione della Rai. Mi dispiace solo per il fatto che fosse stato annunciato in onda», spiega Queen Mary che proprio da questo 'no' ha preso spunto per invitare alla finale Michelle Hunziker, Alessia Marcuzzi, Silvia Toffanin e Ilary Blasi, fiere rappresentanti dell’azienda di Cologno Monzese. «Anche in Mediaset ci sono conduttrici più che valide. E allora perché non invitarle tutte? Bisogna iniziare a fare più gioco di squadra. E loro si sono messe in gioco».

Un assaggio per nuove idee in arrivo? «Di programmi ne ho già abbastanza..», taglia corto lei.
Ma di tv senza barriere e di paletti infranti si può parlare anche per il successo del tenore Alberto Urso (vincitore anche del Premio Tim del valore di 30 mila euro che vanno a sommarsi ai 150 mila della vittoria finale e con il disco «Solo» già in top ten), che ha avuto il merito di aver avvicinato il mondo della lirica ai giovani, togliendo un po' di polvere ad arie e falsetti e sdoganandolo dai soliti cliché.

«Ora non mi ferma più nessuno», dice senza sfrontatezza il 21enne messinese, la faccia pulita, gli occhi chiari che hanno fatto impazzire schiere di ragazzine, i tatuaggi sul braccio molto poco «lirici» e l’aria ingenua. «Io sono un cantante lirico, ma non so dove mi porterà il futuro: opera, cross over, pop... vorrei fare tutto e proverò a fare tutto», racconta emozionato, poco dopo la vittoria con ancora la coppa accanto a sé e i genitori (arrivati a sostenerlo) impazienti di abbracciarlo. I suoi ascolti, spiega, spaziano da Luciano Pavarotti a Cesare Cremonini, passando per Josè Carreras, Placido Domingo, Andrea Bocelli, Jovanotti, i Queen. «Non bisogna avere pregiudizi: se la musica è fatta bene è bella tutta. L’importante è farla con molta passione. I tatuaggi? Ormai si vedono anche alla Scala...».

Ringrazia Maria (è passaggio quasi obbligato, ma non lezioso) per avergli dato una grande opportunità. «Sono un esempio. La lirica sta perdendo posizioni rispetto ad altri generi e io sono
felice di averla avvicinata ai giovani. Devo ancora studiare tanto, perché non bisogna fermarsi mai: io continuerò a portare questo messaggio ai ragazzi», dice ancora, dedicando la vittoria alla nonna: «da lassù sarà felicissima, e grazie alla mia famiglia che ha fatto tanti sacrifici».

Prima della vittoria, Alberto - che suona pianoforte, sax e batteria - aveva già provato ad entrare due volte nella scuola di Amici: sempre rispedito al mittente. «Evidentemente non era il mio momento, non ero pronto. Un 'no' non è una barriera che si chiude: bisogna avere tanta determinazione e non mollare mai».

Non aveva smesso di credere al suo sogno neanche Giordana, seconda classificata e Premio della Critica (50 mila euro offerti da Tim): già cinque volte la cantautrice nata in Francia aveva bussato alle porte della scuola di Canale 5. «Oggi sono più risolta e questo è stato fondamentale. Nel frattempo ho continuato a lavorare». E le sue canzoni sono finite negli album di Nina Zilli e di Tiziano Ferro, mentre il suo primo disco "Casa" è stato pubblicato dalla Universal.

Soddisfatti anche i due ballerini, entrambi classici: il cubano Rafael, terzo e vincitore di categoria, e Vincenzo. Per loro sono già arrivate proposte di lavoro in Italia e all’estero.

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