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CORONAVIRUS

Nuova arma anti-Covid: Evusheld, l'anticorpo monoclonale di AstraZeneca a lunga azione

Autorizzato il primo a lunga azione,colpisce due parti del virus

Arriva un nuovo anticorpo monoclonale che si aggiunge all’armamentario dei farmaci a disposizione contro il Covid. Sulla Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato il Decreto del Ministero della Salute con il quale si autorizza la distribuzione dell’anticorpo monoclonale di AstraZeneca, Evusheld, a lunga azione. Si tratta, si spiega nel sito dell’Aifa, della combinazione di due anticorpi monoclonali, tixagevimab e cilgavimab. «Poiché gli anticorpi si legano a diverse parti della proteina, il loro utilizzo in associazione può essere più efficace rispetto all’uso in monoterapia» spiega l'Aifa.

Come agisce l'anticorpo monoclonale

Un anticorpo monoclonale è un tipo di proteina progettato per riconoscere e legarsi ad una struttura specifica (chiamata antigene). Tixagevimab e cilgavimab sono stati pensati per legarsi alla proteina spike del SARS-CoV-2, il virus responsabile di COVID-19, in due siti differenti. Legandosi alla proteina spike, si prevede che impediscano al virus di penetrare nelle cellule dell’organismo e provocare l’infezione. La distribuzione spetterà al Commissario straordinario Figliuolo e, si legge nel decreto, con successivi provvedimenti l’Agenzia italiana del farmaco definirà modi e condizioni d’impiego.

L'antivirale specifico Paxlovid della Pfizer e la pillola Merck Molnupiravir

L'Agenzia italiana del farmaco solo venerdì scorso ha approvato un nuovo medicinale antivirale contro il coronavirus, l'antivirale specifico della Pfizer atteso già nei prossimi giorni dai centri clinici che si aggiunge ad altre due terapie già in uso. Questa si aggiunge alle terapie che già da qualche settimana sono infatti iniziate ad arrivare ai pazienti italiani: antivirali da assumere a casa propria e in grado di impedire al virus Sars-Cov-2 di replicarsi nell’organismo. Molnupiravir, la cosiddetta "pillola anti-Covid" di Merck-MSD, dal 13 al 20 gennaio, ovvero in poco più di una settimana, secondo l’ultimo report dell’Aifa, è stato prescritto, infatti, a 1.662 pazienti con Covid-19 non ricoverati. Mentre 101 sono stati, al 19 gennaio, i pazienti non ospedalizzati che hanno ricevuto remdesivir, l’antivirale per via endovenosa di Gilead, indicato, come il primo, solo per persone con Covid lieve-moderato e di recente insorgenza, ma con fattori di rischio per la forma grave. «Ora l’armamentario terapeutico a nostra disposizione è più ampio e ci consentirà di curare meglio il Covid 19», afferma il direttore generale di Aifa Nicola Magrini in un’intervista al Corriere. «La nuova pillola antivirale, Paxlovid, è nettamente più efficace nel ridurre la progressione della malattia rispetto al Molnupinavir», spiega.

Fornitura di 600 mila trattamenti già la prossima settimana

La fornitura di 600 mila trattamenti è in arrivo già la prossima settimana, ha infatti assicurato il Generale Figliuolo. Al momento, oltre ai vaccini, la pillola della Pfizer e il nuovo monoclonale sembrano quindi avere affinato la mira contro il virus. Due tipologie di monoclonali (Lilly e Roche-Regenron) invece non funzionano contro la nuova variante del virus, ha ammesso Magrini.

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