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Runner francese aggredito da un orso in Trentino

L'uomo è stato ferito mentre stava correndo nei pressi di Dro

Un turista francese di 43 anni è stato aggredito da un orso mentre correva in località Naroncolo, nel Comune di Dro, in Trentino. L’uomo è stato soccorso dai sanitari ed è stato portato all’ospedale di Trento con ferite agli arti. Non è in pericolo di vita, ha una prognosi di venti giorni, e sarà dimesso nei prossimi giorni. L’uomo è rimasto sempre cosciente e ha chiamato autonomamente i soccorsi che in pochi minuti sono intervenuti e lo hanno elitrasportato all’ospedale Santa Chiara, dove è stato immediatamente sottoposto alle cure dei sanitari.

Alla luce anche di altri recenti incontri ravvicinati e avvistamenti si è riacceso il dibattito, mai sopito, sulla presenza degli orsi in Trentino. Il Partito autonomista, ad esempio, chiede l’abbattimento immediato dell’esemplare. «Non si tratta di punire o di vendicare, ma di tutelare quella pubblica incolumità che oggi, in alcune zone del Trentino e dell’Alto Adige, purtroppo non sempre è garantita», commentano i senatori del Gruppo per le Autonomie, Julia Unterberger, Luigi Spagnolli, Pietro Patton e Meinhard Durnwalder. La dinamica dell’aggressione ricorda quella che portò il 5 aprile 2023 alla morte di Andrea Papi a Caldes. Infatti, anche Papi era uscito per una corsa nei boschi quando è stato ucciso dall’orsa Jj4, poi catturata e ora rinchiusa nel recinto del Casteller.

Il turista francese stamane, verso le 7, stava effettuando una corsa mattutina, quando, per cause in corso di accertamento, è stato aggredito da un plantigrado. La dinamica dei fatti è al vaglio del personale del corpo forestale provinciale che ha raccolto elementi utili e tracce biologiche per identificare l’esemplare. Il sindaco del Comune di Dro, Claudio Mimiola spiega che l'incontro è avvenuto «in una zona boschiva, alla fine di una via attrezzata, comunque a pochi chilometri dal paese». Circa dieci giorni fa un orso - non si sa se è lo stesso - è stato avvistato nel comune di Dro. Il Corpo forestale provinciale ha individuato esattamente il luogo dove è avvenuto l’incontro, nel bosco in altura tra San Giovanni a Monte e Dro, in una zona impervia e ipotizza che possa trattarsi di una femmina con al seguito tre giovani subaldulti, già avvistata nella zona di Dro.

«Dopodiché bisogna studiare bene la dinamica e capire cosa è successo», spiega all’Ansa il dirigente della forestale trentina Giovanni Giovannini. «Quindi verrà fatta la classificazione esatta dell’evento, è probabile che si tratti di un incontro fortuito, la zona infatti è isolata, in mezzo al bosco, su una strada forestale, per cui non è frequentata come i sentieri più a valle», aggiunge Giovannini. «Abbiamo raccolto dei campioni biologici e faremo tutte le attività accertative. Abbiamo anche rafforzato il presidio informativo e del personale in zona in modo da ricostruire gli spostamenti dell’animale. Poi, grazie alle classificazione genetica, saremo in grado di identificare l’orso con la collaborazione del laboratori della Fondazione Mach», conclude il dirigente.

È intervenuto anche Arno Kompatscher, il presidente della vicina Provincia di Bolzano: «Il progetto non è compatibile con la realtà», ha ribadito Kompatscher esprimendo solidarietà alla vittima e al presidente trentino Fugatti. Una riforma delle direttive Habitat sulla gestione dell’orso sulle Alpi viene chiesta anche dal deputato Fdi, Alessandro Urzì, coordinatore regionale di FdI Trentino Alto Adige. Per Coldiretti del Trentino Alto Adige, «La presenza non gestita dell’orso e del lupo è un problema serio non soltanto per allevatori e agricoltori, ma per tutte le persone e per l’impatto che questo fenomeno dilagante avrà sugli altri settori economici, come il turismo».

Dal fronte degli animalisti interviene invece la Lav che lamenta un «gravissimo ritardo con il quale solo quest’anno sono state avviate le prime azioni strutturate di comunicazione per favorire la convivenza fra orsi e cittadini, ben ventiquattro anni dopo la ricomparsa degli orsi in Trentino». L’Enpa diffida invece la Provincia autonoma di Trento da «nuove iniziative persecutorie verso orsi». Il presidente Leal, Gian Marco Prampolini, comunica invece di aver dato immediato mandato ai legali dell’associazione per un accesso agli atti. Per Legambiente «servono interventi strutturati e di lungo periodo a partire dal piano strategico nazionale per la gestione degli animali selvatici e più campagne di informazione e comunicazione». Per Oipa, infine, «è tempo di mettere in sicurezza non solo residenti ed escursionisti dagli orsi, ma anche gli orsi da residenti ed escursionisti». (ANSA).

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1 Commento

Marini

17/07/2024 06:55

Ma con tanti posti dove correre, questo va a correre nel territorio dove ci sono gli orsi?

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