Martedì, 16 Agosto 2022
stampa
Dimensione testo

Cronaca

Home Cronaca Albergatore italiano ucciso a colpi di pistola in Messico
L'AGGUATO

Albergatore italiano ucciso a colpi di pistola in Messico

Sicilia, Cronaca

Potrebbe esserci il racket delle estorsioni dietro l’omicidio di un uomo d’affari italiano, Raphael Alessandro Tunesi, freddato ieri nella sua auto con alcuni colpi di pistola in un centro del Chiapas, in Messico. L’imprenditore era notissimo nella comunità locale. Esperto di cultura maya, conferenziere, scrittore, sposato a una messicana e proprietario di un hotel de charme, l’uomo è stato crivellato di colpi vicino alla scuola delle figlie: a bordo di una Bmw, stava andando a riprenderle, al Colegio Escriba, quando intorno a mezzogiorno è stato intercettato da uomini armati.

Fonti della polizia hanno indicato che l’auto è stata colpita da numerosi proiettili, mentre «almeno tre colpi» hanno raggiunto Tunesi al corpo. Trasferito in ospedale 'El italiano', come era soprannominato, è deceduto poco dopo per la gravità delle ferite riportate. Le indagini avviate per risalire ai responsabili del crimine hanno portato quasi subito alla localizzazione della moto utilizzata per l’attacco abbandonata, insieme a proiettili inutilizzati e ad alcuni abiti, in una zona di ecoturismo denominata 'La Cañada'.

Raphael Alessandro Tunesi viveva in Chiapas da diversi anni, molto stimato nella comunità, amico di politici e intellettuali. Sposato da 21 anni con la moglie messicana di nome Elizabeth, l'imprenditore italiano era padre di tre figlie a cui aveva dato, in due casi, nomi della cultura maya. Insieme alla moglie era proprietario del lussuoso hotel Quinta Chanabnal, situato ad appena 3 chilometri dal sito archeologico di Palenque: nell’hotel sono stati girati anche film e le camere sono ispirate ai templi maya. Esperto d’arte (aveva scritto anche un libro, El Arte Maya), solo un anno fa, nell’aprile 2021 aveva partecipato al forum «Messico-Italia 500 anni di dialogo culturale» organizzato dal ministero della Cultura, sulle relazioni tra l’Italia e il Messico dalla conquista ad oggi.

La notizia si è diffusa in un lampo sui social. «Chiedo perdono a sua moglie e alle sue figlie, per quello che il Chiapas è stato in grado di fare con un personaggio così buono», ha scritto un utente. «Mio carissimo Rapha: un uomo con la tua umanità e la tua generosità meritava altro. Non so da dove cominci o dove termini questo dolore», ha aggiunto un altro. Un amico di famiglia ha raccontato all’Afp che la criminalità organizzata chiede il pagamento del «derecho de piso» (il 'pizz0') ai negozianti e agli imprenditori della zona, molto visitata da turisti nazionali e stranieri per il suo sito archeologico, uno dei più importanti della cultura Maya. E negli ultimi tempi in diversi Stati messicani si sono moltiplicati gli attacchi agli imprenditori, vittime di atti di rappresaglia quando rifiutano di piegarsi alle estorsioni richieste.

Il 21 giugno scorso, un uomo armato ha sparato all’impazzata in due città dello Stato di Michoacàn, attaccando diverse attività commerciali e causando otto morti. Il 24 maggio, undici persone sono state uccise in attacchi contro due bar e un hotel nella città di Celaya, nello Stato centrale di Guanajuato. Il 6 maggio, una persona è stata uccisa e sei ferite in attacchi a colpi di arma da fuoco nei bar dell’area urbana della località di Cancun, nei Caraibi messicani, la più nota destinazione dei turisti stranieri. Ma l’ondata di violenza ha radici ancora più lontane: dal 2006 sono stati circa 340mila i morti - per lo più attribuiti alla criminalità organizzata - in qualche modo collegati alla criminalità e all’offensiva militare antidroga.

 

© Riproduzione riservata

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

X
ACCEDI

Accedi con il tuo account Facebook

Login con

Login con Facebook