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La Procura indaga sull'esplosione a Catania: strage sfiorata. Il sindaco: ringraziamo Sant'Agata perché non ci sono state vittime

«Una tragedia sfiorata solo per miracolo. Mi associo a quanti dicono che dobbiamo ringraziare l'intercessione della nostra Patrona Sant'Agata che non ci siano state vittime». Con queste parole, il sindaco di Catania ha espresso il sentimento comune della città, all’indomani della fuga di gas metano che ha causato un’esplosione nelle vie Kertesz, Fratelli Gualandi e Capo Passero del quartiere Trappeto Nord. L’episodio ha interessato due palazzine di due piani dell’Iacp, provocando 14 feriti, due dei quali in codice rosso.

Il paragone con la strage di Ravanusa

Resta vivo in Sicilia il ricordo della strage di Ravanusa (Agrigento) di tre anni fa, quando un’esplosione nella rete del gas causò 10 vittime. A Catania, invece, si contano "solo" feriti. La Procura ha avviato un’inchiesta per disastro colposo e i vigili del fuoco sono ancora alla ricerca della causa della perdita che ha provocato la deflagrazione.

Scenario post-esplosione

La mattina successiva, l’area appare come un campo di battaglia: case, auto e moto distrutte. Circa 1.000 persone hanno dovuto abbandonare le loro abitazioni, ospitate in alberghi grazie all’interessamento del sindaco, mentre la fornitura di gas metano è stata interrotta per 20.000 persone.

Sul luogo dell’esplosione, il comandante dei vigili del fuoco di Catania, Felice Iracà, ha incontrato i giornalisti, escludendo la presenza di dispersi: «Le nostre unità cinofile hanno lavorato tutta la notte: non sono state rinvenute persone. Alcuni dei nostri uomini sono stati scaraventati per terra e hanno riportato lievi ustioni e contusioni. Per fortuna è andata bene».

La testimonianza di Maria Trovato

Tra dolore e rabbia, Maria Trovato, figlia di una donna ferita nell’esplosione, racconta: «La palazzina che è crollata non era disabitata. Ci stava mia mamma da 40 anni. Al momento dell’esplosione era appena arrivata a casa. Non appena è scesa dall’auto c'è stato il boato ed è stata scaraventata a un paio di centinaia di metri a terra ed è stata ricoperta dalle macerie».

Maria denuncia anche una mancata evacuazione preventiva: «Fino a quel momento, nonostante l’odore di gas, non era stato fatto evacuare nulla, tant’è che mia madre si è ritirata tranquillamente a casa».

Le indagini e le dichiarazioni

La Procura indaga sulle cause della fuga di gas, mentre il presidente di Catania Rete Gas, Gianfranco Todaro, ha dichiarato: «Stiamo cercando di accertarle e speriamo, in 24-48 ore, di riportare tutto alla normalità». Ha aggiunto che «il rischio è stato importante: si è verificata una perdita di gas veramente considerevole, non giustificabile con le normali perdite. Se c'è stata una rottura, è stata di una tubazione grande, in acciaio, un episodio di una certa gravità».

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