
Si aprirà il prossimo 8 aprile l’udienza preliminare per i tre ragazzi coinvolti nel tentato omicidio di un loro coetaneo. Sarà il gup Sara Merlini a occuparsi del caso. Due le parti offese individuate dalla Procura della Repubblica, la vittima dell’aggressione, assistita dall’avvocato Antonio Lomonaco, e la madre del giovane rappresentata dall’avvocato Valerio Murgano. La Procura della Repubblica a dicembre aveva chiuso le indagini sul tentato omicidio avvenuto il 28 settembre nel quartiere marinaro. Il procuratore aggiunto Giulia Pantano e il sostituto procuratore Domenico Guarascio (ora nominato procuratore capo a Crotone) avevano confermato il quadro accusatorio a carico dei tre indagati che erano stati arrestati pochi giorno dopo il grave episodio. Il 24enne Daniele Furriolo deve rispondere di tentato omicidio aggravato. Sarebbe stato lui a ideare e mettere in pratica la trappola culminata con l'accoltellamento di un coetaneo nel quartiere Lido. Un colpo potenzialmente mortale sferrato al torace. Gli altri due ragazzi Vittorio Boccuto, 24 anni, e Daniel Ciambrone, 23 anni, sono accusati di favoreggiamento. Tutti e tre devono rispondere anche di omissione di soccorso per aver lasciato la vittima sanguinante per strada senza allertare i soccorsi.
Furriolo, secondo quanto sostenuto dal gip nell’ordinanza di custodia cautelare, avrebbe agito perché non sopportava l'idea che la sua relazione con la ex ragazza fosse finita e che la stessa avesse iniziato un'altra frequentazione con l'altro ragazzo colpevole, ai suoi occhi, di avergliela “rubata”. Per gli inquirenti non ci sono dubbi sul fatto che Furriolo abbia organizzato un piano per far cadere la vittima in un tranello e così vendicarsi del presunto torto subito. Ora toccherà al collegio difensivo, composto dagli avvocati avvocati Armodio Migali, Vittorio Coscarella, Fabrizio Costarella e Domenico Pietragalla, confutare le tesi della pubblica accusa.
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