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A Roma finisce la musica, nessuno sul palco di Capodanno. Dopo lo stop a Tony Effe il forfait di Mahmood e Sattei: "No alla censura"

Tony Effe, Mahmood e Mara Sattei

Il Campidoglio scarica Tony Effe ma viene scaricato a sua volta da Mahmood e Mara Sattei, e adesso il palco del Capodanno della Capitale è vuoto.

Nel corso del pomeriggio anche gli altri due artisti chiamati ad animare la notte di San Silvestro al Circo Massimo, in quello che doveva essere un memorabile concertone di fine anno, hanno dato forfait per protestare contro l’esclusione del collega.

Il primo è l'artista d’origine egiziana: «Speravo - scrive sui social l'autore di Soldi e Tuta Gold - di leggere una notizia diversa rispetto all’esclusione di Tony Effe. Ritengo sia una forma di censura per cui decido di non partecipare».

Poche ore dopo è Sattei a chiamarsi fuori: «Anch’io non prenderò parte all’evento - il messaggio su Instagram - Non trovo corretto impedire a un artista di esibirsi, privandolo della sua libertà di espressione».

Tre su tre fuori, e adesso per il sindaco Roberto Gualtieri e per l’assessore ai Grandi Eventi Alessandro Onorato la grana si fa più complicata: se fino a ieri - e già non era facile a pochi giorni dal Capodanno - bisognava sostituire un solo big, adesso l'intero cartellone è saltato.

Si lavora dunque per una soluzione, non facile a pochi giorni da San Silvestro, e fioccano le ipotesi: un dj set, o magari un artista straniero perché nel frattempo è arrivata anche la presa di posizione ufficiale della Fimi, la federazione dei discografici italiani.

Che suona come un 'non expedit': «Siamo sempre e sempre saremo dalla parte degli artisti e contro queste forme di censura. La libertà di espressione non è negoziabile».

E infatti si esprimono pro-Tony le romane Giorgia e Noemi, mentre un’altra beniamina delle radio, Emma Marrone, manda al rapper «un abbraccio": «Non è una cattiva persona - dice la cantante - e non ha fatto male a nessuno. Un brutto gesto nei confronti della musica tutta e dell’arte in generale, una forma di censura violenta».

Gaia, partner di Effe nella hit estiva Sesso e Samba, sentenzia: «Censura: spazio dove la libertà e la verità sono imbavagliati e la menzogna del potere crea il suo dizionario».

La storia fino a qui: lo scorso 12 dicembre Gualtieri e Onorato annunciano personalmente in Campidoglio il cast del concerto di Capodanno, a esibirsi saranno Mahmood, Mara Sattei e Tony Effe, idoli delle charts e dei ragazzini.

Ma già all’indomani più voci sollevano l’obiezione che il trapper, protagonista di recente di un pepato dissing con Fedez, non sia un nome opportuno: i suoi testi (coerenti con gli stilemi trap) vengono additati come misogini, violenti e sessisti.

La polemica sale, e il sindaco chiede allora all’artista un passo indietro: «Non può essere il volto di Roma, con risorse pubbliche. Non per censura ma per opportunità - spiega - perché sarebbe divisivo, mentre il concerto di Capodanno deve unire».

Tony, che è anche tra i big di Sanremo, tace. Non lo fanno però i suoi manager, che parlano di «danno di immagine e alla carriera». Pure gli organizzatori del concerto esprimono «vivo stupore e dispiacere». Oggi pomeriggio la mossa di Mahmood e Sattei.

Intanto domani mattina era prevista la presentazione in Campidoglio dei due concerti di Capodarte, organizzati nelle periferie per il primo dell’anno dall’assessorato alla Cultura, con il cantautore Giancane e il rapper Rancore. Conferenza stampa annullata e rinviata a data da destinarsi, e c'è chi sospetta che tra le due vicende possa esserci una relazione.

L’opposizione nel frattempo infierisce, come capitò ai tempi di un’altra polemica politico-natalizia in salsa romana, quella sullo sfortunato abete Spelacchiò: «Al di là dei principi, la vicenda del concerto di Capodanno a Roma sta diventando grottesca - la voce di FI - e il cortocircuito di 'quelli che benpensano' sta causando un enorme danno di immagine».

"All’assessore Onorato - ironizzano da FdI - rimane solo chiedere a Gualtieri di imbracciare la chitarra e di cantare qualche pezzo del suo variegato repertorio».

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