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APPRENSIONE

Coronavirus, l'Italia si tinge di arancione. L'incognita dei dati in Calabria e Sicilia

L’Italia diventa tutta arancione, con quattro regioni in zona rossa: Campania e Puglia rimangono nella fascia di rischio più alta. Confermato il rosso per la Valle d’Aosta, fascia nella quale passa anche la Sardegna. Passano in arancione Calabria, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte e Toscana. I nuovi colori delle regioni entrano in vigore da oggi lunedì 12 aprile, come stabilito nelle ordinanze del ministro della Salute, Roberto Speranza. La decisione sui colori delle regioni arriva dopo i dati del monitoraggio settimanale dell’Iss e del ministero della Salute sull'andamento della pandemia di Coronavirus. Le zone gialle sono state escluse per decreto fino al 30 aprile. Nel dettaglio i colori delle regioni sono: Abruzzo (arancione), Basilicata (arancione), Calabria (arancione), Campania (rossa), Emilia Romagna (arancione), Friuli Venezia Giulia (arancione), Lazio (arancione),Liguria (arancione), Lombardia (arancione), Marche (arancione), Molise (arancione), Piemonte (arancione), Puglia (rossa), Sardegna (rossa), Sicilia (arancione), Toscana (arancione), Umbria (arancione), Valle d’Aosta (rossa) Veneto (arancione), provincia autonoma di Bolzano (arancione), provincia autonoma di Trento (arancione).

In Calabria

Ma il cambiamento di fascia della Calabria è quello che lascia più perplessi. Gli ultimi dati parlano di un tasso positività nella regione al 18,4% con 593 nuovi casi (solo a Cosenza 323). Ed è proprio a Cosenza, davanti al pronto soccorso dell'ospedale Annunziata, che si registra la situazione più drammatica da una parte e paradossale dall'altra. Ambulanze in coda davanti all’ingresso e una quarantina di pazienti positivi al Covid in pronto soccorso in attesa di essere sistemati in reparti ormai saturi. Fuori dal pronto soccorso sono ferme alcune ambulanze in attesa che ai pazienti venga fatto il tampone mentre all’interno ci sono una quarantina di degenti per i quali, però, non si riesce a trovare una sistemazione. Per una decina di loro, secondo quanto si è appreso, la situazione dovrebbe sbloccarsi a breve ma per gli altri non ci sono previsioni. La provincia di Cosenza, anche nelle ultime 24 ore, è stata quella in cui è stato registrato il numero più alto di nuovi positivi, 323 su 593. In Calabria, da giorni, è stata superata la soglia di saturazione di posti letto occupati nei reparti in area medica ed ieri la percentuale è arrivata al 50% dieci punti in più del livello di rischio. Contestualmente a questa situazione, però, sempre a Cosenza - che come il resto della regione è in zona rossa fino a domani, quando scatterà la fascia arancione - su viale parco passeggiano centinaia di persone.

In Sicilia

Ma se la Calabria s'interroga su quanto sta avvenendo in queste ore, anche la Sicilia non è da meno. «Quello che abbiamo registrato in provincia di Palermo vale anche per il resto dell’Isola: abbiamo un Rt di 1,22, il massimo è 1,25. È facile pensare che se la soluzione del palermitano dovesse estendersi ad altre due o tre zone della Sicilia, saremo costretti a chiudere». Lo ha detto il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, incontrando la stampa per fare il punto sui contagi Covid e sulla campagna vaccinale in Sicilia. L’Isola è al momento in fascia arancione, ma sino al 22 aprile l’intera provincia di Palermo sarà in zona rossa. La speranza è che la curva dei contagi si mantenga stabile. Anche per questo motivo si sta cercando di accelerare al massimo la campagna vaccinale, tenendo aperto l’hub della Fiera del Mediterraneo fino alla mezzanotte. Dopo il primo giorno di apertura, nel corso del turno serale sono state somministrate quasi 500 dosi in più. L’obiettivo, ha spiegato il commissario per l’emergenza Covid Renato Costa, è quello di garantire all’incirca 800 somministrazioni e, in prospettiva, di restare aperti h24. Ma per questo sono necessarie le dosi promesse.

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