Sabato, 31 Ottobre 2020
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Esame in presenza e colloquio di un'ora, ecco la maturità ai tempi del Coronavirus

Discussione di un elaborato sulle discipline di indirizzo; discussione di un breve testo che è stato oggetto di studio nell’ambito dell’insegnamento di lingua e letteratura italiana durante il quinto anno; analisi del materiale scelto dalla commissione.

Eccola qua, nel dettaglio, la prova che si troveranno a dover affrontare dal 17 giugno i 480 mila maturandi. La maturità ai tempi del Covid. Di come sarà l’esame di Stato, che sarà in presenza, oggi la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ha fornito nuovi dettagli durante il question time.

Il colloquio durerà al massimo 1 ora e solo nel caso in cui «le condizioni epidemiologiche e le disposizioni delle autorità competenti lo richiedano, se del caso applicando il principio di differenziazione ed adeguatezza», i lavori delle commissioni e le prove d’esame potranno svolgersi in videoconferenza o con altra modalità telematica sincrona» ha detto la ministra, la quale ha anche annunciato che a brevissimo sarà pubblicata l’ ordinanza relativa agli esami di Stato.

Per garantire la massima sicurezza il ministero sta approntando una serie di protocolli con il ministero della Salute e le parti sociali. Quanto al punteggio, la prova di maturità potrà valere fino a 40 punti mentre il peso dei crediti sarà ricalibrato fino ad un massimo di 60; resta ferma la necessità di raggiungere almeno un punteggio minimo di 60/100. Anche la viceministra Anna Ascani ha fornito altri particolari sull'esame di maturità che potrà essere svolto - laddove le scuole ne siano provviste - nell’aula magna degli istituti. Quanto all’uso obbligatorio o meno della mascherina, si attendono indicazioni dal ministero della Salute.

La ministra Azzolina durante il question time di oggi è tornata anche sul tema del rientro a settembre e della didattica mista - metà classe in presenza, metà a distanza - che tante polemiche ha suscitato nei giorni scorsi, specificando che l'ipotesi è «solo per la scuola secondaria, non per i bambini», e che rappresenta «solo una delle possibili idee allo studio, vagliata e decisa già in altri Paesi europei».

Oggi intanto sono arrivati altri 5 milioni di fondi Pon per potenziare la didattica a distanza per i Centri provinciali per l'istruzione degli adulti, le sezioni carcerarie e le scuole polo in ospedale. E si è svolta stamane anche la seconda riunione per il Piano infanzia. La ministra della famiglia, Elena Bonetti si augura che i centri estivi per la fascia 0-6 anni possano funzionare già da primi di giugno e ha inviato un protocollo al comitato tecnico scientifico perchè sia vagliato.

Dal presidente dell’Upi, l’Unione delle province d’Italia, Michele De Pascale, arriva la sollecitazione di riaprire gli spazi per la socialità dei più piccoli già dal 28 maggio, Giornata internazionale del diritto al gioco.

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