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Ponte Morandi, a sei anni dal crollo Genova ricorda le vittime

Trucks drive over the new Genoa bridge as static testing of the bridge has started, in Genoa, Italy, 19 July 2020. Eight trucks are moving on the new viaduct on the Polcevera river. The trucks entered the bridge on the east side, on the southbound carriageway, and then turned back, to continue with some maneuvers on the new structure. The new bridge is under construction after the Morandi highway bridge partially collapsed on 14 August 2018, killing a total of 43 people. ANSA/LUCA ZENNARO

Sono trascorsi sei anni dalla tragedia del crollo del Ponte Morandi a Genova, nel quale morirono 43 persone, ricordate stamani, con una messa officiata dall'arcivescovo di Genova monsignor Marco Tasca, seguita da una cerimonia nella quale, dopo la performance dell'orchestra del Teatro Carlo Felice, hanno preso la parola le varie autorità.

Il primo a parlare è stato l'imam Salah Hussein che ha lasciato spazio a un imam albanese, della stessa nazionalità delle vittime musulmane della tragedia: "Anche per maggior rispetto nei confronti delle famiglie delle vittime - ha detto Hussein - ho portato con me un imam che farà un saluto alle famiglie in lingua albanese. Nei momenti importanti della vita è fondamentale usare la lingua madre per esprimere affetto e vicinanza". In sintesi, l'imam ha spiegato che la morte non è la fine e la vita è un passaggio per l'aldilà in cui siamo messi alla prova e dobbiamo prenderci le nostre responsabilità individuali.

È toccato poi a monsignor Tasca: "Alcune complesse vicende giudiziarie e politiche non possono né rallentare né fermare questa costruzione di speranza in un futuro migliore, lo dobbiamo anche a chi è caduto". Dopo aver salutato calorosamente familiari e amici delle vittime, Tasca ha auspicato il "celere compimento delle procedure giudiziarie", riferendosi al processo in corso sul crollo del ponte, che vede 58 persone a processo. "Le 43 vittime, - ha detto Tasca - cercavano la vita nelle diverse forme, chi per lavoro, chi per turismo, chi per incontrare una persona cara. Il crollo ha interrotto il movimento di vita, ricordarlo ci addolora, ma ci ricorda la bellezza della vita umana. Come genovesi abbiamo un debito rispetto al dolore che ha attraversato il cuore di familiari e amici delle vittime. Abbiamo il debito di rendere la nostra città più sicura, più operosa, costruttrice di lavoro e speranza, per rendere sempre più una città in cui vivere, lavorare e formare una famiglia".

Il sindaco di Genova Marco Bucci ha letto il messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Poi ha commentato: "Sono passati sei anni da quel tragico giorno, un giorno che ha spezzato vite, separato famiglie e diviso in tre parti una città in maniera drastica con una marea di problemi logistici e 43 vittime. Oggi, ha proseguito Bucci, non è un giorno per ricordare quello che è successo dopo, ma per ricordare 43 vittime. Rivivo l'angoscia di quel giorno, dei parenti delle vittime, dei soccorritori che hanno lavorato anche nei giorni seguenti. La città si è risollevata subito e non è mai stata in ginocchio, tutti i genovesi devono esserne orgogliosi. Il monito che viene oggi è che queste cose non devono succedere mai più. Non è possibile che lo Stato si arrenda a quello che è successo. Queste cose sono un monito per far sì che tutto quello che facciamo, e di cose ne stiamo facendo tante, sia fatto bene, in sicurezza, un servizio per i cittadini".

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