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Brusco aumento dell'influenza, a letto quasi in 7 milioni: più colpiti i bambini. Andreoni: "Ancora 2 settimane intense"

Brusco aumento dei casi di influenza, complice la riapertura delle scuole dopo il periodo delle festività natalizie. Nell’ultima settimana, secondo il rapporto RespiVirNet dell’Istituto superiore di sanità (Iss), sono infatti 840mila gli italiani costretti a letto e, dall’inizio della sorveglianza a novembre, in circa sette milioni sono già stati colpiti dal male di stagione. Il picco, avvertono gli esperti, non è imminente e ci attendono almeno altre due o tre settimane di circolazione intensa dei virus influenzali, motivo per il quale la vaccinazione resta ancora valida e fortemente consigliata per i soggetti fragili.

Incidenza dei casi di influenza in aumento

Nella settimana dal 6 al 12 gennaio, rileva l’Iss, il livello d’incidenza delle sindromi similinfluenzali in Italia è pari a 14,3 casi per mille assistiti (12,1 nella settimana precedente). L’incidenza è in aumento in tutte le fasce di età, ma maggiormente colpiti sono i bambini sotto i cinque anni di età, in cui l’incidenza è pari a 25,5 casi per mille assistiti (22,6 nella settimana precedente). I casi stimati di sindrome similinfluenzale sono circa 841.000 nell’ultima settimana, per un totale di 6.793.000 casi a partire dall’inizio della sorveglianza. Sebbene la circolazione dei virus influenzali sia in aumento, l’Iss sottolinea che il numero di sindromi similinfluenzali è sostenuto anche da altri virus respiratori.

Le Regioni più colpite dall’influenza

Tra le Regioni, più colpite risultano Toscana, Lazio, Abruzzo, Campania, Puglia e Sicilia. Basilicata e Calabria non hanno attivato la sorveglianza epidemiologica. In particolare, la percentuale dei campioni risultati positivi all’influenza sul totale dei campioni analizzati risulta pari al 27,2%, in ulteriore aumento rispetto alla settimana precedente (25,3%).

Risultati dei campioni analizzati

Su 2.852 campioni clinici ricevuti dai diversi laboratori afferenti alla rete RespiVirNet, 777 sono risultati positivi al virus influenzale:

  • 641 di tipo A (312 di sottotipo H1N1pdm09, 177 H3N2 e 152 non ancora sottotipizzati)
  • 136 di tipo B

Tra i campioni analizzati, 188 (6,6%) sono risultati positivi per VRS, 88 (3%) per SarsCov2 e i rimanenti 259 sono risultati positivi per altri virus respiratori:

  • 183 (6,4%) Rhinovirus
  • 105 Coronavirus umani diversi da SarsCov2
  • 50 Adenovirus
  • 28 Metapneumovirus
  • 18 virus Parainfluenzali
  • 15 Bocavirus

Nessun nuovo sottotipo di virus influenzale

Ad oggi, afferma l’Iss, "sul portale RespiVirNet non è stato segnalato alcun campione positivo per influenza di tipo A non sottotipizzabile per i virus influenzali stagionali e/o appartenente ad altro sottotipo (es. A/H5)».

Previsioni e raccomandazioni per la stagione influenzale

«Sta accadendo quello che ci aspettavamo - afferma all’ANSA Massimo Andreoni, direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit) e professore emerito di malattie infettive all’Università di Tor Vergata di Roma. Dopo le festività, come accade ogni anno, c’è un incremento dei casi, che si acuisce con la riapertura delle scuole».

Quanto al picco dei casi, «è atteso tra la fine della terza o della quarta settimana di gennaio: quindi - precisa - ci aspettiamo che questa brusca salita dei casi duri ancora per un paio di settimane per poi ridursi». Quanto basta per mettere a letto altri milioni di italiani: «Si stima che arriveremo in totale ad almeno 10 milioni di persone colpite prima della fine della stagione influenzale, con altri 3 milioni circa nelle prossime settimane».

Al momento, spiega l’esperto, «stanno circolando principalmente tre virus influenzali: AH1N1, AH3N e, in minor misura, il virus influenzale di tipo B, quindi è un momento di particolare intensità».

Consigli per i soggetti più fragili

Allerta massima, dunque, per i soggetti più fragili:
«Il consiglio per i soggetti a rischio è di fare particolare attenzione se si è in posti affollati, ed in questo caso l’uso della mascherina sarebbe opportuno per ridurre al massimo il rischio di contagio». Inoltre, «considerato che i virus influenzali circoleranno presumibilmente fino alla fine di marzo, vaccinarsi è ancora possibile e chi è ad alto rischio dovrebbe certamente farlo».

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