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Separazione delle carriere, l'Anm proclama una giornata di sciopero per il 27 febbraio

Il presidente dell'Anm, Giuseppe Santalucia, ha dichiarato: «Siamo servitori dello Stato che operano nel rispetto delle proprie funzioni. Documenti del Consiglio d'Europa confermano il diritto-dovere dei magistrati di intervenire su riforme che potrebbero compromettere la loro autonomia».

Una immagine di archivio mostra alcune toghe di avvocati al Palazzo di Giustizia di Milano.  DANIEL DAL ZENNARO/ARCHIVIO - ANSA - KLD

L'Associazione Nazionale Magistrati (ANM) ha proclamato uno sciopero per il 27 febbraio, opponendosi fermamente alla riforma sulla separazione delle carriere, approvata in prima lettura alla Camera. La decisione, maturata durante una riunione odierna del comitato direttivo centrale, segue le linee guida stabilite nell'assemblea straordinaria dello scorso dicembre.

Il presidente dell'ANM, Giuseppe Santalucia, ha dichiarato: «Siamo servitori dello Stato che operano nel rispetto delle proprie funzioni. Documenti del Consiglio d'Europa confermano il diritto-dovere dei magistrati di intervenire su riforme che potrebbero compromettere la loro autonomia». In occasione delle inaugurazioni dell'anno giudiziario, l'ANM esporrà pubblicamente le sue ragioni, cogliendo un'opportunità cruciale per sensibilizzare i cittadini.

Santalucia ha inoltre precisato che la protesta non si configura come una ribellione illegale: «Non si tratta di ribellione, ma di una manifestazione legittima per sottolineare che questa riforma non migliora la giustizia né rafforza le garanzie di autonomia e indipendenza. Il nostro dovere è dirlo, per fedeltà alla Repubblica».

Anm, all'anno giudiziario via dall'Aula e Tricolore sulla toga

Partecipare alle cerimonie di inaugurazione dell’anno giudiziario indossando la toga e una coccarda tricolore e abbandonare l’aula «in forma composta», con toga indosso e Costituzione alla mano, nel momento in cui il ministro della Giustizia Carlo Nordio o un suo rappresentante prenderanno la parola, «salvo ragioni istituzionali lo impediscano». E’ quanto deliberato dal Comitato direttivo dell’Anm riunito a Roma per protestare contro la riforma della separazione delle carriere.

Critiche alla riforma: autonomia e indipendenza a rischio

Il segretario dell'ANM, Salvatore Casciaro, ha etichettato la riforma come «un favore ai potenti», sottolineando che l'istituzione di un'Alta Corte disciplinare contrasta con i principi europei. Casciaro ha criticato anche il sorteggio dei membri del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), ritenendolo una misura che mina i principi fondamentali dello Stato di diritto.

Giovanni Maria Flick, ex presidente della Corte Costituzionale, ha espresso preoccupazioni simili: «Questa separazione non affronta i veri problemi della giustizia, come la lentezza dei processi, e rischia di subordinare il pubblico ministero al potere esecutivo, contravvenendo alla Costituzione».

La politica e il dibattito europeo

Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha difeso la riforma, affermando che essa riequilibrerà i poteri e migliorerà l'indipendenza della magistratura. Al contrario, Gian Carlo Caselli ha descritto la riforma come «il culmine di una strategia per indebolire la magistratura e favorire l'impunità dei potenti». Caselli ha inoltre sottolineato che questa misura non risolverà il problema della durata dei processi, definendola un «gioco delle tre carte».

D'altra parte, Giulia Bongiorno della Lega ha elogiato la riforma, sostenendo che garantirà maggiore equità tra accusa e difesa: «Solo una magistratura credibile può restituire fiducia ai cittadini».

Un passaggio cruciale nella storia costituzionale

Con 174 voti favorevoli, 92 contrari e 5 astenuti, la Camera ha dato il via libera al primo dei quattro passaggi parlamentari necessari per modificare il Titolo IV della Costituzione. Il testo prevede la creazione di due distinti CSM, la separazione tra magistrati requirenti e giudicanti, e l'istituzione di un'Alta Corte disciplinare. Un referendum appare inevitabile, come auspicato dallo stesso Nordio.

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