Venerdì, 30 Ottobre 2020
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LE REGOLE

Fase 2, chi potremo rivedere da oggi

La Fase 2 dell'emergenza Coronavirus ha preso ufficialmente il via, tra nuove disposizioni, nuove regole e qualche legittimo dubbio. Le Faq sul sito del governo hanno provato a chiarire quanto contenuto nel Dpcm del 26 aprile scorso ma in qualche caso hanno finito paradossalmente per generare nuove perplessità.

La questione che ha tenuto banco più di tutte è quella sui "congiunti", coloro che a partire da oggi sarà possibile andare a trovare pur con le dovute precauzioni e con il divieto tassativo di generare assembramenti. Ma chi sono nello specifico i congiunti? Da chi potremo recarci senza andare a violare le disposizioni governative?

La circolare del Viminale ha chiarito che il termine congiunti ricomprende «i coniugi, i rapporti di parentela, affinità e di unione civile, nonché le relazioni connotate da 'duratura e significativa comunanza di vita e di affetti'», come stabilito da una sentenza della Cassazione del 2014.

In sostanza si potranno rivedere: i coniugi, i partner conviventi, i partner delle unioni civili, le persone che sono legate da uno stabile legame affettivo, nonché i parenti fino al sesto grado. L'incontro dovrà avvenire al massimo tra due persone.

Per chi tornerà a lavoro ovviamente ci sarà modo di rivedere i colleghi. Insomma via libera agli incontri con tutti i parenti, anche i più remoti, e con i propri partner mentre non sarà possibile rivedere gli amici. Obiettivo è quello di evitare il famoso "liberi tutti" che potrebbe generare il caos.

Il caso però resta, in primis perché in tanti hanno fatto notare come l'amico del cuore si possa considerare un "affetto stabile" ben più di un parente, figurarsi uno alla lontana. E in seconda battuta perché per questione di privacy non sarà obbligatorio dire il nome della persona che andiamo a trovare, quando eventualmente saremo fermati.

Impossibile, dunque, per le forze dell’ordine verificare che l’autocertificazione sia veritiera. Insomma alla fine della fiera a regolare gli incontri in case private sarà la responsabilità di ciascun cittadino.

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