Questo sito contribuisce all’audience di Quotidiano Nazionale

Abrogato l'abuso ufficio... ma rispunta nel dl carceri. "Gioco di prestigio" alla Camera

L'abuso d’ufficio abrogato da un disegno di legge alla Camera, potrebbe rientrare con un nuovo reato e colpire ancora sindaci e amministratori pubblici. È l’accusa delle opposizioni in Parlamento e dell’Associazione magistrati contro il nuovo decreto partorito dal governo. Una mossa da «mago Silvan» è la sintesi ironica del deputato di Avs, Devis Dori che ribattezza così il Guardasigilli, Carlo Nordio. Colpevole - usando le parole del parlamentare - di «far sparire» il reato di abuso di ufficio, cancellato in Aula con 170 voti a favore dall’articolo 1 del ddl Nordio. E di «farlo riapparire sotto false vesti nel decreto carceri con il nome di peculato per distrazione». E ciò solo «per andare incontro ai giusti rilievi del presidente Mattarella».

La nuova forma di peculato

La nuova (vecchia, secondo altri) forma di peculato è in effetti la sorpresa del provvedimento varato dal Consiglio dei ministri. Ma difesa dai suoi autori, in primis Nordio: «È un’ipotesi completamente diversa» dall’abuso d’ufficio, scandisce il ministro, perché con la distrazione si andrebbero a "veicolare risorse che hai a disposizione verso una destinazione che non è quella fisiologica». In sostanza il ragionamento è che, una volta abolito definitivamente l’abuso d’ufficio, si rischia di creare un vuoto d’interpretazione e lasciare impunita l'eventuale destinazione illecita di fondi per distrazione. Cioè il pubblico ufficiale che destina denaro o un altro bene mobile (di cui dispone in virtù del proprio ruolo) a scopi illeciti per avere un vantaggio economico per sé o per altri, rischierebbe di farla franca. Da qui la previsione di una pena che va da sei mesi a tre anni di reclusione. Per il fronte contrario, invece, è solo una trovata in extremis del governo, per evitare la procedura di infrazione che potrebbe colpire l’Italia per aver violato gli impegni presi con l’ordinamento europeo cancellando un reato tanto pesante. Ma così «si introduce una pezza», denuncia Giuseppe Santalucia, presidente dell’Anm. Convinto che sia «il segno tangibile che la scelta di abrogare l’abuso di ufficio è una scelta infelice», perché «il sistema non regge» e dunque «era meglio non toccare nulla».

Le critiche delle opposizioni

In attesa di un testo che metta nero su bianco le novità del provvedimento (per ora sono circolate bozze), il centrosinistra va all’attacco. Dal Pd ad Avs passando per i 5Stelle, il sospetto è che l’ultima creatura del ministro della Giustizia sia «un decreto vuoto» ma anche «inutile e dannoso». Si contesta il blitz sui sindaci, che a parole si voleva salvare dall’accanimento eccessivo dei giudici - nella vulgata soprattutto del centrodestra - e invece ancora a rischio. Per Anna Rossomando del Pd, «potrebbero essere loro, quali pubblici ufficiali, potenzialmente coinvolti dal nuovo reato». Allo stesso tempo, secondo la senatrice Dem, si lascerebbero «ancora senza tutela i cittadini rispetto a quegli abusi di potere e prevaricazioni che spesso non comportano l’uso di denaro, ma esistono». La deputata 5S, Valentina D’Orso, fa qualche esempio: "Si pensi al primario dell’ospedale che, aggirando le liste di attesa, dà la precedenza all’amico o dirotta i pazienti nel proprio studio privato. O il commissario di un concorso pubblico che svela in anteprima la traccia a un candidato o il magistrato che omette di indagare su un suo amico». E profetizza: «Il cittadino danneggiato e prevaricato non avrà più alcuna tutela da parte dello Stato».

Il decreto carceri e le preoccupazioni sul sovraffollamento

Nel mirino delle critiche finisce anche la parte sulle carceri: il decreto ventilato dal centrodestra come «uno svuota carceri», sarebbe carente rispetto al sovraffollamento. Ilaria Cucchi rimarca ad esempio che «il decreto prevede l’istituzione di un albo di comunità, incaricate di ospitare coloro che non sono idonei al carcere ma ciò solleva una domanda inquietante: stiamo andando verso la privatizzazione delle carceri?».

Oggi in edicola

Prima pagina

Ancora nessun commento

Commenta la notizia