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"Sua figlia rischia l'arresto", la truffa a una 89enne che consegna 10mila euro e oro

Alcune banconote da 50 Euro in mano a un cassiere di una banca. 16 aprile 2018 a Genova ANSA/LUCA ZENNARO

La solita telefonata finta con la quale si informa la vittima che sua figlia rischiava l’arresto per il mancato pagamento di alcune bollette è costata a una 89enne di Treia (Macerata) la perdita di 10mila euro in contanti, più due anelli in oro del valore complessivo di circa 500 euro.

I fatti

I fatti sono accaduti nell’ottobre del 2024, quando la donna ha denunciato ai carabinieri della stazione cittadina la truffa subita. Ha raccontato che un uomo l’ha contattata telefonicamente e che le ha raccontato della situazione della figlia e, con toni urgenti ed ultimativi, l’ha invitata a pagare per evitare ulteriori guai alla figlia.

Nel frattempo, mentre la signora era ancora al telefono, è giunta presso la sua abitazione una donna che si è presentata come incaricata del ritiro del denaro e dei preziosi. Ingannata dalla truffa, la vittima ha consegnato 10.000 euro in contanti e due anelli in oro del valore di circa 500 euro.

Le indagini

Le indagini condotte dai carabinieri di Treia, in stretta collaborazione con altri comandi dell’Arma, hanno permesso di identificare la donna che si è presentata a casa della vittima per il ritiro del denaro e degli oggetti preziosi.

La responsabile, una 48enne residente a Pomigliano d’Arco (provincia di Napoli), con precedenti penali a suo carico, è stata denunciata all’Autorità Giudiziaria per truffa aggravata.

L’attività investigativa prosegue per identificare i complici coinvolti e verificare eventuali altre responsabilità nel raggiro subito dall’anziana di Treia.

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