Domenica, 09 Maggio 2021
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Vaccinazioni, si prova ad accelerare. Da domani si comincia col monodose Johnson&Johnson

Un milione e mezzo di fiale Pfizer distribuite alle regioni. E domani sarà il giorno delle prime inoculazioni del monodose Janssen (Johnson&Johnson) per il quale il ministero della Salute con una circolare ha raccomandato l’uso preferibilmente agli over 60, come per AstraZeneca. La campagna vaccinale accelera, dunque, puntando all’obiettivo espresso dal generale Francesco Paolo Figliuolo delle 500mila somministrazioni quotidiane per l’ultima settimana di aprile. Un’ulteriore spinta arriverà con la vaccinazione nelle farmacie, che dovrebbe partire nel giro di un paio di settimane, secondo quanto annunciato da Federfarma.

Ma il matematico Giovanni Sebastiani, del Cnr, frena: per fine mese si potranno al massimo raggiungere le 350mila punture quotidiane. Il Commissario, da parte sua, in mattinata ha riferito per circa due ore in audizione al Copasir, illustrando la sua strategia e le criticità affrontate nella campagna vaccinale, che è a pieno titolo un tema da sicurezza nazionale. Dalle difficoltà di approvvigionamento «in tempi rapidi e certi» ai complessi contratti con le multinazionali del farmaco, dai dubbi sulle ipotesi di utilizzare prodotti come il russo Sputnik alle possibilità di creare una produzione nazionale, dai rischi di attacchi sofisticati contro centri di ricerca italiani che sperimentano in quest’ambito per rubare informazioni sensibili ai contatti tra singole Regioni e aziende produttrici estere. Sarà domani, dunque, l’esordio del vaccino Janssen in Italia. Per il fatto di essere monodose potrebbe essere indicato l'utilizzo nei luoghi meno facilmente raggiungibili, come ad esempio le isole, così da razionalizzare i tempi. Nella circolare del ministero che lo consiglia agli ultrasessantenni si cita la nota della Commissione tecnico scientifica (Cts) dell’Agenzia italiana del farmaco che parla di relazione "plausibile» tra vaccino e casi di trombosi, ma il bilancio beneficio/rischio «si conferma complessivamente positivo, in quanto il vaccino è sicuramente efficace nel ridurre il rischio di malattia grave, ospedalizzazione e morte connesso al Covid-19».

Sul fronte delle Regioni, il Lazio martedì prossimo sarà la prima ad aprire alla classe degli under 60 (si parte con la fascia dei 59-58enni), entrando di fatto nella fase 2 della campagna vaccinale, quella massiva, che prevede dalla prossima settimana un ritmo di 40mila inoculazioni al giorno grazie anche all’apertura di 5 maxi hub. La Lombardia da venerdì apre alla fascia 60-64 anni. Il presidente lombardo Attilio Fontana spiega che «il vero ed unico limite» è la disponibilità dei vaccini. "Il generale Figliuolo - ha aggiunto - sta rispettando la parola, sta dicendo quali sono le dosi e poi quelle dosi effettivamente arrivano. Quindi siamo convinti che si potrà andare verso la soluzione di tutti i problemi». Analoga la posizione del governatore emiliano Stefano Bonaccini: «se le dosi arrivano, qui non manca l’organizzazione: possiamo farne anche 30, 40, 50 mila al giorno». Il presidente ligure Giovanni Toti, poi, conta di aver vaccinato entro sei-otto settimane tutte le persone fragili, per arrivare, entro la fine dell’estate, a coprire tutta la popolazione della regione. E c'è anche un fronte giudiziario, La procura di Napoli ha infatti disposto una serie di accertamenti sui 'furbetti del vaccinò, cioè persone che si sarebbero registrate sulla piattaforma regionale come 'caregiver', senza averne i requisiti, o come soggetti fragili, pur non rientrando tra coloro che sono affetti dalle patologie che rendono determinati soggetti maggiormente esposti agli effetti del virus. Le posizioni al vaglio sarebbero un centinaio.

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