
A Catania nuova violenza sessuale in pieno centro, poco distante da piazza Duomo dove si terrà il concertone di fine anno, dopo quella avvenuta a inizio anno nella Villa Bellini, allora ad opera di un «branco» di giovani egiziani, vittima una minorenne.
In questo caso ad avere subito violenza è stata una donna dominicana di 36 anni, che aveva cercato di ripararsi dal freddo e dal vento sotto una pensilina dell’autobus, in piazza Alcalà. Ad avvicinarla un uomo di 39 anni, originario di Augusta, che con la scusa di offrirle un ricovero più sicuro l’avrebbe attirata sotto gli archi della Marina, il viadotto della ferrovia, in una zona decentrata, tra cumuli di rifiuti. Lì sarebbe stata commessa la violenza, su un materasso, al termine di un crescendo di insulti e minacce. Dopo pochi minuti un egiziano di 28 anni avrebbe a sua volta approfittato della donna, già sotto choc. I due uomini, entrambi senza dimora con precedenti per reati contro la persona e il patrimonio, si sarebbero quindi allontanati dopo averle anche rubato il cellulare.
La vittima ha avuto la forza di dirigersi verso il parcheggio dell’Amts e richiamare l’attenzione di un addetto alla vigilanza, che ha telefonato al 112. Una «volante» della polizia ha subito iniziato le ricerche, mentre la donna veniva trasportata al pronto soccorso, e presto ha identificato e fermato i due aggressori che, come se nulla fosse, erano tornati nel luogo del loro fatiscente giaciglio. Determinanti l’accurata descrizione dei violentatori fornita dalla vittima e le immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona.
L’episodio ha immediatamente richiamato alla memoria quanto accaduto a fine gennaio alla Villa Bellini, dove un gruppo di 7 egiziani ha violentato una ragazza di 13 anni nei bagni pubblici, dopo avere immobilizzato il suo fidanzatino. Fu la stessa vittima a fermare una pattuglia dei carabinieri e a far scattare le indagini, che in poche ore permisero di rintracciare gli autori. Sono già state emesse alcune condanne di primo grado.
Episodi di aggressioni, non soltanto a sfondo sessuale, sono purtroppo all’ordine del giorno nella città etnea. L’ennesima l’altra sera, intorno all’una, quando 5 o 6 giovani hanno scatenato una rissa, tra decine di persone e turisti spaventati, proprio in piazza Duomo. Rissa interrotta solo dall’arrivo degli agenti della polizia.
Non a caso il clamore dello stupro subito dalla donna dominicana ha riacceso i riflettori sull’emergenza sicurezza in città. «Questa continua escalation di brutali aggressioni va assolutamente fermata con una serie di iniziative che pongano al centro di tutto la sicurezza delle donne che hanno il diritto di essere protette», ha dichiarato la deputata regionale del Pd, Ersilia Saverino. «Dopo quanto accaduto alla Villa Bellini avevamo chiesto alle istituzioni una maggiore attenzione per fare rispettare le regole del vivere civile, maggiori controlli e più ascolto per le persone più fragili e servizi per le donne», ha sottolineato Carmelo De Caudo, segretario generale della Cgil etnea. Per Giovanni Musumeci, segretario territoriale dell’Ugl, è «fondamentale aumentare ulteriormente il personale delle forze dell’ordine per garantire una presenza costante e rassicurante e per prevenire ulteriori episodi di violenza e riteniamo che un incremento dei sistemi di sorveglianza all’interno della nostra città possa essere un mezzo deterrente per questo fenomeno». Federica Prestidonato, responsabile del Codacons Sicilia Donna, ha anche annunciato la costituzione di parte civile al fianco della vittima.

Scopri di più nell’edizione digitale
Per leggere tutto acquista il quotidiano o scarica la versione digitale.

Ancora nessun commento