
«Il cambiamento climatico ci ha regalato un clima torrido modello Algeria o Marocco, non piove da moltissimi mesi e gli invasi non hanno avuto il tempo di riempirsi, ma scopro che tre grandi dissalatori - Porto Empedocle, Gela e Trapani - che 14 anni fa funzionavano e garantivano un getto di 600 litri al secondo sono stati disattivati e mai più riattivati». Lo ha detto a Radio anch’io il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani.
«E' un buco - ha aggiunto - che mi trovo a colmare: chiederò al governo nazionale poteri in deroga modello Genova, e conto tra un anno di poterli riattivare. Non voglio fare polemiche con chi mi ha preceduto, ma dico che ho trovato una situazione disastrosa, per cui non escludo che si siano fatti progetti e previsioni di stanziamenti ma non trovo nulla se non un territorio in cui alcune dighe sono state completate ma mai collaudate, di alcune altre non è stato pulito il fondo e gli ultimi dieci metri sono fatti di sabbia. Sono concentrato sul fare: cercheremo di interloquire con il nuovo capo della Protezione civile e con un governo che ci sta dando una mano in una situazione di emergenza imprevista e imprevedibile».
Intanto «non c'è nessun calo del turismo e questa fake news di certa stampa internazionale, che vede una Sicilia in ginocchio sul piano turistico, la contesterò in ogni forma: c'è stata quasi un’aggressione da parte dei media esteri per vendere qualche copia in più. Non ho registrato ulteriori attacchi di questi giornali, anche perché li ho sfidati pubblicamente a indicare quali alberghi siciliani siano stati costretti a chiudere per colpa della siccità», continua Schifani.
Fermare dunque la disinformazione sulla siccità, che causa il panico nei cittadini e li spinge a pagare carissima l’acqua delle autobotti private. «L'emergenza siccità 2024 in Sicilia - spiega Federconsumatori - è sempre più accompagnata da un’emergenza informazioni, che non consiste in una carenza d’acqua potabile ma in un’abbondanza di notizie incontrollate. A partire dal razionamento dell’acqua a Palermo, annunciato dall’Amap e poi bloccato e rinviato a seguito dell’interessamento diretto del Presidente della Regione, Renato Schifani, per finire all’incredibile notizia della proposta di trasportare pesci da un lago a un altro per poter usare l’acqua del lago svuotato a fini agricoli. Passando poi per la nave cisterna Ticino della Marina Militare, che dopo essere stata un fantasma per settimane alla fine è effettivamente arrivata a Licata con un carico d’acqua da immettere nella rete comunale. Acqua che, secondo alcuni articoli di stampa, proveniva dalla Calabria ma che, forse, proveniva da altrove visto che, nel frattempo, mentre la nave era in mare anche la Calabria ha dichiarato l’emergenza idrica. Poi - ricostruisce ancora Federconsumatori - è arrivata la notizia della proposta di utilizzare i mini dissalatori portatili di Veolia, ex partner commerciale di Siciliacque Spa, da non confondere con la nave dissalatore Attilio Ievoli Jr di Marnavi Spa, azienda che già rifornisce di acqua con le sue navi cisterna le isole Eolie ma che, almeno fino ad ora, non sembra rientrare nei piani (veri o presunti) per contrastare la crisi idrica in Sicilia. Il tutto con, sullo sfondo, l’incredibile polemica tra Schifani e Nello Musumeci (suo predecessore e attuale Ministro della Protezione Civile) sulla percentuale di fondi spesi per fronteggiare l’emergenza».
«La disinformazione è uno dei pilastri sui quali si basa ogni emergenza che si rispetti - afferma il Presidente di Federconsumatori Sicilia, Alfio La Rosa - Lo abbiamo visto con l’emergenza rifiuti nei mesi scorsi, lo vediamo ora con l’emergenza siccità. Purtroppo il risultato di tutto ciò è che si crea il panico e, si sa, il panico è utilissimo a chi specula sulla crisi. Se oggi le autobotti sono così care - conclude La Rosa - è anche perchè i cittadini non stanno capendo più niente e hanno paura di restare senza acqua anche nelle zone dove la crisi è meno grave».
Federconsumatori Sicilia invita la Regione a fare «maggiore chiarezza sulla situazione acqua, sui lavori già effettuati, sui tempi necessari per effettuare i lavori mancanti». «I cittadini - sottolinea - devono sapere quando potranno avere l’acqua, quando dovranno fare i conti con le riduzioni di pressione e quando dovranno fare a meno dell’acqua e per quanto tempo». Allo stesso tempo, però, Federconsumatori invita anche i siciliani a conservare ogni tipo di documentazione relativa alle forniture di acqua: dalle bollette del proprio gestore ai documenti di trasporto delle eventuali autobotti. E’ anche importante, finchè la crisi non sarà finita, fare frequenti auto letture del contatore dell’acqua e conservare i dati sui consumi di acqua. «In passato - spiega il Presidente La Rosa - abbiamo dovuto aiutare moltissimi siciliani alle prese con bollette pazze, anche dell’acqua, fino addirittura al caso estremo dell’Eas, l’ente pubblico oggi fallito che è stato multato per oltre 1 milione di euro in seguito ai nostri esposti all’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (Arera) e all’Autorità Garante per la Concorrenza e del Mercato (Agcm)».
Ancora nessun commento