
Sacrificato sull’altare dello scontro parlamentare tra Lega e Forza Italia, lo scudo penale sui conti della sanità calabrese rientra nel decreto Milleproroghe. Nella versione integrale del testo, pubblicata in Gazzetta ufficiale, è rispuntato il passaggio al centro del recente casus belli all’interno della maggioranza di centrodestra. E dunque non solo la proroga al 31 marzo 2025 dei termini per l’approvazione dei bilanci delle Aziende sanitarie antecedenti il 2022, ma anche una sorta di “salvacondotto” per far sì che «nell’esercizio delle predette attività di adozione e approvazione dei bilanci, ai fini della configurabilità di eventuali profili di responsabilità sul piano amministrativo e contabile rilevano le sole condotte poste in essere con dolo».
Una norma utile soprattutto alle Asp di Cosenza e Reggio Calabria che hanno bilanci ormai datati ancora da approvare nonostante le reiterate richieste a procedere arrivate dai tecnici ministeriali chiamati a vigilare sulla corretta attuazione del Piano di rientro. L’Asp bruzia deve ricostruire i documenti contabili fino al 2018, in riva allo Stretto si dovrà tornare indietro addirittura al 2013. Per rendere meno complesse le procedure, soprattutto a Reggio, sarà previsto l’affiancamento dell’advisor contabile Kpmg. I promotori dell’iniziativa legislativa sperano che il provvedimento possa trovare maggiore fortuna quando nelle prossime settimane il decreto dovrà essere convertito in legge ordinaria dal Parlamento. Poco più di un mese fa, infatti, lo stop burrascoso fu letto come una sorta di ritorsione da parte della Lega per lo stop imposto da Forza Italia sulla riduzione del canone Rai.
L’astensione del Carroccio, che in Senato equivale ad un voto contrario, dopo che il governo si era rimesso al parere della commissione Bilancio, fu decisiva per mandare sotto la maggioranza e fermare il progetto azzurro cui guardava con molto interesse il governatore calabrese Roberto Occhiuto.
La norma così come è stata congegnata dai promotori permetterebbe l’approvazione, in tempi relativamente rapidi, dei bilanci prima del 2022 e offrirebbe una freccia ulteriore nell’arco della Regione Calabria per chiedere a Roma l’uscita dal commissariamento della sanità.
Ancora nessun commento