Domenica, 29 Maggio 2022
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LE MANOVRE

Fumata nera anche per la sesta votazione. Ora una donna al Quirinale? Ma sulla Belloni è bufera. Mattarella 336 voti

«Vediamo se oggi si chiude» la partita per il Quirinale, «ma ho l’impressione che non sarà così facile» ha aggiunto Renzi, che giudica l’atteggiamento del centrodestra «irresponsabile e scandaloso»

Nuova fumata nera alla sesta votazione del Parlamento in seduta comune nell’Aula di Montecitorio integrato dai delegati delle regioni per eleggere il presidente della Repubblica. I voti a Sergio Mattarella sono stati 336.  Nel quarto scrutinio, svoltosi ieri, il presidente aveva raccolto 166 preferenze, nel terzo 125.

Gli astenuti sono stati 445 mentre le schede bianche sono state 106. Il pm Di Matteo ha ottenuto 41 voti, Casini 9, Manconi 8. Draghi e Cartabia ne hanno incassati 5, Belloni 4, Amato 3, Casellati 2. I presenti in tutto sono stati 976 e i votanti 531. Le schede nulle sono state 4, i voti dispersi 9.

Salta ogni schema nella corsa al post Mattarella

FI annuncia che da ora tratterà in maniera autonoma con i partiti, ovvero con il fronte moderato; i centristi alla fine restano ai margini della trattativa e i gruppi parlamentari di Pd, Leu e Movimento 5 stelle hanno portato avanti un’operazione pro Mattarella per spianare il terreno ad un bis. Insomma la partita del Quirinale si complica ogni giorno di più.

Scoppia la bufera sul nome della Belloni

Fonti parlamentari della maggioranza riferiscono che alcuni emissari avrebbero sondato gli umori del Quirinale ma dai palazzi istituzionali non filtra nulla dopo l’ennesima fumata nera. Siamo a sei. Il flop di Casellati ha aperto il dialogo tra Conte, Salvini e Letta ma, mentre i leader della maggioranza trattano su Cartabia o Belloni al Colle, soprattutto per la seconda monta il malessere nei gruppi parlamentari in maniera trasversale. Salvini e Conte hanno cercato di rivendicare la candidatura al femminile, si sono presentati davanti alle telecamere per annunciare la novità. Non hanno fatto il nome, ma tutti hanno pensato alla guida del Dis, Belloni. Facendo partire il fuoco di fila di chi è contrario che chi è al comando dei Servizi possa andare al Colle. Il segretario dem Letta ha chiesto serietà, frenando sul patto giallo-verde e ribadendo l’appello alla responsabilità. Anche Di Maio ha abbandonato il suo 'low profilè sul Quirinale, rimarcando di aver trovato «indecoroso che sia stato buttato in pasto al dibattito pubblico un alto profilo come quello di Belloni senza un accordo condiviso». Una posizione differente da quella di Grillo che aveva fatto un endorsment su Belloni.

Sta di fatto che contro l’ipotesi Belloni sono insorti gli azzurri, Renzi, i moderati del centrodestra, Leu e una parte del Partito democratico e del Movimento 5 stelle. Il presidente pentastellato e il leader del partito di via Bellerio hanno rilanciato la battaglia sui social per portare una donna al Quirinale, una vera e propria fuga in avanti per il partito dem. E se Salvini annuncia l’intenzione di chiudere un accordo per domani - sulla Belloni c'è l’ok anche di Fratelli d’Italia - alla Camera c'è un fronte sempre più largo che spinge per Mattarella. «E' la finalissima», diceva ai suoi Renzi, convinto che la partita del Quirinale sarebbe stata in dirittura d’arrivo sui nomi di Draghi o Casini. Ma al momento all’orizzonte si intravede, alla prova dei fatti, la strada per Mattarella. «Invitiamo tutti a prendere atto della spinta che da due giorni e in modo trasversale in Parlamento viene a favore della riconferma del presidente Mattarella», spiegano dal Pd. Per chiedere la disponibilità all’attuale Capo dello Stato c'è una spinta fortissima del Movimento 5 stelle. I 336 voti che sono arrivati oggi per la prima carica dello Stato potrebbero essere molti di più domani, considerato che i dem hanno voluto appositamente frenare sui numeri. FI non chiude alla prospettiva e pure nella Lega c'è chi, come Giorgetti, sottolinea che di fronte ad un’impasse si replicherà il precedente di Napolitano. Domani all’assemblea del partito del Nazareno una parte dei gruppi ribadirà la propria contrarietà all’ipotesi Belloni. Sullo sfondo resta sempre l’exit strategy che portano a Draghi o Casini, con il primo che ha visto Salvini mentre il secondo ha sentito Berlusconi. E dunque Pd attraversato da forti fibrillazioni, centrodestra spaccato e Movimento 5 stelle diviso in due: il quadro politico, insomma, è destabilizzato e non può non preoccupare il presidente del Consiglio Draghi. Con Fratelli d’Italia che oltre a fare asse con Salvini nella partita del Quirinale auspica le urne.

Il flop della Casellati per la quinta votazione

La candidata al Quirinale del centrodestra, Elisabetta Casellati, non sfonda la soglia considerata minima di 400 voti e si ferma a 382. Entrano in gioco i franchi tiratori: mancano infatti all’appello 71 voti. In realtà i voti in meno del centrodestra, che ha 453 grandi elettori, sono almeno una sessantina, perché vanno tolti dal conteggio gli 8 assenti che, da tabulati ufficiali, non hanno partecipato al voto.

Compatta la truppa FdI (un solo assente, il capogruppo Luca Ciriani al Senato, per motivi familiari), così quella leghista (solo 3 gli assenti, fonti del partito assicurano che sono "giustificati"). Tra le fila di Forza Italia 4 assenti tra Camera e Senato). Tutti presenti i 22 deputati di Coraggio Italia.

Tirando le somme, dunque, gli almeno 60 voti che sono mancati alla presidente del Senato dovrebbero appartenere a grandi elettori che sulla scheda hanno scritto un nome diverso. Tra i votati, oltre Casellati, 46 voti per Sergio Mattarella, 28 a Nino Di Matteo (candidato di Alternativa), 8 voti per Silvio Berlusconi, 7 per Antonio Tajani, 6 a Pier Ferdinando Casini e 3 a Mario Draghi.

La cronaca della giornata

23:12 Silvio Berlusconi pronto a scendere in campo per trattare personalmente. Non ha gradito il metodo degli annunci, né il punto di caduta nel dialogo Conte-Salvini. Secondo quanto apprende l’AGI da fonti parlamentari, il presidente azzurro oggi si è fatto sentire per portare il partito azzurro in una posizione autonoma. Gli approdi della partita del Colle secondo il Cavaliere? Casini o il Mattarella bis. Con il primo si sarebbe sentito al telefono ma non esclude affatto la pista del Mattarella bis. Da domani sarà lui - spiega una fonte parlamentare azzurra - a trattare.

22:39 Forza Italia, allo scopo di favorire una rapida e il più possibile condivisa elezione del Presidente della Repubblica, da questo momento in poi discuterà e tratterà autonomamente con le altre forze politiche. Lo rendono noto fonti di FI.

22:33 «E' incredibile l’agitazione di Matteo Renzi, perchè lo terrorizza l’idea di una donna in gamba al Quirinale?». Così fonti della Lega su Matteo Renzi.

22:24 «Trovo indecoroso che sia stato buttato in pasto al dibattito pubblico un alto profilo come quello di Elisabetta Belloni. Senza un accordo condiviso. Lo avevo detto ieri: prima di bruciare nomi bisognava trovare l'accordo della maggioranza di governo. Tutto ciò, inoltre, dopo che oggi è stata esposta la seconda carica dello Stato. Così non
va bene, non è il metodo giusto». Così il ministro Luigi Di Maio

21:50 Il tweet di Beppe Grillo - «Benvenuta Signora Italia, ti aspettavamo da tempo. #ElisabettaBelloni». Così Beppe Grillo in un tweet

21:24 Il Pd: "Serve serietà, prendere atto della spinta per Mattarella «Sono finalmente in corso, dopo il fallimento del muro contro muro voluto dal centro destra, confronti e discussioni su alcune possibili soluzioni. Tra queste anche candidature femminili di assoluto valore. Ma ci vuole serietà, la cosa peggiore è continuare col metodo di questi giorni che consiste nel bruciare con improvvide fughe in avanti ogni possibilità di intesa. Per noi rimane fondamentale preservare l’unità della maggioranza di governo. Intanto invitiamo tutti a prendere atto della spinta che da due giorni e in modo trasversale in Parlamento viene a favore della riconferma del Presidente Mattarella». Così fonti del Nazareno.

21:13 Il giallo: spunta una scheda in più, ma voto valido - «E' stata riscontrata una differenza tra il numero dei votanti e il totale delle schede scrutinate di una unità superiore a quello dei votanti, un numero superiore» dovuto «verosimilmente» al fatto che durante la «distribuzione delle schede è stata erroneamente ricevuta da un elettore una scheda in più depositata poi nell’urna», ma tale differenza «è del tutto ininfluente ai fini del voto» e per questo «la votazione svolta deve ritenersi pienamente valida». Lo ha detto in Aula Roberto Fico, prima di dare lettura dello scrutinio.

21:12 Belloni? «Per noi non va bene». Lo ha detto Licia Ronzulli, vicepresidente dei senatori di Fi, rispondendo ai giornalisti alla Camera in merito alla possibile candidatura di Elisabetta Belloni.

21:11 «Mentre molti parlano, il Parlamento vota con un movimento reale dal basso: ai circa 335 voti di stasera vanno aggiunti almeno 35 dei 46 di stamani provenienti dal centrodestra che non hanno partecipato al voto stasera, totale 370. Annotare e tenere conto». Lo scrive Stefano Ceccanti del Pd.

20:22 Renzi, Salvini ha lanciato ieri donna, ora caso chiudere - «La presidente donna Salvini l’ha lanciata ieri. Oggi sarebbe il caso di chiudere». Lo ha detto Matteo Renzi parlando a Zapping. E lo stesso senatore toscano dice no all'ipotesi Belloni

20:10  Conte: possibile presidente donna - «Ho L’impressione che ci sia la sensibilità di Salvini, spero di tutto il parlamento, per la possibilità di una presidente donna, il M5s lo ha sempre detto». Lo ha detto Giuseppe Conte parlando di «almeno due, solide e super partes» figure.

19:53 Salvini: sto lavorando per presidente donna - «Sto lavorando perché ci sia presidente donna, una donna in gamba, non faccio nomi né cognomi». Così il leader della Lega Matteo Salvini. «Adesso sto lavorando perché ci sia unione di intenti e voti e domani si chiuda, e il governo torni a lavorare in piena carica».

19:14 Vito (FI), figura istituzionale per uscire da impasse - «Per uscire dal grave impasse politico che si è determinato, occorre che centrodestra e centrosinistra convergano su una figura istituzionale. In una intervista che sarà pubblicata domani da Il Riformista, mi permetto di indicare i nomi dell’attuale Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che sinora però si è detto indisponibile, del Presidente del Consiglio, Mario Draghi, che però alcuni partiti vorrebbero ancora alla guida del governo e di Giuliano Amato, che proprio domani dovrebbe essere eletto Presidente della Corte Costituzionale.» Lo dichiara Elio Vito, deputato di Forza Italia.

18:46 Letta, abbiamo finalmente iniziato a parlare - «Ci stiamo parlando, sono in corso discussioni e poi vedremo. Stamane ero ottimista ed è andata bene. Abbiamo finalmente iniziato a parlare, ma siamo all’inizio». Lo ha detto il segretario del Pd, Enrico Letta, ai giornalisti di Montecitorio.

17:46 Bernini (Fi): trattativa aperta con centrosinistra - «Abbiamo aperto una trattativa», con il centrosinistra, «vediamo». Lo ha detto la capogruppo al Senato di Forza Italia, Anna Maria Bernini, parlando con i giornalisti alla Camera.

 17:06 Al via sesto scrutinio, maggioranza a 505 -  Inizia nell’Aula della Camera il sesto scrutinio per l’elezione del presidente della Repubblica. La maggioranza richiesta è quella assoluta, pari a 505 voti.

 15:57 Calenda: ora confronto vero, abolire kingmaker - «Ora ci vuole un timeout, nella consapevolezza che senza sedersi a un tavolo un governo di unità nazionale che va a eleggere un Presidente della Repubblica va a sbattere facendo una figura indegna». Lo dice Carlo Calenda, leader di Azione, commentando l’esito della quinta votazione per l’elezione del Presidente della Repubblica. «Stanno in Consiglio dei ministri insieme e non riescono a sedersi due ore per trovare una soluzione? Se non si riesce a fare questo semplice gesto - aggiunge conversando con i cronisti davanti a Montecitorio - ne verrà fuori un Presidente della Repubblica indebolito e un governo ancora più indebolito. La facessero finita». «Sono tutti aspiranti kingmaker allo sbaraglio - conclude - non lo sanno fare, non ci riescono. Direi di abolire la figura del kingmaker per le prossime 48 ore»

15:53 Meloni, Fdi e Lega leali, gli altri no - «Fratelli d’Italia, anche alla quinta votazione, si conferma come partito granitico e leale. Anche la Lega tiene. Non così per altri. C'è chi in questa elezione, dall’inizio ha apertamente lavorato per impedire la storica elezione di un presidente di centrodestra. Le decine di milioni di italiani che credono in noi non meritano di essere trattati così. Occorre prenderne atto, e ne parlerò con Matteo Salvini, per sapere cosa ne pensa». Così il leader di FdI, Giorgia Meloni.

15:49 In corso incontro Letta, Conte, Speranza - Riunione in corso al gruppo Pd della Camera fra Enrico Letta, Giuseppe Conte e Roberto speranza per fare il punto sul voto dopo la fumata nera su Elisabetta Casellati, candidata dal centrodestra ,al Colle. Insieme ai leader di Pd, M5S e Leu ci sono i capigruppo.

15:20 L'ex capogruppo di Forza Italia alla Camera e ora “grande elettore” in qualità di presidente di Regione Calabria, Roberto Occhiuto, chiarisce la posizione del centrodestra dopo l'ultimo scrutinio: “Abbiamo votato Casellati compattamente ma non credo si possa andare avanti muro contro muro e francamente non me lo auguro. Spero che al prossimo “giro” o a quelli dopo si possa arrivare a votare tutti Casini. Serve un nome che compatti la maggioranza di governo”.

15:10 La Russa, franchi tiratori? Non in FdI e Lega  - Dove sono i franchi tiratori di Elisabetta Casellati? «Scegliete voi. Non in Fratelli d’Italia e credo nemmeno nella Lega». Ignazio La Russa, vice presidente del Senato ed esponetene di FdI, commenta così con i cronisti a Montecitorio l’esito del quinto scrutinio per l’elezione del Presidente della Repubblica. «Ora dobbiamo prendere atto della realtà. I voti che ha espresso il centrodestra sul nome autorevole del presidente del Senato sono inferiori ai propri numeri. C'è qualcuno che se ne frega dei valori del centrodestra e pensa ad altre cose». «Ora dovremo vedere insieme agli altri cosa fare. Candidare Casellati non è stato un errore - conclude - avevamo il dovere verso gli elettori e verso noi stessi di provare a verificare quanti voti avevamo».

14:00 - «Davvero inopportuno che la Presidente del Senato Casellati resti alla Presidenza durante lo scrutinio in cui è candidata ufficiale. La seconda pesante sgrammaticatura istituzionale oggi per la seconda carica dello Stato. La prima è stata prestarsi a fare la candidata di questa prova di forza», così su Twitter Riccardo Magi, deputato e Presidente di +Europa.- «Davvero inopportuno che la Presidente del Senato Casellati resti alla Presidenza durante lo scrutinio in cui è candidata ufficiale. La seconda pesante sgrammaticatura istituzionale oggi per la seconda carica dello Stato. La prima è stata prestarsi a fare la candidata di questa prova di forza», così su Twitter Riccardo Magi, deputato e Presidente di +Europa.

Ore 13.51 - «Vediamo che succede oggi» col voto. «La situazione si sta complicando». Lo ha detto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, conversando coi giornalisti a Montecitorio

Ore 13.51 - Finita la chiama dei deputati nell’Aula dei deputati. La seduta riprende alle 14 con il voto dei delegati regionali.

Ore 13.50 - "Ci siamo fidati fino ad ora dell’intenzione di trovare una candidatura unitaria e spero che non abbiamo fatto male. Finora c'è delusione per il metodo, l’impressione è che vogliano solo dividerci". Lo dice il leader del Pd Enrico Letta, in merito all’elezione del nuovo presidente della Repubblica, facendo riferimento al centrodestra.

Ore 13.36 - E’ terminata la prima chiama dei deputati. E’ ora in corso la seconda chiama.

Ore 13 - Salvini: «Mi auguro che il presidente del Consiglio possa continuare a fare il presidente del Consiglio. Non mi pongo veti nei confronti di nessuno. Da italiano, sarei più tranquillo se continuasse a fare il presidente del Consiglio. Non è un veto ma un ragionamento».

Ore 12.39 - «Noi non partecipiamo a questo atto di forza, a queste conte sulle cariche istituzionali. Noi non partecipiamo a una conta, è una forzatura istituzionale, sono 3 giorni che lavoriamo ad un metodo che è anche difficile definire». Così il leader M5s, Giuseppe Conte, all’uscita dalla Camera.

Ore 12.26 - «Non c'è una figura istituzionale superiore - tolto Mattarella - che la Repubblica può esprimere. In più la presidente Casellati è una donna. Perché deve essere divisiva? E si è messa generosamente a disposizione». Così il leader della Lega, Matteo Salvini in conferenza stampa a Montecitorio. Salvini ha poi continuato: «Sono deluso da cittadino italiano dalla fuga della sinistra, che diserta il voto e le riunioni». Agli alleati di governo di Centrosinistra «Proporrò di incontrarci anche tra il primo e il secondo voto»

Ore 12.18 - Come già avvenuto in occasione della seconda chiama dei senatori, anche i deputati di Pd, M5s, Leu e Iv si astengono nel quinto scrutinio, già alla prima chiama. La formula è sempre la stessa: si risponde all’appello nominale ma non si ritira la scheda e si comunica la propria astensione.

Ore 12.13 - Si è conclusa la seconda chiama dei senatori. Ora inizia la prima chiama dei deputati.

Ore 12.07 -Nessun incontro di maggioranza. I leader di Pd, M5s e Leu, Enrico Letta, Giuseppe Conte e Roberto Speranza hanno disertato l’incontro proposto da Matteo Salvini. I tre leader di centrosinistra sono stati riuniti per circa tre ore nella sede del gruppo Pd alla Camera. L’incontro si è da poco concluso.

Ore 11.58 - I senatori di Pd, M5s, Leu e Iv si astengono alla seconda chiama. Dunque, i senatori del centrosinistra assieme a M5s e Iv entrano in Aula quando vengono chiamati per appello nominale, ma non ritirano la scheda e dichiarano la loro astensione.

Ore 11.40 - «Consideriamo la unilaterale candidatura della seconda carica dello stato, peraltro annunciata a un’ora dalla quinta votazione, un grave errore. Per il rispetto che si deve alle istituzioni, oggi esprimeremo un voto di astensione nella formula «presente non votante». Così Pd, M5s e Leu al termine del vertice dei 3 leader.

Ore 11.17 - Anche i senatori del Pd e di Italia Viva non stanno rispondendo alla prima chiama per l’elezione del presidente della Repubblica

Ore 11.16 - I senatori M5S non stanno rispondendo alla prima chiama della votazione per il presidente della Repubblica.

Ore 11.07 - «Con questo Parlamento non si decide niente. La soluzione sono le elezioni. Ora combattiamo e sulla base di quello che accadrà faremo le nostre valutazioni». Così la leader di FdI, Giorgia Meloni a Montecitorio. «Voteremo compatti sul candidato proposto dal centrodestra per verificare i numeri e superare lo stallo. Vedremo quali sono i numeri in aula e poi faremo le valutazioni necessarie. Noi siamo ottimisti e combattivi, bisogna misurarsi. Poi faremo una valutazione complessiva. Voteremo Elisabetta Casellati, una donna di alto profilo e un’apertura verso la sinistra. Il centrosinistra sta bloccando tutto, hanno detto no almeno a 8 nomi senza farne uno condiviso e unitario. Non vedo cosa ci sia di divisivo nel nome della Casellati. È una persona votata anche dal M5S e la proposta più istituzionale. Si dice no perché si vuole dire no a chiunque non sia di sinistra».

Ore 11.05 - Al via nell’Aula di Montecitorio la quinta votazione del Parlamento in seduta comune integrato dai delegati regionali per eleggere il presidente della Repubblica. Al banco della presidenza ci sono i presidenti di Camera e Senato, Roberto Fico ed Elisabetta Alberti Casellati. Il quorum richiesto è da questa votazione quello della maggioranza assoluta dei componenti del Collegio.

Ore 10.58 - Italia Viva non parteciperà alla quinta votazione per l’elezione del presidente della Repubblica.

Ore 10.42 - Monta il pressing di alcuni parlamentari M5s per l’astensione alla quinta votazione per il Quirinale. Il dibattito divide i grandi elettori 5 Stelle di fronte all’ipotesi che il centrodestra decida di puntare sul nome di Casellati. Il dibattito verte sull'opportunità di astenersi, contando sulla divisione nel centro-destra, o se prendere parte al voto contando sull'effetto dei franchi tiratori.

Ore 10.42 - Da oggi doppia chiama a Montecitorio pere leggere il presente della Repubblica . La seconda si terrà alle 17:00. Questo quanto disposto nella riunione dei capigruppo. Se le due votazioni odierne, la prima alle 11 e la seconda alle 17 (quinto e sesto scrutinio), non dovessero concludersi con una fumata bianca, si proseguirà con gli scrutini nella giornata di domani, sabato 29 gennaio. Le due votazioni si svolgeranno alle 9,30 e alle 16,30. E’ quanto ha stabilito la conferenza dei capigruppo congiunta di Camera e Senato, in merito al prosieguo delle votazioni per l’elezione del presidente della Repubblica.

Ore 10.41 - «Abbiamo deciso di votare compatti Casellati. La sinistra pare che alla fine abbia deciso di entrare in Aula a votare, quindi noi abbiamo la possibilità sul serio di tentare il blitz e cercare di vincere la partita. Per Forza Italia sarebbe un successo straordinario». Secondo quanto si apprende, l’ha detto il coordinatore nazionale di FI, Antonio Tajani all’assemblea dei grandi elettori del suo partito, aggiungendo: «E' la giornata dell’orgoglio azzurro».

Ore 9.55 - Matteo Salvini ha formalmente invitato tutti i leader della maggioranza, prima della votazione.

Ore 9.47 - Orientamento per scheda bianca, ma anche valutazioni su candidature alternative. È quanto stanno valutando i leader di M5s, Pd e Leu, riuniti alla Camera.

Ore 9.47 - I grandi elettori del centrodestra voteranno il Presidente del Senato, Elisabetta Casellati alla chiama di stamattina. Lo ha deciso il vertice dei leader.

Ore 9.20 - Il centrodestra non ha ancora comunicato al centrosinistra il nome del candidato che oggi dovrebbe votare per il Quirinale. E’ quanto si apprende da varie fonti mentre è in corso il vertice di M5s, Pd e Leu. Le delegazioni stanno valutando come comportarsi nel caso in cui il centrodestra votasse un nome di area nella quinta votazione. L'idea ad ora prevalente sarebbe quella di uscire dall’aula o astenersi.

Ore 9.13 - Al momento non sono in programma incontri fra il segretario del Pd Enrico Letta e uno o più leader di centrodestra.

Ore 8.30 - Sta per cominciare un vertice alla Camera per M5s, Pd e Leu, con Giuseppe Conte, Enrico Letta e Roberto Speranza e i capigruppo delle tre forze politiche.

«Ne discuteremo» hanno risposto, prima dell'inizio dell'incontro, alla possibilità di presentare un proprio nome per la presidenza della Repubblica. «Mi sto chiedendo sinceramente se ho fatto bene a fidarmi, siamo stati portati in giro per tre giorni» ha detto Enrico Letta commentando le ipotesi avanzate dal centrodestra. «Abbiamo sempre lavorato per l’unità. L'impressione è che abbiano tentato di dividerci, con idee fantasiose con l’obiettivo di dividere e non di trovare una soluzione per il Paese».

Quirinale: quarta fumata nera. Frenata sull'ipotesi Belloni, fuori gioco Casini. Il centrodestra vota Casellati

«Non escludo l’ipotesi che possa esservi anche un Mattarella bis, sarebbe una forzatura nei confronti di Mattarella e oltremodo scorretto ma al venerdì mattina o la vicenda si risolve nelle prossime ore o questa ipotesi è in campo con tutta la sua forza». Così il leader di Italia viva, Matteo Renzi su Radio Leopolda.

«Vediamo se oggi si chiude» la partita per il Quirinale, «ma ho l’impressione che non sarà così facile» ha aggiunto Renzi, che giudica l’atteggiamento del centrodestra «irresponsabile e scandaloso». «Abbiamo assistito a una tarantella. Ieri abbiamo avuto la clamorosa e inqualificabile caccia al candidato, mi sembra folle», aggiunge.

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