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L'EPIDEMIA

Coronavirus, rientrati gli italiani in arrivo da Wuhan: connazionale con la febbre rimasto in Cina

E' atterrato all'aeroporto militare di Pratica di Mare l'aereo con la sessantina di italiani che hanno lasciato Wuhan a causa del coronavirus. Dopo i controlli medici che saranno effettuati sul posto, i nostri connazionali saranno portati al campus olimpico della Cecchignola dove verranno sottoposti ad un periodo di quarantena per due settimane, il tempo massimo di incubazione del virus.

I connazionali, accompagnati dal viceministro della Salute Pierpaolo Silieri hanno viaggiato su un Boeing 767 del quattordicesimo stormo dell'Aeronautica militare, equipaggiato per l'assistenza sanitaria , con medici e infermieri a bordo. Ora nell'aeroporto di Pratica di Mare saranno sottoposti a controlli nell' area di biocontenimento allestita nelle tende militari.

Quelli che dovessero manifestare sintomi da contagio da coronavirus saranno portati all' ospedale Spallanzani. Gli altri saranno trasferiti in pullman , scortati da polizia e carabinieri, alla Cecchignola.

Non è potuto salire sull'aereo diretto a Roma uno degli italiani che si trova a Wuhan perché aveva la febbre. Lo si apprende da fonti diplomatiche che spiegano come i protocolli sanitari internazionali vietino di salire a bordo a chi mostra sintomi che potrebbero essere riconducibili al coronavirus, per la tutela degli altri passeggeri. Il connazionale, assicurano le fonti, è seguito attentamente da personale medico, dell'ambasciata e del ministero degli Esteri cinese. L'Unità di crisi della Farnesina è in stretto contatto con la famiglia.

«Era importante dare a loro il giusto riconoscimento, omaggiarli per il lavoro che fanno, per i risultati che hanno raggiunto al di là del risultato specifico, e anche testimoniare la nostra costante attenzione e l’apprezzamento per la mole di attività che dispiegano a tutti i livelli». Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, intervistato dal Tg1 all’uscita dall’istituto Lazzaro Spallanzani di Roma dove ha fatto visita ai ricercatori che ieri hanno isolato il Coronavirus.

«Bisogna ricordarsi di voi anche quando l’emergenza è finita. Vi faccio i complimenti perchè siete una eccellenza nazionale e internazionale». Lo ha detto - apprende l’AGI - il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ai ricercatori dell’Istituto Lazzaro Spallanzani di Roma, durante la visita di oggi.
«Siamo consapevoli che se non si investe sulla ricerca non possiamo dare un futuro competitivo all’intero sistema paese», ha aggiunto Conte.

Il vertice a Palazzo Chigi con maggioranza e opposizione si è aperto, a quanto si apprende, con un messaggio di gratitudine e stima per i ricercatori dello
Spallanzani che hanno isolato il Coronavirus. Hanno elogiato il lavoro fatto dal laboratorio dell’ospedale romano sia il premier Giuseppe Conte che il ministro della Salute Roberto Speranza.

 

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