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Salvini e Open Arms: "Non patteggio, vado fino in Cassazione. Se mi condannano nessuna conseguenza per Governo"

«Il governo reagirà con le riforme e stando in mezzo alle persone», ha aggiunto.

«Io non patteggio, sono convinto di aver ragione e vado avanti fino in Cassazione». Così il leader leghista Matteo Salvini, ospite di 'Quarta Repubblicà su Rete 4, parlando del processo 'Open arms' a suo carico. Salvini l’ha chiarito rispetto alla scelta fatta da Giovanni Toti, ex governatore della Liguria. E ha ribadito: «No, non patteggio perché ritengo di aver difeso la sicurezza del mio paese e di aver mantenuto una promessa, da politico dissi 'Votatemi e riduco gli sbarchì. «Io conto di essere assolto perché se il giudice legge gli atti e li confronta con quanto fatto da altri ministri e con il diritto nazionale e internazionale... allora cambi ..Noi stavamo aspettando che altri Paesi intervenissero per la redistribuzione..» ha detto Salvini. «Ma io non mollo di un centimetro, non mi fermo. Sono serenamente e pacificamente incazzato».

«Nell’immediato no». Così leader leghista, rispondendo alla domanda se ci saranno conseguenze per il governo, qualora venisse condannato per il processo Open arms per cui rischia sei anni di carcere a Palermo. E ha aggiunto: «Se mi condannano poi ci sarà l’appello, non ci sono conseguenze, ci sarà un precedente pericoloso ma non per Salvini, io ho le spalle larghe..». Quindi ha ribadito: «Se mi condannassero nei tre gradi, io finisco in carcere per almeno 2 anni. Mi spiacerebbe per i mei figli, per la mia compagna e la mia famiglia».

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1 Commento

Ettore Ferrero...-

16/09/2024 23:20

Caro Matteo Salvini, Leader della Lega Nord, Potrebbe anche essere convinto che nel programma di Governo fosse inserito la riduzione degli sbarchi lungo le nostre coste. Purtroppo però nell'UE non si è mai giunti ad un accordo condiviso dei 27 Stati, che avrebbe dovuto portare alla redistribuzione degli immigrati tra Stato e Stato. E Lei si è preso l'iniziativa di Ministro dell'Interno: all'atto la Procura della Repubblica di Palermo la condanna a sei anni di reclusione per sequestro di persona. Ha rinunciato al patteggiamento aggravante sul Suo status di politico. Per meglio difendersi sarebbe opportuno che si dimettesse dall'incarico Ministeriale che ha tuttora. Grazie!...-

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