Venerdì, 25 Settembre 2020
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CITTÀ DEL VATICANO

Papa Francesco in udienza con le coppie che si sono sposate durante l'emergenza Coronavirus

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Contemplare e prendersi cura. Sono questi i principali “ingredienti’ dell’amore sui quali Papa Francesco, che oggi in una delle sue prime udienze post-lockdown ha incontrato i fedeli, si è fermato con gli sposi novelli, con un’organizzazione secondo tutte le regole anti-contagio.

Erano 17 le coppie presenti, in rappresentanza di vari Stati, per la particolare benedizione rivolta agli sposi che si sono uniti in matrimonio negli ultimi tre mesi, durante la pandemia.

Quelle coppie coraggiose che non si sono arrese nemmeno davanti alle difficoltà dovute al lockdown e hanno scelto di non rimandare le nozze, nemmeno quando era necessario organizzarle con pochissimi presenti. Andando così all’essenza del sacramento e diventando rappresentazione del vero amore che si compie attraverso un sacrificio.

L’udienza con gli sposi novelli è iniziata con la lettura dei passi della Bibbia relativi all’albero della vita, per tutti simbolo della famiglia. Papa Francesco ha quindi parlato dell’importanza di sapersi fermare e ammirare il bello, andando oltre l’utilità delle cose e vivendo in comunione con il creato, imparando a contemplare appunto la casa comune.

“Serve un cambio di rotta - ha affermato il Santo Padre -. Quando non si impara a fermarsi ad ammirare non è strano che ogni cosa si trasformi in oggetto di uso e di abuso. Non possiamo pretendere di continuare a crescere a livello materiale senza prenderci cura della nostra casa comune. Serve un nuovo modello di crescita anche economica”.

Quindi l’invito a prendersi cura della terra e del creato recuperando la dimensione contemplativa e vedendo la terra, dall’interno, come un dono e non come qualcosa da cui trarre profitto “perché chi impara a contemplare in questo modo prova meraviglia non solo per quello che vede sulla terra, ma anche perché ne fa parte”.

Il riferimento è in senso ampio all’importanza del rispetto dell’ambiente. La casa comune, che è per tutti questa nostra Terra, è anche ogni singola famiglia. Pertanto ogni coppia, ovvero ogni singola e futura famiglia, prendendosi cura di sè e contemplando sè stessa, si arricchisce e si scopre parte del tutto, contribuendo a testimoniare l’amore nel mondo.

È la contemplazione - ha spiegato il Papa - che ci conduce all’amore. E a un atteggiamento di cura. Bisogna contemplare le creature per imparare a prendersene cura. Ricordate - ha concluso il Papa - che Dio perdona sempre, noi a volte, la natura mai”.

Un pensiero è stato rivolto infine a tutti coloro che si prendono cura dei malati e dei bisognosi dalla sanità alle attività sociali. Un momento di preghiera è stato rivolto a don Roberto Malgesini, il prete ucciso a Como da una persona bisognosa che lui stesso aveva aiutato.

© Riproduzione riservata

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